venerdì, febbraio 24, 2006

Isaac Asimov



Ci sono varie opinioni sulle opere di questo scrittore, c'è chi adorante cita le Leggi della Robotica, o esclama "Giosafatte!", e chi al nome di Asimov simula attacchi di vomito, perchè Asimov è "quello dei robot, le galassie e le astronavi, e sai che noia!". Anch'io, nella mia beata ignoranza, pensavo che non l'avrei mai letto, perchè doveva essere sicuramente una pappa noiosa. Sbagliato! Non dovremmo mai giudicare a priori ciò che ci è sconosciuto...
E così ho provato a leggere Asimov. Tra l'altro la Mondadori sta ristampandone le opere in edizione economica (molto conveniente!). Abissi d'acciaio è un giallo ambientato sulla Terra del 4000 e passa, una Terra dove gli Uomini hanno abbandonato le campagne per rifugiarsi in enormi città sotterranee (gli 'Abissi d'Acciaio'). I robot svolgono un ruolo fondamentale, l'agricoltura e il lavoro in miniera è affidato a loro, ma non solo: a causa dell'uso massiccio di robot sempre più Uomini perdono il lavoro. La situazione è a dir poco instabile sulla Terra... In questa cornice avviene il vero e proprio giallo: l'omicidio di un ambasciatore degli Spaziali (gli Spaziali sono discendenti di Terrestri che colonizzarono diversi pianeti alcune generazioni prima. Hanno un tenore di vita decisamente più elevato rispetto alla Terra). Chi viene scelto per indagare? L'agente in borghese Elijah Baley di New York City, affiancato da R. Daneel Olivaw: Baley, tipico terrestre robotfobico, e R. Daneel, un robot, ma che robot!, apparentemente uguale a un essere umano. In 259 pagine la 'strana coppia' risolve brillantemente il caso. Un bel romanzo, dei grandi personaggi. Tanto che sono corsa a comprare il secondo capitolo, Il Sole Nudo (e non me ne starò tranquilla finchè non avrò finito il Ciclo dei Robot, che comprende altri due romanzi). Il Sole è anche migliore degli Abissi: avviene un altro omicidio, ma questa volta è ben lontano dalla Terra: nientepopodimenoche a Solaria. Solaria è uno di quei pianeti colonizzati, dove abitano solo 20.000 esseri umani per un numero spropositato di robot. I Solariani non sopportano il vedere fisicamente altri esseri umani (per comunicare usano un marchingegno che fa visionare), e considerano il matrimonio il lato più doloroso della vita. Per uno "sporco Terrestre" come Baley tutto ciò è inconcepibile (giustamente...), come trova inconcepibile il fatto che i Solariani tollerino (anzi, amino) la luce del Sole. E nel giro di 242 appassionanti pagine, affiancato da Daneel, Baley risolve il caso, e non solo... Ma non anticipo più nulla, casomai a qualcuno venisse una bella illuminazione, e lo leggesse.
Scusate la prolissità, ma questo concetto Abissi-Sole, Terra-Spazio, Uomo-Robot mi ha troppo affascinato (altro che le antitesi del buon Sallustio! Tzè! :P).
Ciao, buona mattinata, divertitevi finchè potete, e un saluto alla professoressa.