mercoledì, marzo 29, 2006

compito promessi sposi

per la Vdelta ecco il compito della beta...
  1. La critica di Gramsci a I Promessi Sposi
  2. Il viaggio di Renzo: tappe e percorso
  3. Quanto dura il romanzo? Quale è la situazione politica di quel tempo?
  4. La folla nel tumulto di S. Martino
  5. Mimesi e diegesi: definizioni ed esempio con riferimento al testo
  6. L'infanzia di Gertrude
  7. Chi sono gli untori? Chi sono i monatti?
  8. A cosa fa riferimento l'espressione "sciaquare i panni in arno?"
  9. Citazioni dal testo:

<<...Non v'ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? non sapevate voi che c'eran de' violenti?...>>

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martedì, marzo 28, 2006

Approfondimento sull'Alaska

Posto qua l'approfondimento mio e di Irene (mi sono permessa di sintetizzarne una parte)... Purtroppo la stampante è inclemente.

Alaska - Stato degli Stati Uniti, con i suoi 1.530.700 kmq è il più esteso della confederazione.

GEOGRAFIA. Separato dal resto del paese dal Canada, occupa una penisola all’estremità del continente nordamericano, nonché una fascia costiera e insulare che si protende verso SE lungo la costa del Pacifico. Confina a E con il Canada ed è bagnato a S dall’oceano Pacifico, a N dall’oceano Glaciale Artico e a O dal mare di Bering e dallo stretto omonimo che lo divide dall’Asia.
AMBIENTE NATURALE. Il territorio è molto vario. La costa pacifica si prolunga verso O nell’arco insulare delle Aleutine, ricche di vulcani. All’estremità opposta si allunga verso S, fino al confine con la Columbia Britannica, una stretta fascia costiera (Panhandle) ricca di fiordi e isole: è la zona più favorevole dal punto di vista climatico, la più popolata e ricca di vegetazione (foreste di conifere). Di fronte alla costa sul mare di Bering, piuttosto bassa, sorgono isole quali le Pribilof che, circondate da ghiacci d’inverno, costituiscono ottimi rifugi per gli animali da pelliccia.. Verso N l’ambiente si fa decisamente polare con ghiacci per 8-10 mesi all’anno e terreno gelato fino a 200 m di profondità; la vegetazione è ridotta a muschi e licheni per i brevi periodi in cui i ghiacci si sciolgono e la fauna è costituita da orsi bianchi e foche. All’interno del paese si estende un vasto altipiano movimentato da numerose catene montuose e solcato da una fitta rete idrografica. Le catene principali da N a S sono la catena di Brooks, i monti Kuskokwim; la catena dell’Alaska, dove si trova la vetta più elevata di tutta l’America settentrionale, il monte McKinley (6194 m). Nella zona continentale l’ambiente passa dalla tundra delle regioni più fredde alla foresta di conifere, che occupa quasi il 35% dell’intero territorio. La fauna, originariamente costituita da caribù, grizzly, lupi e animali da pelliccia, è stata decimata dalla caccia: ancora abbastanza diffuso è l’allevamento delle renne. Sono state create alcune zone di protezione faunistica: circa un terzo del territorio è tutelato in riserve indiane e parchi nazionali. L’Alaska è percorsa da numerosi fiumi, gelati per circa 9 mesi all’anno. Il più importante è lo Yukon.
NOTIZIE STORICHE: Una spedizione guidata da Vitus Bering, nel 1728, avviò l’insediamento di compagnie russe per lo sfruttamento delle risorse minerarie e faunistiche. Loro base principale fu Sitka, nell’arcipelago Alessandro. Il 18/10/1867 gli Stati Uniti, nonostante una forte opposizione interna, acquistarono l’Alaska dalla Russia per 7.200.000 dollari. l'acquisto fu opera del Segretario di Stato William Seward e fu ratificato dal senato statunitense il 9 aprile 1867. Il passaggio di sovranità avvenne il 18 ottobre dello stesso anno. L'acquisto non fu popolare nel resto degli Stati Uniti, dove l'Alaska fu soprannominata la "Follia di Seward" o "La Ghiacciaia di Seward". L'Alaska celebra l'acquisto ogni anno l'ultimo lunedì di marzo, chiamandolo Seward's Day, mentre il 18 ottobre è noto come Alaska Day.
Poco dopo, la notizia della scoperta dell’oro, scatenò una vera e propria febbre dell’oro. L’invasione di alcune delle Aleutiine da parte dei giapponesi nella Seconda Guerra Mondiale rese necessario l’insediamento di alcune basi militari americane e la costruzione di diversi aeroporti. Tutto ciò contribuì al decollo economico e allo sviluppo delle infrastrutture, tanto che il paese divenne il 49° stato degli USA il 3/1/1959. Attualmente (2004) il governatore dell'Alaska è Frank H. Murkowski (repubblicano) mentre nel congresso federale lo stato è rappresentato dai due senatori Lisa Murkowski(Repubblicano) e Ted Stevens(Repubblicano).
In Alaska non è in vigore la pena di morte.
POPOLAZIONE: un tempo abitata solo da indiani, aleutini e inuit, registrò un certo sviluppo demografico nella seconda metà del XIX secolo. Più di metà della popolazione vive attorno ai due maggiori centri urbani, Anchorage e Fairbanks: la capitale è Juneau. Nel 2000 la popolazione dello stato era di 626.932 abitanti.
ECONOMIA: Ridotte dalla caccia indiscriminata le risorse faunistiche, permangono attività tradizionali come la pesca e l’allevamento delle renne, mentre l’agricoltura è ridotta a causa del clima (patate, orzo e avena). Una qualche rilevanza ha lo sfruttamento forestale, ma l’attività principale è l’estrazione del petrolio, di cui l’Alaska è il secondo produttore negli USA dopo il Texas. Si estraggono inoltre gas naturale, oro, carbone, rame, zinco e platino. Negli ultimi anni si è verificato un aumento del turismo.
COMUNICAZIONI: la rete ferroviaria ha uno sviluppo di soli 936 km. La rete stradale garantisce i collegamenti tra i centri principali dell’Alaska. Molto sfruttati, quando non sono ghiacciati, i fiumi. Il mezzo di trasporto più usato è l’aereo: in tutto il paese si contano una ventina di aeroporti regolarmente serviti dalle compagnie internazionali.

