sabato, aprile 29, 2006

compito di storia beta e delta

"il compito di storia verterà su..."


dall'inizio del volume fino a pag. 145 , UD 32.

 

 

Vanina Vanini

Recensione di Vanina Vanini di Andrea Sozzi (scritta però dal nullafacente Pianelli)

Uno dei primi libri composti da Henri Beyle, nel 1829 ci fu la stesura che rimane a noi fino ad oggi.Più che un romanzo è una novella,con le sue 59 pagine la sua lettura è molto piacevole e repentina. La vicenda narra la storia amorosa che intraprende una giovane dell' alta aristocrazia del 1800 a Roma: Vanina Vanini. Costei si innamora follemente di un ricercato carbonaro, Pietro Mitrilli, anche lui invaghito della giovane e formosa donna. Mitrilli è confuso:non sa se combattere gli insediatori delle terre italiche oppure rimanere lì, a Roma al cospetto di Vanina Vanini. Con un compromesso egli riesce a recarsi in Romagna, sua terra d'origine, per combattere gli stranieri. In seguito ad aver ucciso due carabinieri, Mitrilli è eletto come capitano della congregazione dei carbonari romagnoli.
Vanina decide di recarsi in Romagna e intanto il maggior interesse per la patria che verso lei dissuade Mitrilli dall'andare alla riunione (detta vendita) con 19 membri della Carboneria.
Quindi tradisce il silenzio, rivelando alla polizia dove si trovava la vendita e chi ne era il fautore. In questo modo Mitrilli sarebbe stato suo ...
Per sua sfortuna Pietro si costituisce perchè crede che i suoi possano pensare che sia stato lui a tradirli. La scena qindi ritorna a Roma dove dopo una serie di eventi, Vanina riesce a liberare Mitrilli dalla condanna a morte; purtroppo per lei decide di raccontare il suo tradimento alla patria per amore.
Mitrilli risponde che lei è un mostro.

 

 

venerdì, aprile 28, 2006

REGINA

Torino,la mia città natale
dove alto splende un freddo sole
che infiamma lo spirito mondiale
la cui fiamma arde nella mole.
Torino la mia grande regina
pronto a servir con grande amor
solo con una semplice margherita
fiorita nel mio piccolo cor.
Solo non ti potrei mai proteggere
ma le bianche cime ti circondano
e mai nessuno ti potrà offendere.
La gente ti osserva indifferentemente
ma io ti conosco nel profondo
e al tuo fianco sarò per sempre.

 

 

Un sogno di una notte di mezza estate

Riporto qui di seguito il post di Morelli sull' opera di Shakespeare.

Uno dei grandi capolavori del ragazzo prodigio di Stratford-on-Avon. Piccolo dramma che si svolge in un mondo fantastico dipinto dalle credenze rinascimentali e dall' amore dei romanzi cavallereschi. Quattro sono gli intrecci all' interno della storia, alcuni svaniranno, altri si uniranno per un finale molto divertente, tutto ciò governato da un capriccioso amore.

 

 

giovedì, aprile 27, 2006

Annuncio importante per i nostri fan incalliti


Che non esistono, comunque...
La Bilirubina Pictures è lieta di annunciare di aver ultimato il favettamento.
Pertanto, se la professoressa lo riterrà opportuno e fattibile domani avrete l'onore di assistere a una prima ostensione di siffatto capolavoro.
Rinnovo il mio appello alle betine ballerine di informarmi sul come, il se, il quando e il dove le dovrò riprendere, in quanto il tempo stringe.

 

 

martedì, aprile 25, 2006

Mount Rushmore National Memorial
Monumento nazionale statunitense, situato nel South Dakota sudoccidentale. Si estende per 5,2 km2; è costituito da un gruppo di busti colossali di quattro presidenti degli Stati Uniti – George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt– scolpiti nella parete granitica della montagna. Le monumentali raffigurazioni variano dai 15 ai 21 m d'altezza e furono scolpite fra il 1927 e il 1941 sotto la direzione dello scultore statunitense Gutzon Borglum.
Brevi cenni sui presidenti ritratti:
1-Washington, George (Westmoreland County, Virginia 1732 - Mount Vernon 1799), comandante in capo dell'esercito durante la guerra d'indipendenza americana e successivamente primo presidente degli Stati Uniti. Al termine della guerra (1783) Washington si batté per la convocazione di una Convenzione costituzionale, che elaborasse la nuova Costituzione degli Stati Uniti e istituisse un forte governo federale. Dopo la ratifica della nuova Costituzione da parte dei tredici stati, furono indette le elezioni per il Congresso e per la nomina del presidente degli Stati Uniti: Washington venne eletto all'unanimità primo presidente della Federazione (1788) e nel 1792 il mandato gli fu riconfermato. Negli anni del suo governo furono poste le basi amministrative e finanziarie della Federazione, che si ampliò con l'ingresso di nuovi stati (Vermont, Kentucky e Tennessee). Washington favorì la risoluzione delle controversie fra Stati Uniti e Gran Bretagna, patrocinando il trattato Jay del 1795. Rifiutò di farsi rieleggere presidente per la terza volta, inaugurando così la tradizione che limita a due mandati la durata della presidenza.

2-Jefferson, Thomas (Shadwell, Virginia 1743 - Monticello, Virginia 1826), terzo presidente degli Stati Uniti (1801-1809). Avvocato, intraprese la carriera politica nel 1769, quando venne eletto al Parlamento della Virginia. Nel 1775 partecipò alla delegazione che rappresentò la Virginia al primo Congresso continentale e l'anno dopo, in occasione del secondo Congresso, presentò la bozza della Dichiarazione d'indipendenza (adottata il 4 luglio 1776) proclamando che le azioni "tiranniche" perpetrate dal governo britannico davano alle colonie il diritto di "sciogliere i legami politici" che le avevano unite alla madrepatria. In seguito Jefferson tornò in Virginia, dove dal 1779 al 1781 ricoprì la carica di governatore.Dal 1785 al 1789 fu ambasciatore a Parigi, dove assistette alle prime fasi della Rivoluzione francese; rientrato in America, dal 1789 al 1794 fu segretario di Stato sotto la presidenza di George Washington. Vicepresidente con John Adams, si oppose alla ratifica degli Alien and Sedition Acts che ponevano alcuni limiti alla libertà dei cittadini mentre aumentavano i poteri del governoIl suo tentativo di imporre agli inglesi il rispetto della neutralità degli Stati Uniti in acque internazionali durante le guerre napoleoniche indusse il Congresso (1807) a varare l'Embargo Act che proibiva i legami commerciali con la Gran Bretagna.Nel 1809 Jefferson abbandonò il suo incarico.

3-Roosevelt, Theodore (New York 1858 - Sagamore Hill, New York 1919), ventiseiesimo presidente degli Stati Uniti (1901-1909). Grande riformatore e abile diplomatico, Theodore Roosevelt fu il primo presidente americano che seppe sfruttare i mass media per promuovere la propria immagine pubblica. Conseguita la laurea in legge all'Università di Harvard, Roosevelt intraprese la carriera politica, dopo svariati incarichi nel 1896 divenne sottosegretario alla Marina, organizzando una vasta opera di riforme in vista della guerra ispano-americana per il controllo di Cuba. La sua diretta partecipazione alla guerra lo rese popolare a livello nazionale e, nel 1899, il successo gli aprì la strada per la candidatura a vicepresidente.Nel settembre del 1901 Roosevelt divenne il più giovane presidente della storia degli Stati Uniti; in seguito, durante il suo mandato alla Casa Bianca (che gli fu rinnovato con le elezioni del 1904) si batté contro i grandi monopoli industriali e finanziari e realizzò progetti finalizzati alla salvaguardia dell'ambiente naturale. In politica estera seppe alternare la diplomazia alle azioni di forza. Nel 1905 l'opera di mediazione condotta nella guerra russo-giapponese gli valse il premio Nobel per la pace.

