martedì, gennaio 31, 2006

il fu Mattia Pascal

Il fu Mattia Pascal fu pubblicato per la prima volta nel 1904; fu il terzo romanzo scritto da Pirandello, nel quale egli sperimenta nuove soluzioni narrative. Tra il 1910 e il 1915 scrisse Uno, nessuno e centomila. Poco dopo nel 1929 Pirandello fu chiamato a far parte dell'Accademia d'Italia e nel 1934 gli venne assegnato il premio Nobel per la letteratura.

Il fu Mattia Pascal è il più famoso dei romanzi di Pirandello. Mattia Pascal era un uomo appartenente ad una famiglia benestante dopo morte del padre, un amministratore disonesto che si era arricchito alle spalle della famiglia sino a ridurla sul lastrico, il protagonista per vivere fa il bibliotecario ma, a causa di profondi dissidi con la moglie e con la suocera, decide di partire per Montecarlo; lì la fortuna gli sorride e, fatto un piccolo capitale, decide di tornare a casa. Sul treno del ritorno, mentre sfoglia il giornale per ingannare il tempo, legge di un suicidio nel suo paese e, tra lo stupore e la sorpresa, apprende che si tratta del "suo" suicidio. Nella canale di un mulino era stato trovato un corpo in avanzato stato di putrefazione che era stato prontamente riconosciuto come suo dalla moglie e dalla suocera. Allora pensa di inventarsi un'identità e vivere una nuova vita riacquistando la libertà che aveva perso sposandosi; comincia così la vita di Adriano Meis. Affitta una casa a Roma ma dopo un po' si rende conto che, senza documenti, non può vivere da persona normale: si innamora della figlia del padrone di casa ma non può sposarla, subisce un furto e non può denunciarlo pur conoscendo il colpevole, viene insultato e non può vendicare l'offesa. Decide allora di "suicidare" Adriano lasciando su un ponte il cappello, il bastone e un biglietto di riconoscimento. Tornato in paese però ha una brutta sorpresa, si accorge che non c'è più posto per il "redivivo" Mattia Pascal, la moglie si è risposata ed ha avuto dei figli con l'amico e lui viene trattato con diffidenza. Decide allora di vivere nella biblioteca con il collega, unico amico che gli sia rimasto, e, di tanto in tanto, porta fiori alla propria tomba; il fu Mattia Pascal decide anche di scrivere un libro sugli strane casi della sua esistenza, libro da leggere esclusivamente "50 anni dopo la mia terza, ultima e definitiva morte".

Questo libro mi è piaciuto molto anche perchè nel complesso la vicenda è abbastanza dinamica e scorrevole: è senz'altro un romanzo che si legge con una certa facilità, anche perché si può riscontrare una notevole presenza di dialoghi; inoltre la storia mi ha appasionato molto: un uomo che vuole cambiare vita, le difficoltà che riscontra nel farlo,... è un libro che consiglio di leggere a tutti perchè mi è piaciuto davvero tanto.
Mi piacerebbe discutere con chi, invece, l'ha trovato brutto e noioso per poter confrontare le nostre opinioni...

 

 

lunedì, gennaio 30, 2006

IL GRANDE DITTATORE

Film uscito nel 1940,quando probabilmente neanche tuttti i nostri genitori erano nati,ha suscitato in coloro che l'hanno visto molte opinioni...per prima cosa esprimero' le mie considerazioni, invito poi voi tutti a fare lo stesso.CHARLIE CHAPLIN attraverso il suo umorismo cerca di anticipare 1fatto che ha cambiato la storia del mondo,e l'averlo visto sapendo lo svolgimento dei fatti a mio parere ha influito molto sul parere finale...Prendendo on giro personaggi come Hitler e Mussolini, scherzando sui fatti accaduti nel ghetto,trasformando il discorso di Hitler da terrore a compasssione e felicita' ,il regista inglese e' riuscito a descrivere in film che si puo definire comico 1delle tragedie piu grandi mai compiute dall'uomo...La mia riflessione vuole coinvolgere anche il finale ,1delle parti su cui si e' discusso d piu ,infatti il regista sconvolge l'intero film con 1 discorsotrasformato;(il discorso si riferisce a quando Hitler davanti al mondo intero collegato illustra i motivi della guerra e invita i suoi soldati a sterminare gli ebrei ) probabilmente sara' vero che nella vita oltre ai fatti contano anche le parole,anche se si parla sempre di 1 film...nonostante abbia visto il film nella giornata di ricorrenza della memorie dell'olocausto,quindi avendo potuto vedere e sentire alla tv testimonianze sul genocidio degli ebrei nn ho potuto cogliere la comicita' di Chaplin ...invito tutti coloro che hanno visto il film a esprimere giudizi