 

 

lunedì, marzo 27, 2006

Ancora su Favetto

Il sonetto v'è piaciuto? Sentite la Ballata! Lo schema metrico è un po' un casino, ma accontentatevi!

Galuppo et io collui vendichiamo offesa subita
Ballata maggiore. Metro: xYYX AbABABBX xYYX CdCDCCX xYYX

Galuppo et io collui
vendichiamo l’offesa subita,
pronta è la penna et ormai l’è partita:
pover Favetto, saran tempi buî.

Ecco Galuppo ch’ivi l’è giunto,
disprezzar no lo devi,
ricorda ciò che ti dirò punto,
chè li suo’ verbi no saran più lievi
de’ miei, ch’illo de’ odio suo farà sunto.
E braccia sue com pietre son grevi,
scrittor no amato, fuggir tu devi.
Rammenta Favetto, apprendi da lui.

Galuppo et io collui
vendichiamo l’offesa subita,
pronta è la penna et ormai l’è partita:
pover Favetto, saran tempi buî.

Ecco ch’io pure al mi’ socio m’affianco,
la mano mia l’è intenta
già nello scriver contra di te e manco
la voce tua un poco mi spaventa
ch’io no più vo’ sentirti tener banco;
Ragione consigli tuoi sventa,
se anco la Giorda pericol paventa.
Rammenta Favetto, poeta i’ fui.

Galuppo et io collui
vendichiamo l’offesa subita,
pronta è la penna et ormai l’è partita:
pover Favetto, saran tempi buî.

 

 

sabato, marzo 25, 2006

Su Favetto

Raccolgo invero l'invito della Mary Chiary di srivere sull'uscita di venerdi.
Ho scritto nella maniera che più mi s'addice: il sonetto.
METRO:sonetto con rime ABAB ABAB CDE CDE
Taci, o Favetto, ché maldestro pari

Taci, o Favetto, ché maldestro pari
quando con sommo sforzo e in vano tenti
di farci notar quanto sieno cari
li oggetti per terra e i risi no tu senti.

Taci, o Favetto, non vedi? Pari
sì cieco quando non noti che lenti
e stanchi già siamo, ché è un di que’ rari
giorni di uggia, pioggia et venti.