4-Lincoln, Abraham (Hodgenville, Kentucky 1809 - Washington 1865), sedicesimo presidente degli Stati Uniti (1861-1865); fu il principale artefice della vittoria degli unionisti nella guerra civile americana e dell'abolizione della schiavitù. Nato da una famiglia di pionieri, intraprese gli studi giuridici, guadagnandosi ben presto una solida reputazione per la sua onestà. Nel 1860 Lincoln ottenne la maggioranza dei voti elettorali ed entrò alla Casa Bianca. I suoi provvedimenti contro la schiavitù diedero origine alla guerra di secessione. Nel 1862 emano il proclama di emancipazione degli schiavi e più tardi inseri un emendamento contro la schiavitù nella costituzione.Morì ferito mortalmente in un attentato da parte di un fanatico sudista

 

 

sabato, aprile 22, 2006

Il profumo

Questo romanzo, scritto da Suskind e ambientato a Parigi, narra le sfortunate vicende di Jean-Baptiste Grenuille, ragazzo differente da tutti gli altri, con uno spiccato senso olfattivo e la capacità di non emanare alcun odore tanto da essere considerato un mostro. Il suo principale obiettivo è quello di impadronirsi di tutti gli odori per dare origine a fragranze uniche e stupefacenti con le tecniche imparate dal mastro con cui lavora per un certo periodo di tempo. Grenuille, apparentemente pazzo ma in realtà lucido e cosciente, corre il rischio di affogare nel suo stesso profumo in una caverna in cui abita per sette anni trascorrendo ogni singolo attimo ad immaginare come avrebbe voluto vivere. Questo stato di estrema solitudine suscita in lui il desiderio di creare il più bel profumo: per raggiungere tale scopo, l’unico motivo per cui sembra vivere, è disposto ad uccidere le fanciulle più belle di un villaggio in modo tale da catturare i loro odori. Condannato a morte con l’accusa di essere l’omicida, riesce a sfuggire spruzzandosi una sola goccia di quel profumo, da lui creato, tanto amato e desiderato. Quest’ultimo però si rivelerà inevitabilmente la sua stessa rovina: infatti rifugiandosi a Parigi verrà assalito da uomini e da donne follemente innamorate di lui che gli strapperanno i vestiti e la pelle tanto da divorarlo.
Ho volutamente omesso alcuni particolari della vicenda perché mi sembra molto più importante soffermarsi sulla complessità psicologica del protagonista. Anche se i suoi ragionamenti sono al limite dell’assurdo, rispecchiano in alcuni casi aspetti della società di oggi: gli uomini sono disposti a tutto pur di ottenere ciò che vogliono anche se questo po’ comportare conseguenze negative.
In alcuni tratti molto crudo, l’autore è stato molto bravo nel descrivere la vicenda sotto il punto di vista dell’olfatto e non della vista come sempre accade.
Consiglio la lettura di questo libro a chiunque perché in fondo tutti sono alla ricerca del proprio profumo!!

 

 

Lo hobbit

Lo hobbit è sicuramente uno dei libri migliori di Tolkien, il grande esponente della letteratura fantasy.La storia è quella di Bilbo Baggins, un hobbit tranquillo e pacifico (zio tra l'altro del ben più famoso Frodo Baggins, il protagonista de Il Signore degli Anelli) che viene letteralmente travolto dalle avventure; in men che non si dica si trova in viaggio con tredici nani e lo stregone Gandalf alla ricerca di un favoloso tesoro custodito dal drago Smoug.Inoltre durante la sua avventura Bilbo trova l' Anello del Potere, lo stesso che suo nipote ne Il Signore degli Anelli dovrà distruggere.
Questo libro mi ha affascinato molto soprattutto per il tipo di narrazione che ha usato l'autore: semplice e leggera (quasi una favola) che però affronta gli aspetti negativi del carattere umano come l'avidità.Inoltre la letteratura fantasy mi è sempre piaciuta e credo (anche dalla lettura di altri suoi lavori) che Tolkien sia stato uno dei migliori scrittori del '900.

 

 

giovedì, aprile 20, 2006

L'AMICIZIA secondo me

Un amico,un'amica, alla nostra età penso sia qualcosa di fondamentale per tutti.A mio parere nessuno può dire di non avere una persona,oltre ai familiari,con cui confidarsi e con cui poter discutere di qualsiasi argomento.Tramite questo piccolo post vorrei cercare di far capire quanto il poter contare su un'amicizia vera in alcuni momenti,soprattutto difficili,sia fondamentale per continuare ad andare avanti e magari,con i giusti suggerimenti,si possa tornare ad una situazione piu felice.Inoltre secondo me è molto importante distinguere amici da conoscienti,perchè io stesso e penso molti di voi alcune volte parlano di amici che in verità sono persone che mai vi starebbero accanto in situazioni non favorevoli anche a loro.Un amico per me, è la persona pronta ad aiutarti in qualsiasi casi, sia che tu abbia torto o ragione,sia che tu abbia fatto qualche errore anche grande,perchè l'amicizia,quella vera,vola sopra a queste cose.In piu,nel corso della mia vita se avrò anche solo un amico disposto a dei sacrifici veri per me sarò la persona piu contenta,perche chi trova un amico trova un TESORO!!

 

 

martedì, aprile 18, 2006

Risultati elettorali

Alla luce dei risultati elettorali, che dite? Scandalizzati? Arrabbiati? Gioite? Mi interesserebbe davvero leggere le vostre analisi.
A mio avviso, le politiche sono state la conferma di un fenomeno che sta prendendo sempre più forza: la perdita di consensi al neo centriamo e il recupero delle sinistre (scandaloso il risultato dei DS e Rosa nel pugno; Rifondazione ai massimi storici, più forte anche dell'UDC).
Queto perchè la gente comincia a comprendere come un'equa polititca sociale non possa giungere a compromessi con il liberismo sfrenato. questo, d'altronde il caso dei diesse: gli eredi del PCI sono stati corrotti delle politiche iper liberiste di Radicali e MArgherita, fino a promuovere progeti impensabili per un partito, appunto, erede del PCI, quali privatizzazioni, politica economica del laissez-faire, laissez-passer. Queste politiche economiche, tra l'altro, mi parevano superate da ottant'anni, ma forse mi sbagliavo.
Per quanto riguarda la destra, il risultato più interessante è quello di Forza Italia, chenonostante tutto è stata sconfitta con molto onore. Gli Italiani, ancora una volta, hanno creduto che i soldi dello Stato siano infiniti, e che si possano togliere tasse da tutte le parti. Un punto di vista molto simile è quello dei cittadini americani, che di politica d economia non sanno generalmente nulla, e pero votano per chi promette meno tasse.
Dunque, un doppia vittoria delle sinistre (E NON DEL CENTRO-SINISTRA!): contro i Centristi e contro coloro che vorrebbero far dell'Italia una piccola America.

 

 

lunedì, aprile 17, 2006

sonetto per la delta

ecco il sonetto professoressa.
TORINO

Torino, città sulle onde del fiume
dalle acque azzurre e lievi,
le nuvole leggere come piume
che paiono candide come nevi.
Dalla Mole alla bassa collina
dai loggioni ai portoni,
nella serena e fulgida mattina
osservo la luce degli androni.
Dal sol i bianchi picchi innevati
si specchiano sui vetri dei palazzi,
paiono da rocce incoronati.
Se in futuro dovrò errare perduto
non scorderò mai i vecchi spiazzi
dove in passato sono cresciuto.

 

 

sabato, aprile 15, 2006

approfondimenti di geografia

QUEBEC

Storia
Il nome "Quebec", che deriva dal termine Mi'kmaq ,traducibile con "stretto", in origine rappresentava il restringimento del fiume San Lorenzo nel luogo dove ora sorge la città di Quebec. Quebec è il più antico insediamento europeo esistente in Canada. Prima dell'arrivo dei francesi, il Quebec era abitato da popolazioni autoctone, 11 delle quali sono riconosciute dall'attuale governo: Inuit, Mohawks, Innus, Cris, Algonquins, Atikamekw, Micmacs, Hurons-Wendat, Abénaquis, Malécites e Naskapis .
ll primo europeo ad esplorare la zona fu Jacques Cartier, che piantò una croce nel Gaspé nel 1534 e risalì il fiume San Lorenzo nel 1535. Il territorio che i francesi andavano esplorando si chiamò da allora Nuova Francia e comprendeva, fino al Trattato di Utrecht (1713), oltre ai territori dell'attuale Canada, anche la Louisiana.Samuel de Champlain, commerciante di pellicce, redasse nel 1603 la prima carta del San Lorenzo e fondò, il 3 luglio 1608, i primi 3 edifici, ove prima sorgeva un insediamento indigeno chiamato Stadacona,
che divennero poi la città di Québec ville. Ancora oggi capitale della più grande provincia Il Quebec, testa di ponte dell'esplorazione francese del nord America (il cui monopolio fu affidato ai cattolici dal re Luigi XIII nel 1627). Il popolamento della colonia proseguì con la fondazione di Trois-Rivières nel 1634 e di Montréal nel 1642.
Dopo essere stata brevemente conquistata dagli inglesi (1629-1632), Quebec diventò la porta di accesso alla colonia della Nuova Francia e più in generale a tutta la regione dei Grandi Laghi.
A metà del XVIII secolo i francesi entrarono in conflitto con i coloni inglesi stanziati sulla costa orientale degli attuali Stati Uniti, dando luogo alla Guerra franco-indiana, che si concluse proprio a Quebec, quando l'ultima guarnigione francese fu sconfitta dagli inglesi nella Battaglia della piana di Abraham del 13 settembre 1759.Per oltre un secolo la colonizzazione francese dovette competere con quella inglese, e le popolazioni native si schierarono con gli uni e con gli altri. Ma il Canada, pur essendo la maggiore colonia francese, nel 1756 non aveva più di 55.000 abitanti, a fronte di circa 600.000 nativi e di circa un milione di coloni inglesi presenti in Nord America. Nel 1759, con la sconfitta subita dagli inglesi presso Québec ville, la Nuova Francia era perduta: alla fine della guerra dei sette anni, nel 1763, la Gran Bretagna ne prendeva possesso, e la maggior parte degli aristocratici partiti alla conquista del nuovo mondo tornò in Francia.
Perché l'irrequietezza delle 13 colonie americane non contagiasse i nuovi possedimenti, la corona britannica emise nel 1774 il Quebec Act, che definiva il vasto territorio canadese, ma soprattutto restaurava nella colonia canadese i diritti della nobiltà, riammetteva i cattolici agli incarichi pubblici, ripristinava l'uso del diritto comune francese (pur conservando il diritto penale inglese, meno severo).
Durante la Rivoluzione Americana Quebec fu nuovamente attaccata, questa volta dai rivoluzionari; la loro sconfitta (1775) segnò la fine delle speranze americane che anche il Canada potesse unirsi alla ribellione contro il dominio inglese.Durante la rivoluzione americana Montréal fu conquistata, ma i canadesi rimasero sostanzialmente neutrali, sicché alla fine della guerra, dopo il 1783, il Quebec rimasto provincia inglese divenne rifugio dei Lealisti, i coloni inglesi che non volevano separarsi dalla Corona britannica.Questi si installarono soprattutto ad ovest dell'Ontario, lasciando ai coloni francofoni i territori dell'est. Tale assetto fu legalizzato dal Constitutional Act del 1791, che divideva la provincia del Quebec in Alto Canada (anglofono, l'attuale Ontario), e Basso Canada (francofono, l'attuale Quebec), in modo da tener conto delle diversità tra le due comunità. Le due province furono nuovamente riunite con l'Act of Union del 1840, poi confederate, mantenendo l'identità di Quebec e Ontario, nel Dominion del Canada con il New Brunswick e la Nuova Scozia nel 1867.
Fra il 1859 ed il 1865 Quebec fu capitale del Canada, prima del trasferimento definitivo del governo ad Ottawa.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Quebec fu sede di due importanti incontri fra Churchill, Roosevelt ed emissari di altri governi.
Nel 2002 i confini della municipalità di Quebec furono notevolmente ampliati, includendo altre 12 municipalità precedentemente esistenti.

