martedì, gennaio 31, 2006

il fu Mattia Pascal

Il fu Mattia Pascal fu pubblicato per la prima volta nel 1904; fu il terzo romanzo scritto da Pirandello, nel quale egli sperimenta nuove soluzioni narrative. Tra il 1910 e il 1915 scrisse Uno, nessuno e centomila. Poco dopo nel 1929 Pirandello fu chiamato a far parte dell'Accademia d'Italia e nel 1934 gli venne assegnato il premio Nobel per la letteratura.

Il fu Mattia Pascal è il più famoso dei romanzi di Pirandello. Mattia Pascal era un uomo appartenente ad una famiglia benestante dopo morte del padre, un amministratore disonesto che si era arricchito alle spalle della famiglia sino a ridurla sul lastrico, il protagonista per vivere fa il bibliotecario ma, a causa di profondi dissidi con la moglie e con la suocera, decide di partire per Montecarlo; lì la fortuna gli sorride e, fatto un piccolo capitale, decide di tornare a casa. Sul treno del ritorno, mentre sfoglia il giornale per ingannare il tempo, legge di un suicidio nel suo paese e, tra lo stupore e la sorpresa, apprende che si tratta del "suo" suicidio. Nella canale di un mulino era stato trovato un corpo in avanzato stato di putrefazione che era stato prontamente riconosciuto come suo dalla moglie e dalla suocera. Allora pensa di inventarsi un'identità e vivere una nuova vita riacquistando la libertà che aveva perso sposandosi; comincia così la vita di Adriano Meis. Affitta una casa a Roma ma dopo un po' si rende conto che, senza documenti, non può vivere da persona normale: si innamora della figlia del padrone di casa ma non può sposarla, subisce un furto e non può denunciarlo pur conoscendo il colpevole, viene insultato e non può vendicare l'offesa. Decide allora di "suicidare" Adriano lasciando su un ponte il cappello, il bastone e un biglietto di riconoscimento. Tornato in paese però ha una brutta sorpresa, si accorge che non c'è più posto per il "redivivo" Mattia Pascal, la moglie si è risposata ed ha avuto dei figli con l'amico e lui viene trattato con diffidenza. Decide allora di vivere nella biblioteca con il collega, unico amico che gli sia rimasto, e, di tanto in tanto, porta fiori alla propria tomba; il fu Mattia Pascal decide anche di scrivere un libro sugli strane casi della sua esistenza, libro da leggere esclusivamente "50 anni dopo la mia terza, ultima e definitiva morte".

Questo libro mi è piaciuto molto anche perchè nel complesso la vicenda è abbastanza dinamica e scorrevole: è senz'altro un romanzo che si legge con una certa facilità, anche perché si può riscontrare una notevole presenza di dialoghi; inoltre la storia mi ha appasionato molto: un uomo che vuole cambiare vita, le difficoltà che riscontra nel farlo,... è un libro che consiglio di leggere a tutti perchè mi è piaciuto davvero tanto.
Mi piacerebbe discutere con chi, invece, l'ha trovato brutto e noioso per poter confrontare le nostre opinioni...