Dunque no tu sai, che ‘l bigio scroscìo
è nelle menti de’ miei socî
causa di noja? Ecco, paion sì persi...

E imperterrito, va’ co’ borbottio
tuo, continua, altro no odi che tue voci, e
gioventù loro no lasci godersi.

 

 

comunicazioni di servizio

ecco i file che mi avete inviato sui promessi sposi


inoltre rimando al post di giorgia "non so voi..." per aprire la discussione sul da farsi per il progetto adotta uno scrittore:intervenite, chè ci organizziamo....
io lo faccio ora, andate a vedere


 

 

sabato, marzo 18, 2006

La Religione nei Promessi Sposi

Alessandro Manzoni fa trasparire piuttosto chiaramente dalla sua più celebre opera letteraria,I Promessi Sposi,quella che è la sua profonda fedeltà e devozione nei confronti della chiesa cattolica.Il Manzoni era ateo,fino a quando la sua consorte,Enrichetta Blondel,volle convertirsi dal calvinismo al cattolicesimo.Manzoni seguì la moglie nei vari incontri che ebbe con i maestri della dottrina cristiana,e rimase profondamente colpito ed interessato ad essa.Il lettore,leggendo il romanzo,si accorge del ruolo di primaria importanza che l'autore assegna alla Provvidenza Divina,lasciando che essa decida vere e proprie vicende private dei personaggi.Ad esempio,Lucia confida nella provvidenza del signore quando capisce che Don Rodrigo la vuole a tutti i costi per sè.E quindi ci crede,continua ad andare avanti,sempre speranzosa e più o meno forte,rassicurata dal fatto che un giorno o l'altro i potenti oppressori avranno ciò che si meritano per mano di una volontà assolutamente soprannaturale,divina addirittura.La Provvidenza è sempre presente nella vita di tutti i personaggi del romanzo,ma Renzo è sicuramente quello che la sente di più nei momenti di difficoltà.Ogni avvenimento è deciso da essa.I"buoni",poveri ed oppressi,schiacciati dall'arroganza e dalla prepotenza dei "cattivi",sembrano essere incapaci di far fronte ai problemi senza un aiuto divino.Un altro esempio in cui possiamo notere il presunto intervento della provvidenza,è quando Lucia viene rapita dall'Innominato.Un'altra volta,terrorizzata e chiusa nel guscio di pura ingenuità,non le resta che pregare il Signore affinchè tutto vada per il meglio.E,come poco dopo vedremo,l'Innominato,distrutto nell'animo dai sensi di colpa per una vita di sole malefatte,colpito particolarmente dallo stato d'animo di Lucia,decide di liberarla e di convertirsi al cattolicesimo.Inoltre Dio vede e provvede ancora in altre circostanze:Don Rodrigo si ammala di peste e muore,pagando così per tutto ciò di male che aveva fatto.Il fedele Griso,anch'egli,prende la pesta e muore,per aver commesso le colpe di aver tradito le ultime volontà del padrone e d'avergli rubato tutti i denari,con un'avidità tale da portarlo addirittura a frugare nelle lenzuola del padrone,infette.Il fatto che tutto debba dipendere dalla Provvidenza,è più o meno condivisibile e,da noi,personalmente no.Indubbiamente è bello pensare e avere la sicurezza che Dio faccia giustistia in favore di chi lo chiede,ma non è necessariamente così.Don Rodrigo può essersi ammalato per caso,che poi lo meritasse, è un altro discorso.Non possiamo sapere cosa decida la nostra vita,la vita in se,il mondo.Di sicuro molto dipende dall'uomo,dal suo senso di responsabilità,dai suoi sentimenti,dalle decisioni che prende sulla base di questi ultimi due fattori.