 

 

conferma interrogazioni 31/01

DOMANI MARTEDI 31 GENNAIO sarò presente in classe: chi deve essere interrogato e chi doveva essere interrogato oggi, lo sarà domani (come da programma).
scusate ancora il contrattempo,
la professoressa giorda

 

 

sabato, gennaio 28, 2006

Roal Dahl

Per chi non ha conosciuto questo strepitoso scritto re da bambino, con libri come "la fabbrica di cioccolato" o "Matilda" o "Il GGG" o "Le streghe" etc. consiglio di leggere "Storie impreviste". L`autore, che io ho sempre amato da bambina e che ha aiutato me e chiara a stringere una forte amicizia che soppravvive anche ora, e` assai abile a discrivere esilaranti scene e situazioni lasciando di continuo il lettore cn il fiato sospeso aggiungendo una sostanziosa dose di ottimo English Humor. Il libro, che si divide in numerose piccole storie, ognuna con un finale del tutto imprevisto, ha un seguito: "Storie ancore piu impreviste", che a parte alalcuni brani, e` meno bello del volume precedente.
se dahl e` riuscito a unire me e chiara e tenerci amiche nonostante la sua lontanaza, cio` significa che e` davvero abile.

 

 

mercoledì, gennaio 25, 2006

commento del libro"la masai bianca"

ciao a tutti!!..per me è sempre stato difficile trovare un libro coinvolgente ed appassionante, però questo è un racconto che veramente merita di essere letto.Devo dire che è stato grazie all' approfondimento di geografia che ho avuto la possibilità di scoprire "la masai bianca".
E' una vera storia d' amore visssuta dalla stessa autrice:Corinne Hofmann;ella decide di trascorrere una vacanza in Kenya con il suo fidanzato, ma, dopo qualche giorno conosce un bellissimo masai, se ne innamora e non vuole più lasciarlo; a questo punto si trova davanti ad un bivio:tornare con il suo fidanzato in Svizzera o restare in Kenya con l' uomo che le ha cambiato completamente la sua vita.Ella trascura le conseguenze e decide di rimanere in quel luogo così lontano dalla Svizzera ma nello stesso tempo così vicino al suo cuore, abbandonando la sua famiglia, i progetti e la boutique avviata. Il Kenya resterà la sua patria per ben quattro anni e non solo si è innamorata del masai, da cui avrà un figlio, ma anche della suggestione di quel magnifico paese e della gente.Questa avventura così memorabile non termina assolutamente a lieto fine, infatti comprende che per lei quel mondo è troppo lontano dalle sue radici. Quindi questo libro non è solo capace di appassionare per la coinvolgente storia d' amore, ma è anche una riflessione sulla difficolta che può sorgere dall' incontro di due culture troppo diverse e apporti umani totalmente differenti.
clè

 

 

martedì, gennaio 24, 2006

per chi avesse voglia e tempo di informarsi, propongo alcuni siti...