Economia
L'economia del Quebec è essenzialmente basata sull'agricoltura, e in particolare sullo sciroppo d'acero, di cui la provincia è da sola il principale produttore mondiale, nonché sul settore energetico, specialmente nella parte settentrionale. Le industrie tecnologiche, in particolare nel settore dell'aviazione, assumono una notevole importanza a Montréal e dintorni.

Cultura
Il Quebec per l’intrecciarsi di due lingue e tradizioni diverse è spesso descritto come maggior punto di incontro tra la cultura europea e quella americana, e mantiene ancor oggi stretti contatti con la cultura del vecchio continente, in particolare quella francese.
La città di Québec è il capoluogo dell'omonima provincia canadese. Essa sorge sul fiume San Lorenzo.
La città vecchia (Vieux Quebéc) è l'unica città americana a nord del Messico ad avere ancora una cinta di mura, ed è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1985.
Il francese rappresenta l'unica lingua ufficiale del Quebec, questa è l'unica provincia canadese in cui l'inglese non è lingua ufficiale e una delle due in cui il francese è lingua ufficiale, l'altra è il New Brunswick.
La capitale della provincia è la città di Quebec , mentre la città più popolosa è Montreal
Il Québec è la provincia più estesa e la seconda più popolosa ,dopo l’Ontario, del Canada. I suoi 7.500.000 abitanti rappresentano il 24% della popolazione complessiva del paese. Il Quebec si trova nella parte orientale del Canada.
I canadesi di origine francese rappresentano il 30% della popolazione del Canada. L’80% di loro vive nel Quebec che è una provincia che si trova nel Basso-Canada, l’Alto-Canada è anglofobo.
Nel Quebec il francese è la lingua ufficiale e i quebecani vogliono difenderla dall’influenza dell’inglese. Il loro francese è differente rispetto a quello che parlano in Francia infatti nel Quebec utilizzano ancora espressione del sedicesimo secolo.

Chateau Frontenac NON è IMPORTANTE NON SAPERE
L'edificio più famoso di Quebec è indubbiamente lo Chateau Frontenac, un hotel con un'architettura fiabesca che sorge sulla Terrasse Dufferin, un viale pedonale che sorge praticamente sulle mura della rocca e che offre delle belle viste sul sottostante San Lorenzo.
Andando verso monte lungo la Terrasse Dufferin si giunge alla Citadelle, una fortificazione che separa la città vecchia dal parco della piana di Abraham, che sorge nel luogo ove si svolse la battaglia del 1759 fra inglesi e francesi.
All'altezza della Citadelle le mura si staccano dal declivio che scende verso il San Lorenzo, e sorgono in un tratto pianeggiante in cui sono particolarmente evidenti. All'esterno di una delle porte della città vecchia sorge l'edificio dell'Assemblea Nazionale del Quebec, l'assemblea legislativa della Provincia.
All'interno della città vecchia sorge invece la cattedrale di Notre Dame de Quebec, sede dell'arcivescovo, che è anche il primate della chiesa cattolica canadese.
All'estremità occidentale (ossia verso l'interno) di Quebec sorge anche l'Università Laval, una delle più antiche università delle Americhe.
Quebec è famosa per il suo carnevale invernale e per la celebrazione di S. Giovanni il Battista.
Nelle vicinanze della città sono molto particolari le cascate di Montmorency e la bucolica isola di Orleans; entrambe si possono scorgere dalla Terrasse Dufferin.
Pur avendo anche edifici moderni (lo stesso Chateau Frontenac risale al 1893, e fuori dalla cittadella sono presenti anche dei grattacieli), un'ulteriore attrattiva di Quebec è la sua atmosfera che la rende paragonabile ad una città francese piuttosto che ad una una americana.

Il francese
In America settentrionale il francese si parla in Canada, dove è lingua ufficiale in Quebec e la lingua di una minoranza in alcune delle province dell'Acadia e nella Louisiana. Il francese del Quebec è diverso da quello della Francia. Esso ha infatti mantenuto alcune forme e strutture del francese ottocentesco, a causa dell'interruzione nel XIX secolo dei rapporti politici e culturali con lo Stato madre. Inoltre ha subito alcune interferenze dall'inglese, lingua ufficiale delle province canadesi limitrofe. Specialmente in alcuni ambiti popolari questa lingua, denominata joual risulta quasi incomprensibile per un francofono dalla Francia, a causa dei vocaboli antiquati, degli anglicismi e della pronuncia particolare. Il Canada francofono vive in bilico tra l'autonomia e la dipendenza sia nei confronti della Francia, sia nei confronti del Canada anglofono. La lontananza geografica ed il joual differenziano i Quebecchesi dai Francesi, mentre la cultura di origine francese e la religione cattolica, differenziano i Canadesi francofoni da quelli anglofoni. La Chiesa Cattolica in particolare ha avuto un'impatto notevole nella cultura e nella letteratura quebecchese. Il Canada francofono restò perlopiù estraneo alla rivoluzione francese, e alla filosofia illuminista e questo impedì per molto tempo la secolarizzazione della cultura e dei costumi del paese, che rimase fino agli anni '60 profondamente legato ad una morale cattolica intransigente e reazionaria. Anche la letteratura francese, specialmente il romanzo, era considerata licenziosa e corruttrice di coscienze, in quanto la Chiesa accettava le opere letterarie in base alla loro moralità e all'utilità. Per questo fino alla “rivoluzione tranquilla”, la letteratura quebecchese è spesso stata poco originale e per nulla innovativa, essendo i testi che si discostavano dal canone imposto, prontamente stroncati dalla critica. Già negli anni trenta e quaranta la letteratura si apre alla critica sociale attraverso l'opera di Gabrielle Roy, ma è solo negli anni sessanta che si emancipa dalla norma sia dal punto di vista contenutistico (trattando temi tabù come l'adulterio, l'omosessualità, l'aborto) sia da quello formale (violando la sintassi, ignorando le regole grammaticali e ricorrendo a neologisimi). Dal 1960 al 1966, sotto la direzione del primo ministro Jean Lesage, si attua la “rivoluzione tranquilla”, l’esito si è concretizzato quando nel 1969, il francese è diventato seconda lingua ufficiale del canada. Si tratta di una rivoluzione anche culturale nella quale la lingua è diventata uno strumento di resistenza.
La ribellione di alcuni autori si manifesta attraverso la volontà di scandalizzare, attraverso visioni originali della natura del linguaggio o della letteratura, attraverso la frammentazione del testo, l'intertestualità e altri procedimenti tipici delle letterature contemporanee.




Manhattan
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Isola (80 km2, 2.000.000 ab.) situata al centro di New York (Stati Uniti d'America), alla foce del fiume Hudson. Fu fondata da coloni olandesi nel 1626 e costituisce il nucleo originario di New York. Sede dei quartieri finanziari, commerciali, culturali e portuali di New York (Broadway, Wall Street, il Central Park, il Greenwich Village, l'Empire State Building, il Palazzo dell'ONU., il Lincoln Center con il nuovo teatro Metropolitan e la Columbia University). Uno dei quartieri più caratteristici dell'isola è Chinatown (abitato dall'immigrazione cinese). Il ponte di G. Washington la collega al New Jersey.



