mercoledì, gennaio 11, 2006

Commento del libro "Flatlandia" r.

“Flatlandia” scritto da Edwin A. Abbott nel 1882
Sicuramente “Flatlandia” non è un libro facile da recensire perché unico nel suo genere. A differenza di alcune opere molto voluminose, ma di contenuto diluito, questo romanzo, in relativamente poche pagine, riesce a farti pensare, stravolgendo la realtà quotidiana. Lo si potrebbe quasi definire come una favola matematica. Riassumendolo brevemente, è una descrizione molto dettagliata di un mondo a due dimensioni, dove il protagonista, nonché narratore, è un quadrato. In questa realtà popolata da figure geometriche, i maschi sono esclusivamente figure poligonali ed hanno importanza maggiore o minore nella scala sociale secondo il numero di lati: si va dai miseri Triangoli Isosceli fino al Circolo, dove il numero dei lati è così alto da potersi considerare infinito.
Le donne invece sono dei piccoli segmenti. Tali sono le basi nelle quali si sviluppa l'intera storia. Quasi tutto il romanzo è ambientato in una realtà priva della terza dimensione. Il vero scopo del libro è quello di aprire la mente alla visione di un mondo con più delle tre normali grandezze. Viene teorizzata la possibilità di una realtà a quattro dimensioni, dove ogni punto diventa una linea, ogni linea un piano, ogni piano un solido ed ogni solido...
Benché possa non piacere a tutti, lo consiglio vivamente non tanto per lo stile di scrittura, per altro molto vivace e dettagliato, ma soprattutto per la storia, sorprendente, guidata da una serie di deduzioni logiche basate su un patrimonio di conoscenze geometriche condiviso.

Ciao! Balto (Ruggero)

 

 

8 Comments:

At 11/1/06 19:56, Blogger mariachiaragiorda said...

confesso di non averlo letto...il fatto di insegnare materie letterarie non ostacola la mia curiosità nei confronti di un contenuto per così dire matematico.
ultimo in questi giorni il terzo libro di un matematico fisico contemporaneo francese che si è dato alla letteratura: michel houellebecq. ve ne consiglio la lettura, tra qualche anno, però.

 
At 12/1/06 17:35, Blogger Giorgia said...

tra i nuovi generi che vuole provare le consiglierei ehm.. forse harry potter 6??' le assicuro che è straordinario.. e se facessi la recensione di questo libro mi ucciderebbe???!!!

 
At 13/1/06 22:36, Blogger martina said...

lo trovo molto strano come libro..devo ammettere che libri di questo genere non mi attirano mai più di tanto, perchè preferisco libri in cui io riesca a immedesimarmi nei personaggi e a entrare nella storia, però se dici che è bello..harry potter invece mi fa veramente entrare dentro la storia..scusi se glielo dico professoressa, ma è veramente bello!!!!x quanto riguarda giorgia:non ci provare a scrivere la recensione prima che l'abbia finito!!! ;-)

 
At 14/1/06 18:27, Blogger Francesco Casalegno said...

siete tutti dei grandi ignoranti (tranne balto: grande balto fagliela vedere!!!!!!!!!!!!!!!!!!) xke il libro e famosissimo!!!!
eppoi non siate cosi benpensanti e superficiali....

 
At 15/1/06 10:27, Blogger Giorgia said...

il fatto di non averlo letto non significa di non averne mai sentito parlare, mio caro francesco!!!

 
At 22/1/06 14:48, Blogger Francy said...

un libro più orrendo non poteva essere scritto!!! credo che l'autore abbia messo tutto il suo impegno nel creare un libro che in duce facilmente al sonno e che, anzichè far apprezzare la matematica, rende tale materia ancora più indigesta!!

 
At 19/7/16 14:23, Blogger Ale Sp said...

Non concordo proprio con Francy. Solo in pochi penso che possano apprezzare la genialità di Abbott messa in questo libro. Ed è più che una favola matematica. Dentro ci sta molta psicologia e filosofia oltre la matematica. Fa comprendere anche come la matematica è talmente razionale che il nostro intelletto non ci permette di poter raffigurare certe cose.
Basti pensare all'abitante di pointlandia e alle sue capacità limitate, stesso discorso per gli abitanti di linelandia, flatlandia e spacelandia.
In matematica è possibile pensare a spazi di n dimensioni (con n tendente ad infinito) ma nel concreto che cosa possa significare non lo possiamo apprezzare perché essere limitati

 
At 19/7/16 14:23, Blogger Ale Sp said...

Non concordo proprio con Francy. Solo in pochi penso che possano apprezzare la genialità di Abbott messa in questo libro. Ed è più che una favola matematica. Dentro ci sta molta psicologia e filosofia oltre la matematica. Fa comprendere anche come la matematica è talmente razionale che il nostro intelletto non ci permette di poter raffigurare certe cose.
Basti pensare all'abitante di pointlandia e alle sue capacità limitate, stesso discorso per gli abitanti di linelandia, flatlandia e spacelandia.
In matematica è possibile pensare a spazi di n dimensioni (con n tendente ad infinito) ma nel concreto che cosa possa significare non lo possiamo apprezzare perché essere limitati

 

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