http://www.yadvashem.org/ (in inglese ed ebraico)Ampio sito di Yad Vashem, The Holocaust Martyrs' and Heroes' Remembrance Authority, Gerusalemme.
http://www.ushmm.org/ (in inglese)Ampio sito dell’United States Holocaust Memorial Museum, Washington.
http://www.auschwitz.org.pl/ (in polacco, inglese, tedesco)Sito del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau, Oswiecim.
http://www.memorialdelashoah.org/ (in francese)Sito del Centre de Documentation Juive Contemporaine, Parigi.
http://www.fritz-bauer-institut.de/ (in tedesco)Sito del Fritz Bauer Institut, Francoforte sul Meno.
http://gfh.org.il/eng (in inglese ed ebraico)Sito de The Ghetto Fighters' House. Holocaust and Jewish Resistance Heritage Museum, Israele.
http://taskforce.ushmm.org/ (in inglese)Sito della Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance, and Research.
http://www.cdec.it/ (in italiano)Sito della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC, Milano.
http://www.deportati.it/ (in italiano)Sito della Fondazione Memoria della Deportazione / ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati Politici nei Campi Nazisti), Milano.
http://www.ucei.it/giornodellamemoria (in italiano)Spazio “Giorno della memoria” nel sito dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Roma.
http://www.istruzione.it/shoah (in italiano)Spazio “Scuola e Shoah” nel sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
http://www.fondazionefossoli.org/ (in italiano)Per conoscere e visitare il campo di Fossoli (Modena).
http://www.windcloak.it/cultura/risiera.htm (in italiano)Per conoscere e visitare il campo della Risiera di San Sabba, Trieste.
http://www.governo.it/Presidenza/DICA/beni_ebraici/index.html (in italiano)Il Rapporto generale della Commissione per la ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività di acquisizione dei beni dei cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati (2001).
I numerosi siti realizzati da singoli o gruppi di lavoro non istituzionali sono caratterizzati spesso da: navigazione interna facile; documentazione non sempre ben contestualizzata; affidabilità talora non buona.
http://www.deathcamps.org/ (in inglese e tedesco)Sito del Gruppo di lavoro Aktion Reinhard Camp (ARC), Inghilterra.
http://www.shoa.de/ (in tedesco)Sito del Gruppo di lavoro shoah.de, Germania.
http://www.cdec.it/dsca (in italiano)“Documenti di Storia Contemporanea sull’Antisemitismo”, sito creato da Andrea Tournoud (morto il 10 ottobre 2003), da lui affidato alla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC.
http://www.olokaustos.org/ (in italiano)Sito dell’Associazione Olokaustos, Venezia.
http://www.binario21.org/ (in italiano)Sito sostenitore del Comitato per il Memoriale della Shoah alla stazione centrale di Milano.
Per continuare a cercare
http://www.cisi.unito.it/shoah (in italiano)“Guida alla Shoah in rete”, presentazione critica di 78 siti; a cura di un gruppo di studenti dell’Università di Torino, nell’ambito di un seminario su storia e internet.
http://www.ushmm.org/research/library/index.php?content=weblinks (in inglese)Ampia rassegna di siti; a cura dell’United States Holocaust Memorial Museum, Washington.
http://www.science.co.il/Holocaust-Museums (in inglese)“Global Directory of Holocaust Museums”; a cura del sito Israel Science and Technology Directory, Israele.
http://www.deportazione.too.it/ (in italiano)Contiene una “Guida ai siti sulla deportazione”; a cura del Centro Studi della Resistenza dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) di Roma.
http://www.bibliolab.it/sitografie/shoa.htm (in italiano)“Sitografia sulla Shoah”; a cura di Rete BiblioLab. Documentazione, Ricerca, Formazione, Cantarana (Asti).
http://www.bibliolab.it/sitografie/sitografie_spinelli.htm (in italiano)“La Shoah in Italia”; connesso al precedente.

 

 

lunedì, gennaio 23, 2006

Commento de: "Il giorno della civetta"