 

 

Ecco finalmente l'approfondimento del '600 in bella copia, pronto da copiare e incollare sul vostro computer.
Il '600
Alberto Carbonatto;
Andrea Bosio;
Francesco Pianelli.
Il Manzoni nella stesura dei Promessi Sposi, consacrati come uno dei maggiori capolavori della letteratura italiana, decise di ambientare i fatti narrati nel XVII secolo.Ovviamente questo aspetto è stato considerato minuziosamente nella ricostruzione dei dettagli di vita quotidiana, dei fatti accaduti inseriti in un contesto temporale ben definito.
Per la stesura dei Promessi Sposi Manzoni si è basato su due opere letterarie dell'epoca, a cui risalgono i fatti di Renzo e Lucia:Historia Patria di Giuseppe Ripamonti e Sul Commercio dei Commestibili e il Caro Prezzo del Vitto di Melchiore Gioia.Spesso tra le righe vengono riportati dei riferimenti e eventi realmente accaduti.
La vicenda dei Promessi Sposi è collocata all'interno di una ben precisa e circonstanziata realtà storica, quella della Lombardia dei primi decenni del XVII secolo, sotto la dominazione spagnola.Manzoni stesso è convinto che l'opera per essere interessante debba essere verosimile, ovvero trattare di fatti e di avvenimenti accaduti veramente con la presenza di reali personaggi storici quali il cardinale Federigo Borromeo e la monaca di Monza.
Già nell'introduzione all'opera Manzoni rivela ai suoi lettori che il suo compito è solo quello di riportare i fatti contenuti in un manoscritto seicentesco, da egli rinvenuto in una soffitta.Tuttavia tutti sanno che non fu così (tranne il povero Grillo che ancora oggi crede che Manzoni fosse un accattone che vagava per le soffitte polverose milanesi in cerca di ferri vecchi).
-Capitolo I: l'opera si apre con la vicenda di Don Abbondio ambientata nella sera del 7 Novembre 1628.Un secondo riferimento temporale si ha il 5 Giugno 1593, data in cui fu intimato ai bravi di lasciare il ducato di Milano.
-Capitolo III: 14 Dicembre 1620 data a cui risale una delle grida che Azzecca-Garbugli mostra a Renzo.
-Capitolo XII: 1628 data di riferimento all'anno in cui il ducato di Milano fu colpito da una grave carestia.Nel capitolo si fa riferimento all'assedio di Casale Monferrato, fatto realmente accaduto durante la guerra per la successione nei ducati di Mantova e Monferrato.
-Capitolo XXII: 1564 data di uscita del cardinale Borromeo.
-Capitolo XXVIII: 15/11/1628, 23/11/1628, 15/12/1628 grida pubblicate da Antonio Ferrer per porre rimedio alla carestia e al contrabbando di granaglie.
Marzo 1629 vittoria francese sui piemontesi.
1629 primi focolai di peste tra le file dell'esercito tedesco e francese.
-Capitolo XXXI: 20 Ottobre 1629 rapporto al tribunale di sanità.In questo capitolo compare a Milano la peste che colpì realmente il ducato di Milano con una virulenta epidemia nel 1629.
1630 anno in cui si protrae l'epidemia.
Ottobre/Novembre 1629 periodo di pubblicazione delle grida riguardo alla peste.
-Capitolo XXXII: 1576 anno di un' altra grande epidemia di peste rievocata dal Manzoni già nel capitolo precedente.
1630 anno dell' epidemia raccontata da Manzoni.
Anni dei processi agli untori (in diverse località):
1526
1530
1545
1574
1536
1555
1599

 

 

venerdì, marzo 17, 2006

non so voi...

