martedì, dicembre 27, 2005

Ma cosa c'è alla TV?

In trepidante attesa della partenza per la spagna sto dedicando buona parte del mio tempo oltre che alla lettura anche al faticoso sport del salto sul divano e zapping alla tv.Mi sono accorta mio malgrado che la programmazione delle principali reti televisive italiane è poco attenta alla diffusione di programmi con un minimo contenuto culturale:infatti gli unici programmi che vale la pena seguire sono o relegati in seconda serata quasi fossero un cenacolo per addetti ai lavori oppure sono trasmessi ad ore improbabili durante il corso della giornata.Nonostante un sensibile aumento del numero delle citazioni di libri,che di per sè è da considerare positivo,la maggior parte sono riferite a saggi legati allìattualità e più in particolare alla politica.
Adattarsi o cercare di cambiare qualcosa?

 

 

6 Comments:

At 28/12/05 15:33, Blogger Francesco Casalegno said...

La televisione è un bene di mercato. Come tutti i beni di mercato segue le leggi di mercato che ne impongono modifiche ed adattamenti. Perchè la televisione deve vendere e senza audience non si vende. Chi programma il palinsesto ha solo questo, ovviamente, in mente: vendere spazi pubblicitari. E Mediaset ne è un chiaro esempio, più della RAI: poichè i suoi introiti derivano unicamente dala pubblicità, essa va utilizzata il più possibile e posizionata in modo da essere vista dalla maggior parte della popolazione. La demenzialità dei programmi in prima serata di Mediaset, ha questo fine: creare audience. Sarebbe inutile nonchè dannoso per un'imprenditore come Berlusconi sostituire a "La vita secondo Jim" un documentario sulla vita degli Italiani durante il Boom economico: quest'ultimo creerebbe meno audience e implicherebbe una perdita di uno spazio preziosissimo.
D'altronde la ostra è una strette eltie intellettuale che apprezza ancora quello che la nuova società ha decisamente cercato di eliminare. La nostra cultura orami sta scomparendo perchè il mercato non ha bisogno di masse pensanti. Ha bisogno di masse acquirenti.

Ma dunque che fare davanti al cinico pragmatismo dei programmatori del palinsesto? Spegnere le televisione. Spegnere le televisione per non dare il nostro apporto a una diffusione di valori che non condividiamo, al fine di preservare i nostri.

 
At 28/12/05 16:27, Blogger Giorgia said...

premettendo che "la vita secondo jim" nn si deve toccare (scherzo ovviamente!), sono d'accordo con fra; in effetti i programmi trasmessi in televisione sono la conseguenza del fatto che noi li guardiamo, e più li guardiamo, più loro vanno in onda.. è un circolo vizioso!! di tangibile nn si può fare granchè, oltre a spegnere la televisione per non far alzare l'indice di ascolto! bisognerebbe convincere gli italiani a non seguire quei programmi così istruttivi come "campioni, il sogno" o "amici" dei quali però nn possono fare a meno, e forse3 così si noterebbe un qlke cambiamento.. ma la vedo ardua come impresa!

 
At 28/12/05 21:40, Blogger veronica said...

entrambi avete pienamente ragione,però personalmente credo che se il problema non verrà affrontato il più presto possibile il germe che da tempo ha colpito l'Italia arriverà ad "ammalarla" completamente.Sicuramente ci vorrà tempo per rimediare a tutti gli errori commessi da questo governo, di cui il capo beneficia ampiamente se la domenica milioni di persone seguono con assidua ferquenza "Buona Domenica",ma non va dimenticato che questi programmi sono ampiamente richiesti da gran parte della popolazione e quindi perchè rischiare di deludere le aspettative di tutti questi ignoranti?il problema non è tanto perchè vengono trasmessi programmi del genere,ma perchè la gente li guarda.Se si cominciasse ad aumentare il livello culturale della televisione,nonchè il lessico di chi presenta, non credete che sarebbe già un ottimo traguardo?

 
At 28/12/05 21:43, Blogger veronica said...

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At 29/12/05 16:28, Blogger Francesco Casalegno said...

ho trovata due buoni programmi. il primo e difficile che lo apprezziate il secondo, invece, anche.
Il primo e passepartout ed e chiaramente rifilato ad un orario notturno... ma un tempo cosi non era e spero che ritorni al week end ad orari trattabili.
un simpaticono dalla faccia rotonda e paonazza spiega l'arte uin giro per l'italia.
Il secondo e la storia siamo noi (al mattino in questi giorni verso le otto). pezzi di vecchie pellicole che ci parlano dell'italia del primo dopoguerra (si anche del boom economico!!! finalmente qlc ha sentito le mie proteste!!)
Entrambi i programmi sono ovviamente su raitre, l'unico canale che monsieur le cavaliere abbia poco colonizzato...

 
At 30/12/05 15:06, Blogger veronica said...

bello secondo me anche "Alle falde del kilimangiaro",sempre su raitre,che senza entrare nello specifico ti fa apprezzare e conoscere la geografia portandoti in viaggio per il mondo.....unico effetto collaterale sono le lacrime che cominciano a sgorgare dai tuoi occhi quando i reportage sono alle maldive o in polinesia.....

 

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