Ciao a tutti!!!!!! Finalmente sono riuscita ad entrare anch’io nel blog….
Vi voglio commentare un libro che ho letto nelle vacanze di Natale: “Il giorno della civetta ” di Leonardo Sciascia. Di questo autore avevo già letto un libro, che non mi era piaciuto, ma ho provato ugualmente a leggerne un altro…
Il racconto è ambientato in Sicilia e il filo conduttore di questa storia è la mafia… una mafia che coinvolge tutti. Le indagini sono affidate al capitano Bellodi che, provenendo da Parma ,non sa di trovarsi in una realtà ove è impossibile applicare una qualsiasi forma di legge.
Mi è molto piaciuto il modo in cui Sciascia riesce a spiegare il problema della mafia in Sicilia, in un periodo dove in Italia quest’organizzazione non era conosciuta o, comunque, dove le autorità cercavano di ignorare il problema; ma in Sicilia tutti ne erano a conoscenza e si nascondevano dietro un muro di omertà.
Sciascia è riuscito a descrivere l’organizzazione della mafia che ha occhi e orecchie ovunque e che ti punisce, per qualsiasi passo falso, con la morte; a evidenziare il dubbio, l’incertezza e l’angoscia di chi sa di essere solamente come “una pedina nelle mani di un grande burattino”.
Ho trovato che in alcuni punti del racconto Sciascia diventi difficile da seguire: a volte perché noioso, altre perché non sono specificati gli interlocutori. Cosa aggiungere…!!!??? Mi è piaciuto molto il modo in cui ha sviluppato gli avvenimenti e come conclude il libro, che ti lascia un senso di amarezza per il persistere dell’ingiustizia.
Leggetelo
Ciao ciao marta

 

 

sabato, gennaio 21, 2006

L'era del consumismo

cosa ne pensate del fatto che sprechiamo acqua, energia, luce in continuazione senza neanche ormai rendercene conto? si stima che un africano usi due litri di acqua al giorno, un europeo 590 e un americano 790!!non credete che ora sia veramente necessario parlare di "sviluppo sostenibile"?cosa possiamo fare per sfruttare le risorse e non buttarle come facciamo ora? cosa accadrà fra cinquant'anni?
vi propongo un "brano" inserito quest'anno nei quaderni della smemoranda. So che il tempo è prezioso, ma è scorrevole e ci metterete due o tre minuti per leggerlo:

Ragazzi,
stamattina ho trovato sotto lo zerbino di casa una busta molto strana. Per la carta metallica sulla quale era scritto l'indirizzo con la sigla EU al posto dell'Italia. Per la calligrafia familiare. Ma soprattutto per il suo contenuto: la foto di una vecchia e una bambina con gli occhi incavati e la seguente lettera:
Anno 2045
Caro papà,
anche se né dimostro venti di +, ho solo 53 anni. Ma non mi lamento visto che sono
scampata a varie guerre mondiali per l'acqua (dalla prima, del Giordano, fino a quella per il controllo del Rio delle Amazzoni), che hanno fatto molte + vittime di quelle combattute per il petrolio. E sono sopravvissuta anche alla guerra che ha sconvolto la mia regione, tra le élite proprietarie delle poche fonti incontaminate e la maggioranza di gente assetata. .
Racconto spesso a mia figlia di com'era il mondo quand'ero = a lei: la terra verde, i viali alberati e i parchi con una quantità di fiori colorati, le fontane zampillanti, i fiumi poderosi e i rubinetti aperti in ogni casa. Forse troppi. lei non crede che passavamo le sere a innaffiare il giardino con la pompa. I bambini di adesso non sanno neppure cosa sia una pompa. Una volta morivano per mancanza d'acqua "solo" cinque milioni di persone ogni anno. Adesso, quasi 250 milioni, in gran parte vecchi e bambini.
Quelli che, una volta, chiedevano di "non sprecare l'acqua" infastidivano i governi che pensavano solo a far guadagnare grandi imprese private, che controllano quasi tutte le dighe e gli acquedotti pubblici del mondo, ma anche la gente comune che non immaginava di finire così, con l’acqua razionata e divisa. Siamo
sommersi da Una massa di vestiti e biancheria del tipo "usa e getta'", sintetici come la gran parte dei cibi. L'unico settore in espansione è quello dei mega impianti che trattano l'acqua marina che rappresenta il 99% di quella esistente sul pianeta. Tutti i dissalatori sono stati militarizzati per evitare furti e incursioni
armate. Così come sono militarizzate tutte le zone boschive.Oltre all'acqua diventa sempre + cara anche l'aria prodotta da giganteschi mulini meccanici, che viene + solo tra i residenti delle "zone protette" che possono pagare trenta milioni di euro per 150 metri cubi giornalieri. Ormai siamo entrati in una spirale terribile. Ogni anno che passa piove sempre di -. Quando ero ragazzina non ricordo tanti mesi senza pioggi cosi come adesso. Allora, le precipitazioni annuali medie sulle terre emerse arrivavano a 110 mila migliaia di miliardi di litri d'acqua. Adesso l'acqua che cade sulla terra è il 15%in meno, mentre noi, che, 1'abitiamo, siamo l'80% in +. "Bisogna abituarsi a vivere così" ,sostengono i politici, in tutto = a quelli di una volta.
Nessuno ha proposte credibili: non è possibiIe fabbricare l'acqua e neppure l'ossigeno, che,peggiora ogni giorno di + per mancanza di alberi. È per questo che la gente si ammala e compaiono infezioni per lo più sconosciute che provocano le deformazioni + diverse a una percentuale sempre > di bambini.
Non ti voglio parlare delle cose terribili che succedono negli altri continenti. Sappi solo che sono sempre di + quelli che decidono di farsi una nuova vita nei pianeti vicini, sperando siano diversi dal nostro. Lo sviluppo tecnologico, pero, non si è mai fermato. È grazie a un'invenzione difficile da spiegare che ti spedisco questa specie di bottiglia del naufrago. L'idea di scriverti me l'ha data mia figlia, che oggi mi ha accusato di non avere fatto niente per salvare il mondo. Ha ragione. Papà, l'abbiamo combinata proprio grossa. Dovremmo maledire quel 30% di sprechi d'acqua del passato e, + in generale, quel consumismo idiota che in - di un secolo ha esaurito le energie di un mondo che era riuscito ad andare avanti centinaia di migliaia di anni. Non so cosa potrai fare per cambiare il corso delle cose. Ma tenta, almeno. ­
Alla fine dello scritto c’era un fiore con cinque petali, come ha sempre amato firmarsi mia figlia.


