lunedì, gennaio 09, 2006

Narciso e Boccadoro

Non si tratta di un libro facile da leggere e da recensionare...
Nella Germania medievale nel convento di Mariabronn si incontrano due ragazzi, Narciso e Boccadoro appunto. Li unisce una grande amicizia ma sono estremamente diversi tra loro: Narciso è un pensatore, un asceta, destinato a diventare abate, Boccadoro crede di voler seguire la strada dell'amico, ma diventerà un artista più o meno vagabondo che va a donne appena può e si ritrova addirittura a uccidere. Trascorre una vita movimentata, attraverso molte esperienze che lo segnano assai profondamente, fino a rischiare la condanna a morte. Narciso riesce a salvarlo e Boccadoro trascorre gli ultimi anni della sua vita a Mariabronn, ospite dell'amico.
Il libro è ababstanza scorrevole.
Mi è sembrato che tutti i personaggi, anche Boccadoro che è sempre spensierato, abbiano un che di "inquieto", o forse è una mia impressione.
Mi è piaciuta la descrizione di alcuni tipi umani, come l'orgogliosa Rebecca, il vile Roberto e altri ... questi personaggi sono, come dire, "efficaci".

 

 

3 Comments:

At 9/1/06 17:50, Blogger veronica said...

Mi hai rubato il libro uffa!!!!no no ovviamente scherzo,ma ti do ragione:in tutti i personaggi ho riscontrato anche io una certa inquietudine costante,che spesso è anche un'ossessione come per Boccadoro la figura della madre.
Tuttavia la narrazione è molto scorrevole ed è bello ascoltare le riflessioni di Boccadoro sulla caducità della vita o i saggi consigli di Narciso.
Lettura consigliata.

 
At 10/1/06 16:04, Blogger vitta said...

trovo che Hermann Hesse sia una persona che viva in un mondo tutto suo. purtroppo ho solo letto due suoi libri:"Siddharta" e "Narciso e Boccadoro". in tutti e due si intravede una sfera religiosa che, anche se profondamente diversa, li accomuna. penso che questo scrittore sia stato un uomo dedito al pensare e al meditare (ma non sono una fonte attendibile!). chissà...

 
At 13/1/06 17:27, Blogger °_MariaChiaraVenturelli_° said...

Sono perfettamente d'accordo con Vitta....trovo che Hesse sia un "uomo dedito al pensare e al meditare"...ma sopratutto trovo che i suoi libri mettano il lettore in condizione di porsi delle domande sul vero senso della vita e sul valore delle cose. Sono libri che in un primo momento ( a me è capitato leggendo siddharta) possono non venire apprezzati, ma che in realtà ti lasciano qualcosa e in un certo senso ti cambiano..............

 

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