Manhattan e gli altri borough
Manhattan è un'isola su cui sorge l'omonimo distretto (borough) della città di New York, di cui costituisce il nucleo storico (gli altri distretti sono Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island). Corrisponde alla "contea di New York", con 1.547.000 abitanti.
L'isola è una striscia di terra larga 3-4 km fra il fiume Hudson (che la separa ad ovest da varie cittadine del New Jersey) ed il cosiddetto East River (uno stretto braccio di mare che la separa ad est da Brooklyn e dal Queens); invece la distanza fra l'estremità sud (sulla baia di New York) e quella nord (l'Harlem River, che la separa dal Bronx) è di circa 20 km.
La punta sud di Manhattan è il luogo dove nel 1624 gli olandesi fondarono l'originario insediamento di Nieuw Amsterdam ("Nuova Amsterdam"), che fu ribattezzato New York quando venne conquistato dagli inglesi nel 1664. Fino al 1874 la città di New York si estendeva appunto solo sull'isola di Manhattan, ma fra il 1874 ed il 1898 fu deciso di allargare la città assorbendo gli altri quattro distretti.


Manhattan 1942
Anche se solo 1,5 milioni dei circa 8 milioni di newyorkesi vivono a Manhattan, essa rimane indubbiamente la parte più famosa di New York, visto che vi si trovano quasi tutti i luoghi più importanti e famosi della città : il municipio, la borsa di Wall Street, il ponte di Brooklyn, Times Square, i teatri di Broadway, Central Park, il Metropolitan Museum e la Metropolitan Opera, la cattedrale di San Patrizio, tutti i quartieri più famosi (SoHo, Chinatown, Little Italy, Greenwich Village, Midtown, Harlem ecc.) e soprattutto quasi tutti i grattacieli per cui la città è giustamente nota, in particolare l'Empire State Building ed il palazzo dell'ONU; fino agli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, i grattacieli più alti di Manhattan erano però le torri gemelle del World Trade Center.
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Suddivisione di Manhattan in circoscrizioni amministrative (community boards)
Amministrativamente è suddivisa in 12 circoscrizioni (Manhattan Community Boards), la cui numerazione procede da sud verso nord:
Tribeca, Lower Manhattan;
Greenwich Village, West Village, NoHo, SoHo, Lower East Side, Chinatown, Little Italy;
Tompkins Square, East Village, Lower East Side, Chinatown, Two Bridges;
Clinton, Chelsea;
Midtown
Stuyvesant Town, Tudor City, Turtle Bay, Peter Cooper Village, Murray Hill, Gramercy Park, Kips Bay, Sutton Place;
Manhattan Valley, Upper West Side, Lincoln Square;
Upper East Side, LenoxHill], Yorkville, Roosevelt Island;
Hamilton Heights, Manhattanville, Morningside Heights;
Harlem, Polo Grounds
East Harlem, Spanish Harlem, Ward's, Randall's Island;
Inwood, Washington Heights
Suddivisione di Manhattan in quartieri (neighborhoods)
Sono inoltre presenti diversi quartieri, elencati da nord a sud.
Marble Hill. In origine si trattava dell'estremità settentrionale dell'isola di Manhattan, mentre lo scavo dell'Harlem River Ship Canal nel 1895 la separò dal resto dell'isola e nel 1914 la colmatura del vecchio corso del fiume Harlem la collegò fisicamente con il Bronx. Tuttavia è amministrativamente ancora legata al distretto di Manhattan (circoscrizione 12). Comprende le strade dalla 225a alla 228a ad W di Broadway.
Inwood. Si tratta di un quartiere soprattutto residenziale all'attuale estremità settentrionale dell'isola di Manhattan (tra circa la 220a strada e Fairview Avenue, all'altezza all'incirca della 191a strada). In origine era abitata soprattutto da irlandesi, mentre attualmente la popolazione è prevalentemente di origine domenicana. L'Inwood Hill Park è ritenuto il luogo in cui avvenne il leggendario acquisto dell'isola di Manhattan dalla tribù indiana dei Lenape.
Washington Heights. Occupa gli isolati compresi tra la Fairview Avenue, all'altezza circa della 190a strada, e la 155a strada. Prende il nome da Fort Washington che svolse un ruolo importante nella Guerra di indipendenza americana (fu preso dagli inglesi il 16 novembre 1776). Gli abitanti attuali sono prevalentemente di origine domenicana, ma esiste anche una comunità ebraica derivante dai primi abitanti del quartiere, di origine tedesca.
Harlem. Raggruppa i quartieri tra la 155a strada a nord e la 96a strada (verso est) o la 125a (verso ovest) a sud. L'originario villaggio di Nieuw Haarlem era stato fondato nel 1658 dal governatore olandese Peter Stuyvesant. Iniziò il suo sviluppo come suburbio dopo la creazione dei primi collegamenti ferroviari a partire dal 1831 e il boom edilizio si ebbe tra il 1870 e il 1910. A partire dagli anni 1920 fu abitata prevalentemente da Afroamericani. Comprende i quartieri di Central Harlem (Bradhurst, Mount Morris Park e Strivers Row), di West Harlem (Hamilton Heights o Sugar Hill eManhattanville) e East Harlem (detta anche Spanish Harlem e, a partire dagli anni 1950 abitata prevalentemente da Portoricani).
Upper West Side. Ad ovest del Central Park, tra la 125a e la 59a strada, il limite meridionale di Central Park (in senso più ristretto tra la 110a, limite settentrionale di Central Park e la 65a). È attraversata da sud a nord da Broadway. Qui sorgeva il villaggio di Harsenville e la zona, con fattorie e residenze di campagna prese il nome di Bloomingdale (dall'originario olandese Bloemendal). Alla metà del XIX secolo era divenuto un sobborgo popolare. Il boom edilizio si ebbe tra il 1885 e il 1910 e la zona fu popolata soprattutto da Afroamericani. A partire dagli anni 1960 si ebbe una fase di rinnovamento urbano in seguito alla costruzione del Lincoln Center. Comprende Morningside Heights, spesso considerato quartiere separato, e Manhattan Valley che ha conservato un carattere popolare.
Upper East Side. Ad est del Central Park, tra la 96a e la 59a strada, ospita numerosi musei e istituzioni culturali, tra cui il Metropolitan Museum of Art, la sede del sindaco di New York. Vi sono ubicate residenze lussuose e costose. Comprende Carnegie Hill, Yorkville e Lenox Hil.
Roosvelt Island. Lunga e stretta isola nell'East River tra Manhattan e Queens (sull'isola di Long Island). L'originario nome indiano era Minnahanock. Nel 1637 fu acquistata dagli olandesi e prese in successione i nomi di Varckens, Manning's, Blackwell e Welfare, fino a prendere l'attuale nome nel 1973 in onore del presidente Franklin Delano Roosevelt. Ha ospitato per lungo tempo ospedali e un penitenziario e solo recentemente si è sviluppata come quartiere residenziale di alto livello.
Midtown. Il centro cittadino, occupato prevalentemente da uffici, torri di appartamenti e grandi alberghi, soprattutto costruiti come grattacieli. Il cuore della zona commerciale si estende tra la 59a e la 40a strada e tra la Third Avenue ad est e la Ninth Avenue ad ovest, ma la denominazione viene spesso allargata fino fiume Hudson (quartiere di Hell's Kitchen o Clinton, tra la 59a e la 34a strada) e all'East River, dove si estende inoltre verso sud il quartiere di Murray Hill, tra 39a e 33a strada). Vi si trovano Times Square, il Rockefeller Center, l' Empire State Building, il Chrysler Building, la nuova cattedrale di San Patrizio, la Carnegie Hall e la Radio City Music Hall. Ospita inoltre la sede del quartier generale delle Nazioni Unite. Comprende ancora i quartieri di Kips Bay e di Turtle Bay, che prendono il nome da insenature dell'East River che furono riempite nel corso del tempo, dell'area di Sutton Place, di Tudor City, del cosiddetto "distretto dei Teatri" (Theatre district), del Garment District, e di Koreatown, con negozi soprattutto coreani.
Chelsea. Ad ovest di Broadway, tra la 34a e la 15a strada. Il quartiere si origina dalla residenza di questo nome di Clement Clarke Moore, del XIX secolo, poi occupata da case a schiera per la classe alta. Agli inizi del XX secolo era abitato prevalentemente da Irlandesi, che lavoravano nelle vicine banchine portuali sul fiume Hudson. Si tratta di un quartiere soprattutto residenziale, con numerose gallerie d'arte, e ospita un'importante comunità gay. Vi ha sede il Madison Square Garden.
Gramecy, un tranquillo quartiere residenziale intorno ad un parco privato, tra la 27a e la 14a strada, ad est di Broadway, la zona di Union Square e il Flatiron District (una volta conosciuto come Photo District), occupano la zona tra l'East River, Midtown, Chelsea e il Greenwich Village.
Greenwich Village. Ad ovest di Broadway, tra la 14a strada a nord e la Houston street a sud; la parte ad ovest viene considerata un quartiere separato, il West Village. Conosciuto anche come The Village e, nel XIX secolo come la zona di Washington Square. Si trattava in origine di un'area paludosa, che aveva il nome indiano di Sapokanikan e fu bonificata intorno al 1630 dagli Olandesi, che le diedero il nome di Noortwyck. Divenne ufficialmente un villaggio separato con il nome attuale nel 1713. Al momento della suddivisione ortogonale della città nel 1811 mantenne in parte la sua originale planimetria. Divenne celebre come quartiere di artisti e centro di cultura alternativa, soprattutto negli anni 1950 e 1960. Nel 1969 vi prese le mosse il movimento di liberazione gay. Il Meatpacking District, un piccolo settore nord-occidentale, antica zona di mattatoi, ospita oggi un gran numero di locali alla moda.
Il settore tra il Greenwich Village e l'East Village che confina a sud con il quartiere di SoHo viene a volte denominato per analogia NoHo.
East Village. Ad est di Broadway, tra la 14a strada a nord e la Houston street a sud, in precedenza considerato parte del Lower East Side, ma più rapidamente divenuto un quartiere residenziale di alto livello viene ora spesso ritenuto affine al Greenwich Village ad ovest di Broadway. Era in origine abitato da Polacchi ed Ucraini, recentemente sostituiti sia da Giapponesi e da asiatici di altri paesi. Una parte verso est è conosciuta come Alphabet City (precedentemente Little Germany), intorno alle avenue indicate con lettere dell'alfabeto.
SoHo. Abbreviazione di South of Houston Street ("a sud di Houston Street"), che riprende il nome del sobborgo di Soho a Londra.Si trova tra Greenwich Village e NoHo a nord e il Lower East Side con Little Italy e NoLIta ad est e con Chinatown a sud. In questa antica area industriale gli edifici sono stati ristrutturati come loft e studi di artisti.
Little Italy. Tradizionalmente il quartiere degli Italo-americani tra l'East Village a nordm SoHo ad ovest, il Lower East Side (di cui a volte viene considerato parte) ad est e Chinatown a sud, a partire dalla metà degli anni 1950 è stata gradualmente abbandonata dai suoi originari abitanti e solo un piccolo settore resta oggi riconoscibile. Un settore attualmente conosciuto come NoLIta (North of Little Italy, "nord di Little Italy") se ne considera oggi distaccato. Vi si trova l'antica cattedrale di San Patrizio, costruita nel XIX secolo, oggi sostituita da quella più recente nel quartiere di Midtown.
TriBeCa. Abbreviazione di Triangle Below Canal Street ("triangolo sotto Canal Street"). Anche in questo caso si tratta di un antico distretto industriale, a sud di SoHo, in cui gli edifici industriali sono stati riadattati come sedi di uffici o residenze, con strade fiancheggiate da negozi alla moda, gallerie d'arte e locali.
Chinatown. Quartiere con abitanti di prevalente origine Cina, tra Little Italy a nord, TriBeCa ad ovest, il Financial district a sud e il Lower East Side ad est, di cui a volte viene considerato una parte. Il quartiere fu per gran tempo dominato dalle Tongs (堂), un misto tra legami familiari, associazioni politiche legate al Kuomintang o al Partito comunista cinese, e segretamente sindacati del crimine, tra cui scoppiavano periodicamente guerre aperte e che favorivano un'economia in gran parte sotterranea. Nella parte nord dell'attuale Chinatown si trova il Columbus Park, realizzato sull'antico quartiere popolare, fortemente degradato di Five Points, dal nome di un incrocio con cinque strade, i cui abitanti erano soprattutto Irlandesi qui immigrati in seguito alla carestia in madrepatria tra il 1820 e il 1840 e Afroamericani,
Lower East Side. A sud della 14a strada e ad est di Broadway lungo l'East River, se ne sono progressivamente distaccati i quartieri fortemente caratterizzati in senso etnico di Little Italy e di Chinatown verso ovest e l'East Village a nord di Houston Street. Ha conservato a lungo un carattere di quartiere popolare e in origine era abitato prevalentemente da Ebrei provenienti dall'Europa orientale. Tradizionalmente sede di movimenti anarchici e radicali.
Financial District ("Distretto finanziario"), sulla punta più meridionale dell'isola di Manhattan, che comprende la sede della Borsa di New York (New York Stock Exchange) a Wall Street e delle maggiori istituzioni finanziarie. Il distretto corrisponde al sito del primo villaggio coloniale olandese della Nieuw Amsterdam ("Nuova Amsterdam"), di cui sopravvivono alcuni edifici. Il Federal Hall National Memorial sorge nel sito del primo parlamento federale, dove fu eletto presidente George Washington. A nord si trova la sede del Municipio della città (City Hall). Qui sorgevano fino all'attentato dell 11 settembre 2001 le torri gemelle del World Trade Center. La parte occidentale lungo l'Hudson River (Battery City Park) si sta sviluppando come quartiere residenziale e come zona di giardini.
Empire State Building