by Vittoria Mongardi V beta

 

 

mercoledì, gennaio 18, 2006

Negro

Poichè la professoressa Giorda sostiene che "negro" è dispregiativo, ed io invece non ne sono convinto, vorrei sapere cosa ne pensate voi, dopo aver letto "I have a dream" di Martin Luter King e il significato del termine secondo il dizionario garzanti 2006.
Premetto che non sono razzista (e non credo lo fosse nemme king, voisto che era negro ma usava il termine tranquillamente...)
La prof.ssa mi chiede anche perchè allora lei e molti altri lo usino in tono dispregiativo... questo lo chiedo io a lei, internet non mi ha dato risposta!
I HAVE A DREAM
I am happy to join with you today in what will go down in history as the greatest demonstration for
freedom in the history of our nation.
Five score years ago, a great American, in whose symbolic shadow we stand today, signed the
Emancipation Proclamation. This momentous decree came as a great beacon light of hope to millions of
Negro slaves who had been seared in the flames of withering injustice. It came as a joyous daybreak to
end the long night of their captivity.
But one hundred years later, the Negro still is not free. One hundred years later, the life of the Negro is
still sadly crippled by the manacles of segregation and the chains of discrimination. One hundred years
later, the Negro lives on a lonely island of poverty in the midst of a vast ocean of material prosperity. One
hundred years later, the Negro is still languished in the corners of American society and finds himself an
exile in his own land. And so we've come here today to dramatize a shameful condition.
In a sense we've come to our nation's capital to cash a check. When the architects of our republic wrote
the magnificent words of the Constitution and the Declaration of Independence, they were signing a
promissory note to which every American was to fall heir. This note was a promise that all men, yes, black
men as well as white men, would be guaranteed the "unalienable Rights" of "Life, Liberty and the pursuit
of Happiness." It is obvious today that America has defaulted on this promissory note, insofar as her
citizens of color are concerned. Instead of honoring this sacred obligation, America has given the Negro
people a bad check, a check which has come back marked "insufficient funds."
But we refuse to believe that the bank of justice is bankrupt. We refuse to believe that there are
insufficient funds in the great vaults of opportunity of this nation. And so, we've come to cash this check,
a check that will give us upon demand the riches of freedom and the security of justice.
We have also come to this hallowed spot to remind America of the fierce urgency of Now. This is no time
to engage in the luxury of cooling off or to take the tranquilizing drug of gradualism. Now is the time to
make real the promises of democracy. Now is the time to rise from the dark and desolate valley of
segregation to the sunlit path of racial justice. Now is the time to lift our nation from the quicksands of
racial injustice to the solid rock of brotherhood. Now is the time to make justice a reality for all of God's
children.
It would be fatal for the nation to overlook the urgency of the moment. This sweltering summer of the
Negro's legitimate discontent will not pass until there is an invigorating autumn of freedom and equality.
Nineteen sixty-three is not an end, but a beginning. And those who hope that the Negro needed to blow
off steam and will now be content will have a rude awakening if the nation returns to business as usual.
And there will be neither rest nor tranquility in America until the Negro is granted his citizenship rights.
The whirlwinds of revolt will continue to shake the foundations of our nation until the bright day of justice
emerges.
But there is something that I must say to my people, who stand on the warm threshold which leads into
the palace of justice: In the process of gaining our rightful place, we must not be guilty of wrongful deeds.