non so se conviene molto che sia io ad aprire il post su Favetto ma vabeh..
iniziamo con i commenti positivi che forse è meglio! Allora, l'incontro non è andato male.. non ha detto proprio solo cavolate... il pezzo che ha letto di rilke (si scrive così????) era bellissimo e ora capisco perchè è considerato uno dei più bravi.. neanche il discorso dell'ascoltare e guardare TUTTO ciò che ti sta attorno era sbagliato perchè in fondo è così che bisogna fare! e divertenti anche i vecchi aneddoti su come immobilizzare il primo della classe e fregargli il compito (da sperimentare ASSOLUTAMENTE su matteo!! hihihihi...) Inoltre mi ispira molto l'idea della passeggiata al borgo medievale e del componimento da fare (potremo stupirci di quello che sappiamo fare...!!) ma...
scusate ma un po' di critiche da fare ci sono e premetto che sono miei pareri.. ognuno poi la pensi come vuole, ok?? e prof, non mi uccida..!
Innanzitutto devo dire che non è proprio uno dei miei scrittori preferiti! oltre al brano che c ha letto (già quello era confuso!), io ho letto la storia prima che si intitola "che c'è di male ad essere felici?".. sono solo 8 pagine ma vi assicuro che ci mettete mezz'ora a leggerlo! non perchè non sia scorrevole, ma perchè dopo che hai letto una pagina, ti rendi conto di non aver capito niente perchè sono tante idee e pensieri esposti in modo poco chiaro.. così rileggi la pagina una o due volte per poi renderti conto che non ti eri persa niente ma che proprio il libro è così!
poi da quando se un libro ti prende ed è scorrevole, e poichè ti piace te lo "trangugi" in una notte o due, è un brutto libro??? ma chi l'ha detto?? ah, sì.. Giancarlo Favetto.. perchè scusate ma solo lui poteva dire un castroneria del genere! e giusto dire che magari non ti gusti tutti i minimi particolari e le sfumature ma penso che un libro sia bello proprio qnd non riesci pù a smettere di leggerlo, qnd non ti riesci a staccare proprio perchè vuoi sapere come continua e cme finirà.. se ti appassioni e ti incuriosisci vuol dire che quel libro è talmente scritto bene da farti perdere una giornata solo per leggerlo! sono daccordo sul fatto che se si legge un libro tutto d'un fiato poi ci si pente di averlo fatto (ma l'ho già finito?? nooooo...) e allora che si fa?? ma si rilegge naturalmente il che sottolinea nuovamente il fatto che il libro scelto è un buon libro perchè siamo disposti a leggerlo un seconda volta..

ho finito.. vorrei tanto sentire anche gli altri pareri per sapere se sono l'unica ebete a pensarla così..

un bacio! Gio

ps: professoressa Giorda, per noi è più che una supplente!!!!! :-D

 

 

giovedì, marzo 16, 2006

teatro

chi viene domani sera a teatro alla cavallerizza ore 2030?
lo spettacolo a cura i viaartisti è su rita atria, una testimone di giustizia
il titolo è u'ncinnè

devo prendere i biglietti, costano 5,00 €.

 

 

mercoledì, marzo 15, 2006

Lessico Famigliare

Ho apprezzato molto questo libro. è molto carino come la scrittrice ha raccontato con una leggerezza ingenua i momenti nella famiglia appena creatasi in cui vive. la sua spensierata infanzia si trasforma in adolescenza tra le mura di casa e dello chalet in montagna insieme ai tanti fratelli, tutti tra loro differenti in molti aspetti. Mi ha affascinato il modo in cui ha descritto la guerra, ormai adulta, senza essere tragca ma trasmettendo alla perfezione la tragicita degli eventi. e poi senza tentare di essere esageratamente seria tratta di argomenti profondi e poetici. Lo consiglio

 

 

martedì, marzo 14, 2006

IO TI SALVERO'

Mi sono volontariamente proposta per commentare il recente film visto in classe :” Io ti salvero’” e quindi eccomi pronta per esprimere il mio parere!!
L’ho personalmente trovato un bellissimo film, e in particolare mi ha colpita l’originalità della trama. In classe alcune persone si sono lamentate ,sostenendo che il film non fosse bello per il semplice fatto che essendo vecchio non fosse allo stesso livello di quelli odierni. Secondo me invece è proprio il fatto che sia vecchio che lo rende ancora più affascinante e ci permette di cogliere i progressi fatti dalla cinematografia in tutti questi anni, e come i film fossero semplici una volta a differenza di quelli dei nostri tempi. Ho trovato gli attori ottimi riguardo alla recitazione e non l’ho assolutamente trovato un film lento come sostiene Giovanni , anzi al contrario scorrevole e ricco di colpi di scena!
Ciò che mi ha attirata è principalmente il tema del film:la psicanalisi , tema intorno al quale ruota l’intera storia e la rende secondo me assai originale.
Direi che leggendo avrete potuto notare che sono stata entusiasta di vedere questo film e spero di poterne vedere ancora qualcuno prima della fine della scuola !!!!
p.s. professoressa le ho fatto pure il commento vero che mi toglie quell’orribile voto?????

