sabato, gennaio 14, 2006

diario di un killer sentimentale

E' la storia di un killer ormai brizzolato che in sette giorni si scopre un uomo diverso da quello che aveva sempre creduto di essere.Tradito dalla sua compagna deve portare a termine un omicidio di "ordinaria amministrazione",ma per la prima volta in tutta la sua onorata carriera di killer viene vinto dalla curiosità e inizia a porsi delle domande sul perchè ed il percome dovesse uccidere l'uomo ritratto nella foto che gli era stata recapitata dal "datore di lavoro".Storia molto particolare che conferma il talento letterario di luis Sepulveda;la lettura è scorrevole e veloce nel vero senso della parola poichè il libro è di sole 70 pagine ed in un certo senso adatto a chi non vuol sforzarsi più di tanto o a chi fa tutto all' ultimo momento.....

 

 

5 Comments:

At 19/1/06 22:22, Blogger Irene said...

Trovandomi questo libretto tra le mani ho deciso di leggerlo. Mi ha incuriosito questo personaggio che per tutta la vita ha fatto un mestiere così poco comune senza farsi domande e che alla fine viene assalito dai dubbi e comincia a commettere degli errori. Inoltre come si può definire vita la sua? Senza fissa dimora, senza legami stabili tranne quello con la ragazza francese fondato sulla menzogna. Tutto per lui dipendeva dalla voce distaccata di un uomo mai visto che gli affidava gli incarichi.

 
At 20/1/06 16:03, Blogger SimonaViviani said...

tralasciando il fattore lunghezza, che di certo ispira fiducia, concordo sul fatto che è un libro molto scorrevole, e nonostante non affronti un argomento impegnativo ti coinvolge facendoti riflettere sul fattore umano. il seppur lieve cambiamento nel modo di rappotarsi con le persone contribuisce a far evolvere il protagonista in maniera abbastanza veritiera. (se non l' avete mai visto, vi consiglio il film "Leon" con Jean Reno, che tratta un argomento simile, ed è godibile. casualmente, lo danno sulla rai venerdì prossimo)

 
At 21/1/06 14:54, Blogger marianna said...

Ho trovato questo libro poco interessante; la storia è poco comune, però a mio parere è molto ripetitiva come se fin dall' inizio avessi già capito la conclusione, e quindi ho perso gran parte dell' interesse per la vicenda.

 
At 22/1/06 14:44, Blogger Francy said...

come definire un libro del genere in una parola? insolito.. Sepulveda non si perde in lunghe riflessioni che potrebbero rendere noiosa la lettura limitandosi a descrivere soltanto i fatti.. eppure avrebbe fatto meglio, secondo me, a dedicare qualche pagina ai pensieri dell'assassino, provando ad analizzare il motivo per cui una persona viene spinta ad uccidere. Il finale, un po' troppo "freddo", può dare spunto alla crezione di una nuova storia, partendo proprio dal rinvenimento dei due cadaveri..

 
At 24/2/06 10:28, Blogger Bianca said...

Non mi è piaciuto...
La storia sa un po' troppo di James Bond, e il finale è scontato. Si capisce quasi subito che si tratta dello stesso messicano.

 

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