Lemma
negro
Sillabazione/Fonetica
[né-gro]
Etimologia
Dallo sp. negro, dal lat. ni°gru(m) 'nero'
Definizione
agg. 1 che appartiene a un gruppo umano con pelle nera o scura, naso largo e schiacciato, capelli lanosi, labbra tumide, originario del continente africano; nero: le popolazioni negre d'America
2 che si riferisce alle popolazioni di tale gruppo umano: musica, arte, letteratura negra
3 (ant. , lett.) nero: vedova, sconsolata, in veste negra (PETRARCA Canz. CCLXVIII, 82) (fig.) triste, cupo: tristi auguri e sogni e penser' negri / mi danno assalto (PETRARCA Canz. CCXLIX, 13-14)
¶ s. m. [f. -a]
1 individuo che appartiene al gruppo umano dei negri; nero: la tratta dei negri lavorare come un negro, fare il negro, lavorare duramente (con riferimento alle condizioni di vita degli schiavi negri in America nei secoli scorsi)
2 (gerg.) chi scrive testi per autori famosi. DIM. negretto.

 

 

martedì, gennaio 17, 2006

ecco gli approfondimenti di geografia della V beta
andate e scaricate:
http://www.acmos.net/invio/geografia.doc

 

 

lunedì, gennaio 16, 2006

TORINO2006

Mancano ormai solo più 25 giorni alle tanto attese olimpiadi invernali del 2006.
Visto il breve tempo rimasto, i lavori di cui tanto si è sentito parlare e che avrebbero dovuto trasformare Torino da semplice paesone in una città più moderna,dovrebbero già essere ultimati,ma ovunque vai invece trovi cantieri che non hanno l'aria di essere in chiusura,ma al contrario sono in pieno lavoro(neanche sempre,perchè l'italia è il paese delle pause pranzo da primato)
E in montagna?In montagna oltre al problema della neve, che sembra decisa a non cadere,ci sono quelli causati dalle code provocate da cantieri che disturbano la normale circolazione delle auto.
Adesso cosa dobbiamo pensare?Speriamo solo che tutto vada per il verso giusto e che i turisti apprezzino la città sorvolando sui problemi urbanistici.....
Tutte le informazioni che volete sulle Olimpiadi le trovate sul sito:www.torino2006.org
Buone Olimpiadi a tutti!!!!!!

 

 

domenica, gennaio 15, 2006

Solo dal perdono nasce l'amore.. Nelson Mandela


Dal momento che in questo periodo abbiamo avuto modo di studiare l'Africa e con essa abbiamo affrontato il tema dell'Apartheid, a questo proposito vorrei consigliare un film che tratta l'argomento molto approfonditamente: In my country (titolo inglese: Country of my skull).
Molto sinteticamente il film parla di Langston Whitfield (Samuel L. Jackson), un giornalista del Washington Post, che viene mandato a seguire le udienze della Commissione per la Verità e la Riconciliazione a carico dei torturatori durante l'Apartheid in Sud Africa. Anna Malan (Juliette Binoche), una poetessa Afrikaans, lavora per la radio locale (e per essa segue i processi) ed è distrutta dai racconti delle crudeltà e depravazioni da parte dei suoi connazionali. Entrambi rimangono profondamente colpiti dalle testimonianze delle vittime ed entrambi non hanno più un buon rapporto con le rispettive famiglie. Questo li porterà ad avvicinarsi sempre di più l'uno all'altra...
Questo film offre un' accurata descrizione di ciò che avvenne nella cruenta lotta per il potere in Sud Africa e come le autorità cercarono di rimediare ai danni fatti alle innocenti famiglie nere.
Per chi volesse saperne di più, qst è il sito ufficiale del film gestito anche da "Lucky Red" e ricco di informazioni interessanti: http://www.inmycountry.it/