Empire State Building


Empire State Building
L'Empire State Building è probabilmente il più famoso grattacielo della città di New York e forse del mondo. Con i suoi 381 metri di altezza (443 m se si considera anche l'antenna televisiva sulla sua cima), esso è stato il grattacielo più alto del mondo fra la sua costruzione (1931) ed il 1973, quando furono inaugurate le Torri Gemelle del World Trade Center.
In seguito alla triste circostanza degli attentati terroristici dell'11 settembre 2001, esso è tornato ad essere l'edificio più alto della città ed il secondo più alto degli Stati Uniti (dopo la Sears Tower di Chicago).
È stato proposto come una delle Sette meraviglie del mondo moderno.
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Storia e statistiche
Progettato in stile Art Deco dagli architetti della Shreve, Lamb & Harmon and associates, l'Empire State Building fu iniziato nel 1930 e completato con una certa fretta, anche allo scopo di togliere all'elegante Chrysler Building il titolo di edificio più alto del mondo. Inaugurato il 1 maggio 1931, esso ha 102 piani (per una superficie complessiva di 204.385 metri quadrati) serviti da 73 ascensori e che ricevono luce da 6500 finestre.
Poco sotto la sua cima esiste un osservatorio che offre una notevole vista sulla città sottostante e che è un'importante meta turistica. La cima stessa è generalmente illuminata con colori che corrispondono alle varie ricorrenze (ad es., dopo gli attentati del settembre 2001 le luci sono rimaste a lungo dei colori della bandiera americana).
Nel 1945 l'Empire State Building fu coinvolto in un incidente aereo, quando un bombardiere B-25 Mitchell si schiantò accidentalmente sul suo lato nord, fra il settantanovesimo e l'ottantesimo piano, uccidendo 14 persone. La struttura non subì nessun danno di rilievo.
Negli anni '50 sulla sua cima fu aggiunta l'antenna per le trasmissioni televisive, alta oltre 50 metri.
Nel 1994 fu scalato a mani nude dal francese Alain "spiderman" Robert.
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Media e cultura popolare
Come evidenziato dalla costruzione dell'antenna televisiva sulla sua cima, l'Empire State Building è un perfetto punto di trasmissione per le stazioni radiotelevisive di New York, tanto che diversi dei suoi ultimi piani sono occupati da studi televisivi.
Il cinema ha grandemente contribuito alla sua fama, ambientandovi scene di diverse pellicole (ed in particolare il finale del noto film del 1933 King Kong, che viene ucciso sulla sua cima dal fuoco degli aerei).
? Struttura urbana e popolazione
New York è suddivisa in cinque boroughs (Manhattan, Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island [già Richmond]), i cui limiti territoriali corrispondono rispettivamente a quelli delle contee di New York, Bronx, Queens, Kings e Richmond. Manhattan, il cuore della città, occupa interamente l'isola omonima; Bronx, l'unico borough sulla terraferma, situato a NE di Manhattan, è da questa separato mediante l'Harlem River, un piccolo corso d'acqua canalizzato che mette in comunicazione l'Hudson con l'East River; Queens, nell'estremità occidentale di Long Island (a est di Manhattan), si affaccia sull'East River; Brooklyn, nella parte sudoccidentale di Long Island, confina con Queens ed è bagnato dalla baia di New York; Staten Island, il borough più occidentale, occupa l'isola omonima ed è separato da Manhattan dall'Upper Bay.
Il primo insediamento stabile nel territorio dell'attuale New York risale al 1626, anno in cui gli Olandesi fondarono nell'estremità meridionale dell'isola di Manhattan il piccolo centro commerciale di Nuova Amsterdam. Seguirono gli insediamenti a Long Island (a Brooklyn e quasi contemporaneamente a Queens, 1635-1636), sulla terraferma (Bronx, 1639-1641) e infine a Staten Island (1661). Ma fu solo alla fine del XVIII sec., con la fondazione della camera di commercio (1768) e della Borsa (1792), che ebbe inizio lo sviluppo commerciale e finanziario di New York, ulteriormente facilitato dall'apertura nel 1827 dell'Erie Canal (il primo del grandioso sistema di canalizzazione noto con il nome di BargeCanal), che metteva in comunicazione la città e il suo porto, attraverso l'Hudson e il Mohawk, con i Grandi laghi, e dall'avvento della ferrovia (New York-Harlem, 1832). Collegata in questo modo con gli immensi territori dell'interno, le cui risorse la colonizzazione andava via via scoprendo e valorizzando, New York divenne il punto d'arrivo di un sempre maggior numero di emigranti dall'Europa, travagliata da crisi politiche ed economiche. All'originario substrato etnico si sovrapposero Irlandesi (grande carestia del 1846-1848), Tedeschi, e, più tardi, Austriaci, Ungheresi, Slavi, Nordici, Italiani: la città, che al tempo del primo insediamento a Manhattan contava meno di 200 abitanti e all'epoca della guerra d'Indipendenza 25.000 circa, nel 1850 superava i 500.000 e nel 1871 raggiungeva il milione di abitanti. Privi di mezzi di sussistenza, in un paese straniero, gli immigrati tentavano di stare uniti, di raggrupparsi in comunità omogenee. Si formarono così quelle isole etniche (Little Italy; Chinatown; Chelsea, abitata in prevalenza da Irlandesi; collettività ebraica, una delle più numerose di tutto il mondo) in cui tenacemente si tenevano vivi lingua, costumi e tradizioni del paese d'origine, che tanto hanno contribuito a dare a New York il suo aspetto peculiare di grande mosaico di genti e popoli, nel quale si può dire che tutti i gruppi razziali siano rappresentati. La popolazione di colore, un tempo tradizionalmente concentrata a Harlem (parte nordorientale di Manhattan), si è diffusa negli ultimi anni in altri quartieri di New York (Bronx, Brooklyn, Queens), sia per il forte sviluppo demografico sia per la massiccia immigrazione di Portoricani, che si stabilirono in parte proprio a Harlem. Nel XIX sec. ebbe inizio anche l'enorme sviluppo urbanistico, che continuò a ritmo sempre più intenso soprattutto a partire dal 1860, quando agli immigrati europei si aggiunsero anche abitanti dell'interno degli Stati Uniti, attirati a New York dalle prospettive di lavoro offerte dall'industrializzazione. La città, ancora limitata al territorio dell'attuale Manhattan, vide sorgere intorno al quartiere degli affari (Wall Street), nella parte meridionale dell'isola, prima un agglomerato di slums, poi quartieri destinati alle varie comunità di immigrati e il Greenwich Village, che diventerà il quartiere degli artisti. Verso la fine del secolo, quando il territorio di New York si era già esteso a Bronx, Brooklyn, Queens e a Staten Island, si manifestò a Manhattan la tendenza all'aumento dell'altezza degli edifici, dovuta alla necessità di sfruttare quanto più possibile gli scarsi terreni edificabili, i cui prezzi erano enormemente saliti. Ai primi edifici di dieci, quindici e venti piani seguirono strutture architettoniche sempre più verticali, che nel periodo 1920-1935 raggiunsero il massimo dell'elevazione: Empire State Building (uno dei più alti del mondo, 102 piani, 448 m), Chrysler Building (77 piani, 319 m), Sixty Wall Tower (67 piani, 294 m). Il grattacielo della RCA (70 piani, 259 m) è l'edificio più alto di un complesso architettonico organico, il Rockefeller Center (iniziato nel 1931 e portato a termine nel 1947), formato da quindici costruzioni di stile omogeneo, prevalentemente adibite a uffici, collegate da passaggi sotterranei e, in superficie, da vie e piazzali sui quali si aprono eleganti negozi, ristoranti e teatri (fra cui il Radio City Music Hall, che con i suoi 6.200 posti è la più grande sala da spettacolo del mondo). Gran parte di Manhattan, nonostante l'incessante trasformazione, conserva la caratteristica disposizione a scacchiera che assunse nel periodo della prima grande espansione urbanistica: larghe avenues che tagliano l'isola in senso longitudinale (la principale è la Fifth Avenue, asse del quartiere degli affari), intersecate ad angolo retto da streets che, come le avenues, sono contraddistinte da numeri. La monotonia dello schema è mitigata dall'orientamento trasversale di Broadway, lunghissima arteria che dalla punta meridionale dell'isola corre in direzione NO (sfiora Central Park) fino all'estremità opposta, tagliando obliquamente streets e avenues. Il tratto mediano di Broadway è il centro della vita teatrale e mondana di New York.
