lunedì, marzo 27, 2006

Ancora su Favetto

Il sonetto v'è piaciuto? Sentite la Ballata! Lo schema metrico è un po' un casino, ma accontentatevi!

Galuppo et io collui vendichiamo offesa subita
Ballata maggiore. Metro: xYYX AbABABBX xYYX CdCDCCX xYYX

Galuppo et io collui
vendichiamo l’offesa subita,
pronta è la penna et ormai l’è partita:
pover Favetto, saran tempi buî.

Ecco Galuppo ch’ivi l’è giunto,
disprezzar no lo devi,
ricorda ciò che ti dirò punto,
chè li suo’ verbi no saran più lievi
de’ miei, ch’illo de’ odio suo farà sunto.
E braccia sue com pietre son grevi,
scrittor no amato, fuggir tu devi.
Rammenta Favetto, apprendi da lui.

Galuppo et io collui
vendichiamo l’offesa subita,
pronta è la penna et ormai l’è partita:
pover Favetto, saran tempi buî.

Ecco ch’io pure al mi’ socio m’affianco,
la mano mia l’è intenta
già nello scriver contra di te e manco
la voce tua un poco mi spaventa
ch’io no più vo’ sentirti tener banco;
Ragione consigli tuoi sventa,
se anco la Giorda pericol paventa.
Rammenta Favetto, poeta i’ fui.

Galuppo et io collui
vendichiamo l’offesa subita,
pronta è la penna et ormai l’è partita:
pover Favetto, saran tempi buî.

 

 

3 Comments:

At 28/3/06 14:25, Blogger daniela said...

sei sempre più geniale!!!!

 
At 28/3/06 22:20, Blogger ceci said...

non staremo esagerando un po' troppo con i complimenti, sia con il sonetto che con la ballata?!?!
no, avete ragione, fra, sei geniale

 
At 29/3/06 15:12, Blogger Francesco Casalegno said...

La ballata a mio avviso è oenosa, poichè ha due problemi strutturali non certo ignorabili.
prima di tutto l'argomento, del tutto fuori luogo per una ballata (non per il sonetto; l'idea era già venuta a Dante).
Secondo motivo, ci sono rime in cui le parole sono uguali (et io collui... rima con un altro lui)
e questo è assolutamente raro dal Trecento in poi(anche se l'Ariosto talvolta ne fa uso).

 

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