 

 

lunedì, marzo 13, 2006

Il cavaliere inesistente

Il romanzo “Il cavaliere inesistente” di Italo Calvino si affianca a “Il visconte dimezzato” e a “Il barone rampante” dando forma ad una trilogia di emblematiche figure.
Questo romanzo è ambientato all’epoca di Carlomagno, tra paladini e cavalieri. Narra delle avventure di Agilulfo, il cavaliere inesistente, un guerriero chiuso nella sua bianca e lucida armatura che è invisibile e presta servizio nell’esercito solo grazie ala sua forza di volontà. Si susseguono nel libro altri bizzarri personaggi tra cui Gurdulù, lo scudiero che c’è ma non sa d’esserci, Rambaldo, un valoroso giovane che vuole vendicare suo padre e finirà per perdere la testa per Bradamante, l’amazzone dalla gonnella color pervinca e poi Torrismondo, Priscilla, Sofronia, i cavalieri del San Gral e tanti altri.
Le invenzioni calviniane sono quanto mai moderne, sebbene “Il cavaliere inesistente” si uscito nel novembre del 1959. Infatti Agilulfo è simile a molti uomini chiusi ed invisibili nelle proprie automobili, celati dietro a comportamenti prestabiliti.Tuttavia il romanzo si legge senza pensare ai possibili significati, ma solo seguendo le strane trovate dei personaggi che porteranno ad un colpo di scena finale….Ve lo consiglio!!!

 

 

Per le amanti del romantico,ma non troppo.....

Secondo consiglio della nostra carissima prof.Giorda ,ho deciso di scrivere un bel post sul libro di federico Moccia,non Tre metri sopra il cielo,bensì il suo seguito:Ho voglia di te....
per tutte le amanti del romantico facile questo libro non poteva che essere obbligato,però le mie perplessità sono tante....inizio raccontandovi la trama:Step,il protagonista,dopo la disastrosa fine del suo rapporto con Babi parte e per due lunghi anni sta a New York.Quando torna ogni suo pensiero è dedicato alla sua Babi il cui ricordo non l'ha mai abbandonato,fino a che incontra Ginevra (Gin per gli amici)e come in tutte le favole che si rispettino se ne innamora...un amore travolgente,passionale,carnale(forse troppo) che non sembra destinato a finire....,ma lui sbaglia,sbaglia di grosso e quando rivede Babi per caso ad una festa rimane ammaliato da lei e tradisce Gin.
La stessa Gin alla quale non riesce a mentire e a cui racconta tutto...ecco sembra finita,per la seconda volta Step è solo ,ma non vuole rinunciare a lei:lui la ama.
Quindi per non smentirsi mai e per riconquistarla scrive sulla facciata del palazzo di lei quella frase,la stessa frase che da il titolo al libro:HO VOGLIA DI TE

 

 

sabato, marzo 11, 2006

Commento del libro "Maus"

Questo libro, scritto da Art Spiegelman, narra di tutte le vicende passate dal protagonista (un topo di nome Vladek) e da sua moglie specialmente durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. Vladek e i suoi famigliari vengono deportati a partire dal 1944 in vari campi di concentramento, tra cui quello di Auschwitz, dove egli perde molti dei suoi parenti. Nonostante tutto non smette mai di credere che prima o poi avrebbe rivisto sua moglie. La narrazione di questo libro è affidata proprio al protagonista che rivive i momenti trascorsi durante la sua giovinezza narrandoli al figlio, intenzionato a scrivere un libro sulla vita del padre. A mio parere il libro è molto veloce da leggere e scorrevole, però non l’ho trovato molto ben scritto dal punto di vista lessicale, in quanto lo stesso Vladek molto spesso cambia linguaggio e non si riesce a capire il perché. Comunque può essere una lettura interessante.
Ciao a tutti Martina

 

 

mercoledì, marzo 08, 2006

adotta uno scrittore: Gian Luca Favetto

ho pensato di scrivervi qualche notizia su Favetto che è lo scrittore che abbiamo adottato! ecco qui:
è nato a Torino nel 1975. scrive. collabora a "repubblica" e a "diario". è critico di cinema e di teatro. ha scritto una decina di drammaturgie. per radiodue ha condotto nel 2004 il "3131", collabora ad "atlantis" e conduce "7 gradi longitudine est". con marcos y marcos ha pubblicato i racconti chiunque va a piedi è sospetto (1992), il romanzo tommaso torelli, inseguitore (1994) e le poesie il versante accogliente all'ombra (1996); con paravia, un saggio su hemingway; con mondadori il romanzo a undici metri dalla fine (2002), vincitore del premio coni e i racconti se vedi il futuro digli di non venire (2004).