Problemi urbanistici
La città, unica al mondo per la sua forma, concentra, in particolare sulla penisola di Manhattan, la più alta densità edilizia mai realizzata dall'uomo. Immensi sono i problemi urbanistici che ne conseguono, connessi all'eccezionale ricchezza che vi si raccoglie, ma anche allo squallore delle aree segregate. Un primo problema è proprio quello del gigantismo: le periferie residenziali si estendono a dismisura, sempre più lontano, in seguito all'utilizzo di abitazioni individuali e allo sviluppo tentacolare delle autostrade. Connesso a questo è il problema della congestione del traffico lungo certe arterie e nelle ore di punta. Per porvi rimedio sono stati scavati due tunnel sotto l'Hudson e tre sotto l'East River, oltre a tre ponti costruiti sul primo fiume e sei sul secondo. I "Narrows" tra Brooklyn e Staten Island sono superati da un alto ponte sospeso. Autostrade, tangenziali, eliporti, treni pendolari forniscono tuttavia soluzioni solo parziali. La circolazione automobilistica e le installazioni industriali concorrono poi, in particolari situazioni meteorologiche, a dare origine allo smog.
Molto gravi sono inoltre i problemi razziali e sociali: le minoranze nere americane e portoricane sono confinate nei ghetti, antichi quartieri fatiscenti, focolai di miseria e delinquenza. I maggiori ghetti si trovano a Harlem, nel Bronx, a Brooklyn, a Newark.
Aspetti urbani
New York presenta una grande varietà di quartieri centrali e zone periferiche. Il quartiere di Manhattan è caratterizzato dalla sua pianta a scacchiera tagliata da Broadway, dal suo parco, dai grattacieli di Midtown e Downtown, dai suoi quartieri etnici, dalle sue funzioni culturali e residenziali, commerciali e industriali. A Brooklyn, nel Queens, nel Bronx quartieri lussuosi si alternano ai ghetti. La periferia del New Jersey presenta zone residenziali borghesi accanto a fabbriche, magazzini e zone portuali. Le periferie residenziali e ricche si estendono lungo l'Hudson e nel Long Island. L'addensamento umano dei quartieri centrali contrasta con le periferie-dormitorio delle zone strappate allo spazio agricolo.
Le comunicazioni e il porto
Imponente, anche se tuttora inadeguata, è la rete di comunicazioni urbane: il collegamento tra le varie isole e tra queste e la terraferma è assicurato, oltre che da servizi di traghetto di persone e veicoli, da ponti (Brooklyn [costruito nel 1883], Williamsburg [1903], Manhattan [1909], Queensboro [1909], George Washington [1931], Giovanni da Verrazzano [1964]), nonché da tunnel (Queens-Midtown, Holland, Lincoln, Pennsylvania) per il traffico ferroviario e automobilistico. New York vanta la più lunga rete metropolitana del mondo (l'apertura del primo tratto risale al 1904).
Il porto di New York (dominato dalla statua della Libertà di F. A. Bartholdi, dono della Francia agli Stati Uniti) è uno dei maggiori del mondo per volume di merci e numero di passeggeri imbarcati e il primo degli Stati Uniti. Le banchine si estendono soprattutto sulle rive dell'Hudson, della baia di Newark e dell'Upper Bay e lungo l'East River. Le installazioni portuali sono disposte in modo da permettere l'accostamento a riva delle navi in direzione perpendicolare per aumentare lo spazio utile. L'enorme volume del traffico (oltre 146 milioni di t all'anno, ossia circa tre volte e mezzo il movimento portuale di Genova) e le grandi distanze che separano i diversi punti di carico e scarico hanno reso necessaria l'istituzione di un servizio di chiatte per il trasbordo delle merci di passaggio. Alle varie zone portuali fanno capo, oltre a numerose autostrade, ben dodici linee ferroviarie. Anche nel settore del traffico aereo New York è il più importante scalo del mondo. I suoi tre aeroporti internazionali, J. F. Kennedy (Idlewild), La Guardia e Newark, registrano annualmente oltre 40 milioni di passeggeri in arrivo e in partenza.
Vita economica e culturale
Metropoli finanziaria, la più importante del mondo (Borsa e banche di Wall Street), e commerciale, la prima degli Stati Uniti, New York è anche un nucleo di una zona industriale fra le più importanti degli Stati Uniti soprattutto nel settore manifatturiero. Il numero degli addetti all'industria nelle quattro aree metropolitane di New York, Jersey City, Newark e Paterson-Clifton supera il milione e mezzo. Relativamente poco sviluppate sono le industrie di trasformazione primaria (raffinerie di petrolio, stabilimenti metallurgici). New York è invece al primo posto in parecchi settori della produzione di beni di consumo: confezioni di abiti, pellicce, prodotti alimentari, prodotti farmaceutici, materiale elettrico ed elettronico, costruzioni automobilistiche e aerospaziali, strumenti scientifici. Nei pressi della zona portuale sorgono numerosi cantieri navali, soprattutto di riparazione. A New York, o meglio a Manhattan, sono concentrate alcune delle più importanti case editrici americane. Centro di un'intensissima vita culturale, New York è sede di università fra le più prestigiose degli Stati Uniti, di biblioteche pubbliche (oltre 12 milioni di volumi), di musei, di istituti scientifici, di fondazioni che finanziano ricerche in ogni campo di studio. È sede dell'ONU.
Chrysler Building
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Il Chrysler Building illuminato
Completato nel 1930, il Chrysler Building è uno dei simboli più noti di New York City. Alto 319 metri, si trova nell'east side di Manhattan, all'incrocio tra la Quarantaduesima strada e Lexington Avenue. Costruito per la Chrysler Corporation, l'edificio è oggi posseduto da due società immobiliari, la TMW Real Estate (per il 75%) e la Tishman Speyer Properties (per il restante 25%).
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Storia
Il grattacielo Chrysler fu progettato da William van Alen per un appaltatore, William H. Reynolds, lo stesso uomo che aveva costruito Dreamland, un parco di divertimenti a Coney Island. Il progetto venne successivamente venduto a Walter P. Chrysler, che cercava una sede prestigiosa per la sua azienda.
Il Chrysler fu eretto velocemente (in media, quattro piani a settimana) e nessun operaio morì durante i lavori. A quel tempo, i costruttori di New York erano impegnati in una vera gara per costruire il grattacielo più alto del mondo. In gara con van Halen ed il suo Chrysler, H. Craig Severance stava costruendo il grattacielo al numero 40 di Wall Street. Severance improvvisamente aggiunse due piani alla sua costruzione, rivendicando ad essa il titolo di edificio più alto del mondo (ciò escludendo le "strutture", come la Torre Eiffel).
In realtà, van Alen aveva già ottenuto il permesso di costruire una guglia di 38 metri. Costruita in acciaio inossidabile 'Nirosta', essa fu eretta in cima all'edificio un pomeriggio del novembre 1929, rendendo il Chrysler Building non solo l'edificio più alto del mondo, ma pure la struttura più alta. Van Alen e Chrysler mantennero questo primato per meno di un anno fino al completamento dell'Empire State Building. Sfortunatamente, la soddisfazione di van Alen per il risultato raggiunto fu raggelata dal rifiuto di Walter Chrysler a pagare la sua parcella. Il Chrysler Building aprì al pubblico il 27 maggio 1930.
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Immagini