 

 

sabato, gennaio 14, 2006

diario di un killer sentimentale

E' la storia di un killer ormai brizzolato che in sette giorni si scopre un uomo diverso da quello che aveva sempre creduto di essere.Tradito dalla sua compagna deve portare a termine un omicidio di "ordinaria amministrazione",ma per la prima volta in tutta la sua onorata carriera di killer viene vinto dalla curiosità e inizia a porsi delle domande sul perchè ed il percome dovesse uccidere l'uomo ritratto nella foto che gli era stata recapitata dal "datore di lavoro".Storia molto particolare che conferma il talento letterario di luis Sepulveda;la lettura è scorrevole e veloce nel vero senso della parola poichè il libro è di sole 70 pagine ed in un certo senso adatto a chi non vuol sforzarsi più di tanto o a chi fa tutto all' ultimo momento.....

 

 

Giornata della memoria

27 gennaio:la giornata della memoria.Lo so il tema dela shoà(credo di averlo scritto correttamente)è un argomento trattato e ritrattato, poi per un ex-allievo come me del prof cassarà(credo che il suo ricordo mi perseguiterà per tutta la vita) gli avvenimenti di quegli anni sono tutt' altro che nuovi, ma ritengo che sia giusto ricordare,come dice appunto il titolo,affinchè quelle atrocità non riaccadano mai più.Il 27 gennaio 1945 avviene l'apertura dei cancelli del campo di Auschwitz-Birkenau e oggi più di 300 iniziative coinvolgono un numero sempre più elevato di persone (è molto interessante il treno della memoria per chi non lo avesse ancora visitato).Che altro scrivere?Penso che l' argomento parli già abbastanza da solo.Con la speranza di non avervi annoiato a morte, Ciao!Andrea

 

 

venerdì, gennaio 13, 2006

Le ceneri di Gramsci

Cari compagni, cari compagne:

sebbene io sia perfettamente conscio che e rimasta littera morta il mio consiglio su gli scritti corsari, sento la necessita di consigliarvi un altro capolavoro di pisolini, questa volta si tratta di una raccolta di poesie.

Le ceneri di gramsci e, a mio avviso, un testo in poesia di qualità altissima e trovo che non vi sia recensione che posa descrivere:

Non è di maggio questa impura aria

che il buio giardino straniero

fa ancora più buio, o l'abbaglia

con cieche schiarite... questo cielo

di bave sopra gli attici giallini

che in semicerchi immensi fanno velo

alle curve del Tevere, ai turchini

monti del Lazio... Spande una mortale

pace, disamorata come i nostri destini,

tra le vecchie muraglie l'autunnale

maggio. In esso c'è il grigiore del mondo,

la fine del decennio in cui ci appare

tra le macerie finito il profondo

e ingenuo sforzo di rifare la vita;

il silenzio, fradicio e infecondo...

Piuttosto invito i compagni e le compagne amanti di poesie a immergersi in questa opera divina e, perché no?, anche nelle poesie friulane di Pasolini.

Enrico Gangesova (alias Francesco il Giovane)

 

 

mercoledì, gennaio 11, 2006

Commento del libro "Flatlandia" r.