 

 

il "nostro"...

Gianluca Favetto

E' nato a Torino nel 1957. Scrive. Collabora a "Repubblica" e a "Diario". E' critico di cinema e di teatro. Ha scritto una decina di drammaturgie. Per RadioDue ha condotto nel 2004 il "3131", collabora ad "Atlantis" e conduce "7 gradi Longitudine Est". Con Marcos y Marcos ha pubblicato i racconti Chiunque va a piedi è sospetto (1992), il romanzo Tommaso Torelli, inseguitore (1994) e le poesie Il versante accogliente dell'ombra (1996); con Paravia, un saggio su Hemingway; con Mondadori il romanzo A undici metri dalla fine (2002), vincitore del Premio Coni e i racconti Se vedi il futuro digli di non venire (2004).

 

 

martedì, marzo 07, 2006

IL MIO PAESE INVENTATO

Isabel Allende nel libro che sto per recensire esce un po’ fuori dai suoi soliti schemi. Abituata infatti a raccontare storie del tutto fantastiche, in questo racconto segue come filo conduttore principalmente la realtà. Una sua realtà, presentando come protagonista il Cile, sua paese di origine. Oltre alla descrizione di questo paese, delle usanze e delle caratteristiche dei vari abitanti , sovrappone l’orgoglio felice delle sue radici,l’incanto dei vari paesaggi,il calore e l’eccentrica vitalità dei suoi compatrioti. Segnata dal doloroso senso dell’esilio (essendosi trasferita dal paese natale), torna al ricordo di un paese ormai “inventato” e sfocato per la lunga distanza .
Si perde dunque in lunghissime descrizioni ambientali ,piacevoli a leggersi e curiose per i numerosi aggettivi che reca a questi luoghi. Un libro a mio parere molto particolare, che consiglio principalmente a coloro che amano le descrizioni e la natura. Non è affatto un libro avventuroso o qualcosa di simile , ma un racconto proiettato verso ricordi infantili e adolescenziali, fino a quando Isabel non si sposò e si trasferì nel Nord America.

 

 

L'asino d'oro di Apuleio

Sono rimasto molto colpito da questo libro,poichè pensavo che fosse il solito romanzo storico noioso,che avrei letto con molto fatica.Vi prego di compatirmi ma dopo le letture di romanzi come i Promessi Sposi,a mio avviso solo in alcuni punti piacevole e la Chimera,ho avuto qualche perplessità.Perplessità infondate fortunatamente:infatti iniziando la lettura,ho subito capito che non si trattava del solito romanzo storico.La storia narrata da Apuleio mi è piaciuta molto,inoltre mi ha colpito il carattere del protagonista Lucio.Ritengo sia un personaggio molto furbo,curioso e intelligente,questo lo si può notare dal comportamento che lui ha durante le sue avventure da asino.Vi starete chiedendo "perchè da asino?".Da asino perchè spinto dalla curiosità nei confronti delle arti magiche riesce a corrompere la serva di Milone,da cui è ospitato,Fotide.Lucio dopo aver instaurato un rapporto di amore con Fotide,le chiede di assistere ai riti magici,che la moglie di Milone Panfile,compiva di notte.Essa accetta e lo conduce alla stanza dei riti,nella quale Lucio osserva la metamorfosi di Panfile in gufo.Preso dalla curiosità,chiede a Fotide di dargli una pozione in grado di farlo mutare in uccello,ma per errore la pozione lo trasforma in asino.Fotide cerca di tranquillizzare Lucio,ormai incapace di parlare ma solo di pensare da uomo,portandolo alla stalla e dicendogli che sarrebbero bastati dei petali di rosa per ritrasformarlo .Ma Lucio viene rapito da dei briganti e da questo momento iniziano le sue avventure da asino.Nel romanzo si trovano alcune storie,secondo me inserite da Apuleio per distaccare ogni tanto il lettore dalla storia principale,tra cui troviamo la più celebre Amore e Psiche.Il romanzo si conclude con la ritrasformazione di Lucio in uomo,grazie all'aiuto della dea Iside che gli comunica che nella processione dedicata a lei il giorno seguente il suo sacerdote avrebbe avuto in mano una corona di rose e così, Lucio avrebbe dovuto soltanto avvicinarsi e mangiarla.Dopo essere ritornato alla vita normaleLucio,continua a fare l'avvocato nel Foro e diventa decurione quinquennale cioè la persona con il grado più alto fra i sacerdoti di Iside.