· CHRYSLER BUILDING
77 piani, con una cima inconfondibile.E' stato innaugurato nel 1930. E' alto 319 metri e deve il suo nome al sig. Walter Chrysler, padrone della famosa casa automobilistica. Egli voleva essere il padrone del più alto grattacielo del mondo (e per questo il progetto venne cambiato svariate volte), convinto che ciò avrebbe portato lustro alla sua impresa automobilistica ma questo gli riuscì solo per poco, prima di essere superato dall' Empire State Building. Curiosa la storia della guglia, costruita in gran segreto a terra e montata in soli 90 minuti con un colpo ad effetto che colpì molto l'opinione pubblica.





LE ORIGINI DELLA MUSICA IN AMERICA
Dall'Africa in AmericaLa musica è sempre stata per gli africani la più alta forma di comunicazione: nelle tribù si usavano le percussioni per comunicare, e i significati di molte parole africane cambiano con una semplice alterazione tonale. Poesia, musica e danza facevano parte della vita di tutti i giorni, e gli africani trasportati per il mondo come schiavi portarono con loro il ritmo della loro vita.Come anche Melville dimostra nei suoi romanzi, gli equipaggi delle navi che trasportavano i neri in America erano molto spesso degli equipaggi formati da gente di varie razze e nazionalità. Fu proprio in questi viaggi marini che cominciò a prender corpo una nuova musica fatta da moltissimi frammenti di popolazioni europee e non (inglesi, francesi, irlandesi, olandesi, scozzesi, spagnoli, portoghesi e tedeschi, ma anche indiani d'America, polinesiani e, naturalmente, africani). Sulle navi negriere prende forma il Melting Pot americano, con la fondamentale differenza che ha distinto per secoli la razza africana da ogni altra etnia o cultura del mondo, e cioè che l'esperienza di questo popolo ha una storia unica: la deportazione in stato di schiavitù. Bisogna però ricordare che la schiavitù non fu un'esperienza del tutto nuova per gli africani, in quanto praticata da loro stessi, soprattutto nell'Africa occidentale. L'elemento nuovo e determinante della schiavitù americana fu quello dell'opposizione filosofica, perché, deportati in un nuovo continente, essi hanno stentato parecchio ad abituarsi o a reagire ad una concezione della vita (in cui regnava l'intelletto e l'utilitarismo) che era diametralmente opposta alla loro. Dato che, come abbiamo visto, il mezzo con il quale essi esprimevano la loro spiritualità era la musica, si può allora affermare che in essa, nelle sue origini africane e nella sua prosecuzione nel nuovo mondo, è possibile trovare l'essenza dell'esperienza nera. La musica afro-americana è sicuramente la manifestazione più alta di quella cultura, e, nonostante l'immensa varietà dei suoi orientamenti, è stata, ed è ancora, tra tutte le espressioni dello spirito umano, la più rappresentativa, perché contiene in sé tutta la vita di un popolo e la sua storia.Dal primo africano deportato, qualsiasi nero americano, che sia statunitense, brasiliano, cubano, giamaicano, ecc…, riconosce le tappe della sua esistenza nella musica della sua gente più che in qualsiasi altra cosa. Per questo motivo si riconosce universalmente alla musica afro-americana un alto significato e il considerevole ruolo di testimonianza di un contesto sociale ed umano in genere.E' quindi la musica che lega il popolo afro-americano con le sue origini africane: così come era basilare la musica nel discorso, così la musica afro-americana è stata e continua ad essere un intricato fenomeno con cui si esprimono le tensioni di assimilazione e di adattamento del nero americano. Il prigioniero africano poté continuare a coltivare il suo complesso universo estetico e metafisico proprio attraverso la musica, che fornì una sorta di continuità, ad un livello più o meno .E' quindi nella musica che si rispecchia il vero linguaggio della massa nera, molto più che nella letteratura o in ogni altra forma espressiva. Questo perché la musica, sia di ispirazione sacra o profana, collettiva o individuale, impegnata o semplicemente evasiva, costituisce insieme col canto la vera espressione della tradizione popolare che resiste nel tempo "alle rapine e allo sfruttamento delle classi dirigenti, costituite da bianchi" [8], ma anche dalle continue diluizioni operate dalla classe medio-borghese degli stessi afro-americani.
Premesso che i fenomeni linguistici sono per natura indissociabili dal contesto sociale nel quale si sviluppano, è evidente che nell'evoluzione del popolo afro-americano la lingua, le condizioni sociali (politico-economiche) e la musica (sia nel canto che negli strumenti) sono come tre assi perfettamente paralleli ed in costante rapporto fra loro [9]. La musica afro-americana in genere, dal blues al jazz al funky all'hip-hop… è essenzialmente africana per sensibilità, mentre l'influenza europea si limita all'aspetto tecnico [10]. Avviene così, allora, in maniera del tutto naturale, l'identificazione tra poeta e musicista, dove il primo guarda al secondo cercando di coglierne la forza e l'ispirazione, riconoscendone lo spirito. Il canto nero è quindi, nella sua forza espressiva, la radice vera della musica afro-americana, divenendo un costante riferimento per la Poesia.
Il bisogno di distaccarsi definitivamente dalla cultura coloniale anglofila fece nascere in seguito una corrente artistica che si basava essenzialmente sul colore della pelle e sulla posizione sociale del nero americano (Black Art), che portò avanti un progetto culturale, in principal modo letterario (Jazz Poets) di rappresentazione di una visione fondamentalmente "nera" della vita.
In termini di influenze specifiche i poeti afro-americani iniziarono a fare uso costante e consistente di effetti tonali, ritmici e strutturali tipici proprio della musica. Finalmente si tenne conto del grande effetto del musicista nero sulla sua gente, un effetto maggiore di quello di qualsiasi politico, predicatore o ideologo. Il Jazz divenne così la più rilevante manifestazione espressiva del nero americano, e il Blues l'unica espressione compiuta e realizzata della comunità.
IL BLUES
Il Blues è una musica tradizionale popolare afroamericana sviluppatasi verso la seconda metà dell'Ottocento sulla base dei canti di lavoro degli schiavi neri impiegati nelle piantagioni di cotone del Sud degli Stati Uniti. Il blues conobbe grande fortuna nel corso del XX secolo e fu all’origine di molti generi appartenenti alla tradizione nera come il jazz, il rhythm and blues e il rock 'n' roll. Fin dalla sua comparsa, individuata nel periodo successivo alla guerra di secessione americana, durante la costruzione del nuovo stato federale, il blues riflette la storia e la cultura dell’America nera. Nato nelle zone agrarie povere del Sud, il blues percorse strade che determinarono il suo spostamento verso le metropoli settentrionali durante i primi anni del Novecento, in parallelo a un massiccio fenomeno di immigrazione interna provocata dalla
ricerca di nuove opportunità lavorative in zone più ricche da parte di numerosi braccianti neri in cerca di fortuna.Direttamente ancorato alla musica africana tradizionale, il blues nacque come espressione dei travagli della dura esistenza dei neri afroamericani. I testi impiegati in molti brani trattano prevalentemente di vicende imperniate sulle asprezze della vita, nonché sulle tribolazioni sentimentali, spesso metafore di una profonda insoddisfazione esistenziale. Il termine stesso di blues significa in inglese “malinconia” e “tristezza”, ma non solo questo. La parola blues ingloba una vasta serie di emozioni ritualizzate, che comprendono anche il carattere umoristico, spesso salace e ironico. Ci sono infine blues celebri che trattano di eventi storici o significativi per la collettività, come Rising High Water Blues di Blind Lemon Jefferson, che descrive la tragedia dell’alluvione del Mississippi nel 1927, o 34 Blues di Charley Patton, ispirato al dramma della Grande Depressione.
Non c’è modo di determinare con esattezza il momento preciso in cui il blues fece la sua prima comparsa nella cultura contadina nera d’America. Il genere emerse senza dubbio dalle forme dei canti di lavoro e dalle ballate africane, in particolare come canto non accompagnato, evoluto a partire dalle formule a “chiamata e risposta” intonate durante le mansioni lavorative nelle grandi piantagioni del Sud. La ballata africana, che aveva in comune con quella occidentale il carattere narrativo, adottò analoghe strutture strofiche.Le zone a più alto tasso demografico afroamericano erano comprese tra l’East Texas e il delta del Mississippi, zona che divenne la culla dello stile chitarristico più tipico delle origini (il delta blues), incarnato da musicisti come Charley Patton, Son House e Robert Johnson, quest’ultimo acclamato come uno dei più grandi chitarristi blues di tutti i tempi. Lo stile slide, prodotto dall’uso di un oggetto metallico liscio o dal collo di una bottiglia (bottle neck) sulle corde della chitarra, incarnò una delle caratteristiche più evidenti del blues del delta. Tra gli altri interpreti del primo blues rurale, si ricordano personaggi come “Blind” Lemon Jefferson e Huddie Ledbetter, più noto come Leadbelly. Con la pubblicazione di Memphis Blues di W.C. Handy nel 1912, il blues entrò nell'area d'influenza della musica popolare e iniziò a essere riconosciuto dall’industria discografica come prodotto musicale di grande interesse commerciale.Un momento di svolta per il blues fu determinato dal suo spostamento verso i grandi ghetti metropolitani di Atlanta, Memphis, St Louis e, in particolar modo, di Chicago, dove si sviluppò un altro importante stile esecutivo: il Chicago blues, caratterizzato da profonde evoluzioni in senso modernista, come l'elettrificazione degli strumenti e l’allargamento delle compagini esecutive. Fecero allora la loro apparizione strumenti non ancora frequentati dai neri come la chitarra elettrica, il basso elettrico (che entrò nella pianta organica di ogni gruppo blues), la batteria (capace di esaltare il forte impatto ritmico del blues), il pianoforte e l’organo (che determinarono la maggiore organizzazione armonica del nuovo stile blues) e, infine, anche alcuni fiati come il sax, il cui uso venne trasmesso dal contiguo jazz.Il cambiamento di ambiente provocò progressivamente la trasformazione dell’originario carattere folk del blues: ciò avvenne non solo per quel che riguarda l’evoluzione della struttura delle composizioni, ma anche in conseguenza delle modalità della loro fruizione. Il blues divenne infatti ben presto un genere destinato agli avventori dei numerosi locali cittadini, entrando progressivamente in un mercato musicale che seguiva la legge della domanda e dell’offerta. Il blues urbano, più duro rispetto alla sua forma originaria, incominciò a svilupparsi negli anni Quaranta per merito di carismatiche figure come Muddy Waters, capace di esaltare il proprio stile esecutivo sporco e ruvido fino a farne un modello per numerosissimi chitarristi rock delle generazioni successive. Una larga schiera di musicisti fece parte della corrente nata a Chicago: basti ricordare il compositore e bassista Willie Dixon, i chitarristi Elmore James e Luther Allison, gli armonicisti Sonny Boy Williamson, Howlin’ Wolf e Little Walter, il cantante Koko Taylor.