“Flatlandia” scritto da Edwin A. Abbott nel 1882
Sicuramente “Flatlandia” non è un libro facile da recensire perché unico nel suo genere. A differenza di alcune opere molto voluminose, ma di contenuto diluito, questo romanzo, in relativamente poche pagine, riesce a farti pensare, stravolgendo la realtà quotidiana. Lo si potrebbe quasi definire come una favola matematica. Riassumendolo brevemente, è una descrizione molto dettagliata di un mondo a due dimensioni, dove il protagonista, nonché narratore, è un quadrato. In questa realtà popolata da figure geometriche, i maschi sono esclusivamente figure poligonali ed hanno importanza maggiore o minore nella scala sociale secondo il numero di lati: si va dai miseri Triangoli Isosceli fino al Circolo, dove il numero dei lati è così alto da potersi considerare infinito.
Le donne invece sono dei piccoli segmenti. Tali sono le basi nelle quali si sviluppa l'intera storia. Quasi tutto il romanzo è ambientato in una realtà priva della terza dimensione. Il vero scopo del libro è quello di aprire la mente alla visione di un mondo con più delle tre normali grandezze. Viene teorizzata la possibilità di una realtà a quattro dimensioni, dove ogni punto diventa una linea, ogni linea un piano, ogni piano un solido ed ogni solido...
Benché possa non piacere a tutti, lo consiglio vivamente non tanto per lo stile di scrittura, per altro molto vivace e dettagliato, ma soprattutto per la storia, sorprendente, guidata da una serie di deduzioni logiche basate su un patrimonio di conoscenze geometriche condiviso.

Ciao! Balto (Ruggero)

 

 

lunedì, gennaio 09, 2006

ecco gli approfondimenti...

.. e così è ahimè riniziata la scuola.. che tristezza!! e per rallegrarvi la giornata ecco l'elenco degli approfondimenti di geografia:

APPROFONDIMENTI 5 delta:
  • "Danze tribali" by Cavallero
  • "Popolazioni nomadi del Magreb" by Pianelli e Grillo
  • "Il Kenya politico e culturale" by Creta e Martini
  • "Live - aid" by Sozzi e Bosio
  • "Diaspora ebraica" by Carassati e Lagana
  • "Cultura masai" by Perniciaro e Venturelli

APPROFONDIMENTI 5 beta:

  • "L'aids" by Penna e Varga
  • "L'apartheid" by Bo e Masoero
  • "La globalizzazione" by Musci e Tarba
  • "La dichiarazione dei diritti umani" by Grisot e Ghiglieno
  • "Il Sud Africa" by Ciccone, Ferrero e Nascè
  • "Genocidio in ruwanda" by Zuffi
  • "La desertificazione" by Grisot e Mongardi
  • "Medicine in Sud Africa" by Bombelli e Auxilia
  • "I masai" by Pau e Beccato
  • "Il Nilo" by Galuppo e Ghiglieno
  • "La colonizzazione" by Soriente, Balteri e Cherio
  • "I bambini soldato" by Cerruti e Banino

FOTOCOPIE GENTILMENTE DONATE DALLA PROF.SSA GIORDA:

  • "Le religioni"

Bene.. ecco tutto l'elenco... proporrei inoltre un bell'appalauso per il nuovo taglio della nostra professoressa (consiglio di farlo... siamo in periodo pagelle!!! ;-P )...

ciao a tutti. Gio

 

 

Narciso e Boccadoro

Non si tratta di un libro facile da leggere e da recensionare...
Nella Germania medievale nel convento di Mariabronn si incontrano due ragazzi, Narciso e Boccadoro appunto. Li unisce una grande amicizia ma sono estremamente diversi tra loro: Narciso è un pensatore, un asceta, destinato a diventare abate, Boccadoro crede di voler seguire la strada dell'amico, ma diventerà un artista più o meno vagabondo che va a donne appena può e si ritrova addirittura a uccidere. Trascorre una vita movimentata, attraverso molte esperienze che lo segnano assai profondamente, fino a rischiare la condanna a morte. Narciso riesce a salvarlo e Boccadoro trascorre gli ultimi anni della sua vita a Mariabronn, ospite dell'amico.
Il libro è ababstanza scorrevole.
Mi è sembrato che tutti i personaggi, anche Boccadoro che è sempre spensierato, abbiano un che di "inquieto", o forse è una mia impressione.
Mi è piaciuta la descrizione di alcuni tipi umani, come l'orgogliosa Rebecca, il vile Roberto e altri ... questi personaggi sono, come dire, "efficaci".