 

 

commento di: qualcuno con cui correre


Scritto da David Grossman, questo libro narra le vicende di due ragazzi, Assaf e Tamar, che vivono nella Gerusalemme dei nostri giorni.
La storia comincia con le vicende di Assaf, a cui viene affidato il compito di ritrovare il padrone di un cane, Dinka. Egli, inseguendo la cagna per le vie di Gerusalemme, viene a poco a poco a conoscenza dell'incredibile storia di Tamar, che si vede costretta a stravolgere la sua vita per amore di Shay, "prigioniero" delle sue debolezze e di una banda di delinquenti. Una grande storia di amicizia, con un incredibile finale a sorpresa!
Sono tentata dal rivelarvi tutto, ma mi trattengo e vi consiglio caldamente di leggerlo. Non ve ne pentirete. Giulia

 

 

lunedì, marzo 06, 2006

Il giardino dei Finzi Contini

Questo libro narra il grande amore provato dal protagonista del libro, di cui non si dice il nome, per Micol Finzi Contini, una ragazza richissima. Entrambi sono ebrei e iniziano a conoscersi da piccoli in sinagoga, poi si rincontrano un pomeriggio dopo la fine dell'anno scolastico ma dopo quest'ultimo incontro passano dieci anni. Passato questo lungo periodo i due ragazzi si rincontrano durante lunghi pomeriggi passati nell'enorme giardino di villa Finzi Contini giocando a tennis insieme ad altri ragazzi e el fratello di Micol, Alberto,amico del protagonista.I due fanno lunghe passeggiate nel parco, si telefonano e tutta induce a pensare che tra i due nascerà una storia d'amore. Ma questo non è un libro banale come altri, in cui tutto finisce bene, ed anche per questo che io lo trovo veramente belliissimo. Infatti Micol parte per Venezia e i due ragazzi iniziano a sentirsi sempre di meno, anche se il protagonista continua a frequentare la villa per preparare la sua tesi di laurea e per incontrarsi con Alberto e con il suo amico Malnate. Dopo il ritorno di Micol e la numerose dichiarezioni d'amore del ragazzo il loro rapporto cambia completamente fino a quando Micol gli proibisce di andare a casa sua molto sovente.Inizia così un periodo difficilissimo per il protagonista che cerca di dimenticarla e inizia a frequentare il Malnate. Dopo molte incertezze e rimpianti per il passato un dubbio enorme assale il protagonista...." e se Micol fosse innamorata del Malnate?" a questa domanda non verrà data risposta. Finisce così la speranza di poter riconquistare Micol per il protagonista. Però questo è anche il periodo delle leggi razziali e delle deportazioni e quindi tutti i Finzi Contini vengono portati in Germania e non ne fanno ritorno, tranne Alberto che muore prima di tumore.
Ho trovato questo libro veramente coinvolgente e bello, uno dei libri migliori che abbia letto. Sia perchè non ha un finale a lieto fine come credo che quasi tutti si aspettino e rispecchia bene la vita degli ebrei in quegli anni, che si vedevano togliere poco per volta tutti i lorio diritti. Trovo che la storia sia molto reale e non inverosimile come molti altri libri che narrano storie d'amore. Inoltre Bssani è riuscito a raccontare le vicende ebraiche di questo periodo non utilizzando le storie più usate in questi casi come quelle dei campi di concentamento.

 

 

mercoledì, marzo 01, 2006

I PROMESSI SPOSI

Escludendo i valori letterali e linguistici dell'opera, che pur sono importanti nel contesto della letteratura dell'Ottocento, non condivido il messaggio del Manzoni che vuole costruire un progetto di nuova società, nella quale regna la Provvidenza Divina, a cui il protagonista, Renzo, si deve affidare tramite la Chiesa per difendersi dai soprusi dei potenti.