Fonte imprescindibile per il jazz, il blues continuò a svilupparsi in maniera autonoma rispetto a quest’ultimo. Tuttavia nel loro lungo percorso i due stili si sovrapposero, talvolta in maniera indistinguibile, alimentandosi e influenzandosi vicendevolmente. Il blues ebbe un ruolo non secondario nel primo jazz di New Orleans, improntato sia al ragtime e alla musica delle marching bands, ma anche alle armonie desunte dai modelli blues, che vennero portati a evoluzione per essere adattati ai grossi organici. Alcuni jazzisti, come il trombettista Buddy Bolden, si cimentarono con successo nello stile musicale blues più arcaico.Negli anni Quaranta, cantanti blues di grande carisma come T-Bone Walker e Louis Jordan si esibivano con grandi orchestre jazz o con gruppi formati da chitarra elettrica, basso acustico, batteria e sassofoni, strumenti che, come abbiamo visto, fecero la loro prima apparizione negli organici blues. Il grande travaso stilistico avvenne però con lo sviluppo di uno stile più commerciale di blues, caratterizzato da una minor asprezza e da una ritmica più fruibile: il rhythm and blues (R&B), genere che incontrò i gusti del pubblico bianco, trasformando la musica nera in un genere di consumo universale, a costo di pesanti interventi di edulcorazione.Attraverso personalità come i chitarristi Chuck Berry e Bo Diddley, negli anni Cinquanta molti stilemi tipici del blues di Chicago vennero travasati nel rock 'n' roll, nuova musica giovanile che si impose per merito di artisti bianchi, debitori di enormi fortune a generazioni di cantanti blues afroamericani. Altri musicisti come B.B. King e Ray Charles fecero riferimento alla cosiddetta "musica del diavolo" per poi muoversi in altre direzioni (soul, R&B), contribuendo alla fusione di condotte e comportamenti tipici del blues in altri generi musicali.Oggi si possono individuare intere famiglie di generi musicali imparentati con il blues tradizionale: il rhythm and blues, il soul, il rock 'n' roll e il successivo rock degli anni Sessanta (in Inghilterra e negli Stati Uniti si diffuse il movimento blues revival per merito di gruppi quali Rolling Stones, Allman Brothers, Cream, eccetera), il funky e, infine, il jazz degli anni Cinquanta e Sessanta che recuperò il blues come bagaglio culturale fondamentale di tutta la cultura nera afroamericana.

Il rock and roll (scritto anche rock'n'roll) è un genere di musica nato negli Stati Uniti negli anni '50 e in seguito diffusosi rapidamente in tutto il mondo. Letteralmente, "rock and roll" può essere tradotto con "ondeggia e ruota"; il rock'n'roll nacque infatti innanzitutto come "musica da ballare", con uno stile specifico di danza derivata dal boogie-woogie, ballo di origine afro-americana molto diffuso nell'immediato dopoguerra.
Dal rock'n'roll derivano una grande quantità di sottogeneri, oggi spesso indicati con l'espressione abbreviata rock. Nel periodo in cui si affermò questa dizione abbreviata furono sviluppati alcuni sottogeneri del rock'n'roll che enfativazzano gli aspetti "aggressivi" del rock'n'roll originario. In questo contesto, la parola "rock" iniziò a essere implicitamente letta anche col significato di "roccia", in espressioni come "hard rock" ("rock duro", "duro come roccia"). Quando "rock" e "rock'n'roll" non si considerano sinonimi, la seconda espressione viene generalmente intesa come indicativa della forma originaria di questo genere di musica, rappresentata dagli artisti che la svilupparono negli anni '50 e '60.
La formazione classica di una "band rock'n'roll" comprende storicamente: la voce (spesso anche con armonizzazioni vocali o cori), la chitarre elettriche e una decisa sezione ritmica (basso e batteria), In questo quartetto base si inseriscono spesso altri strumenti (pianoforte e sassofono sono molto comuni).
Se la California fu la patria d'elezione dei più famosi scrittori e poeti della Beat Generation, New York fu la città della Pop Art.New York fu per lungo tempo dominata dalla figura di Andy Warhol e della sua corte di artisti fra i quali anche molti musicisti.Lo stesso Warhol negli anni '60 aveva promosso la nascita del gruppo rock dei Velvet Underground.Dopo questa esperienza il cantante-compositore dei Velvet, Lou Reed si avvicinò al glam rock con l'aiuto dell'amico David Bowie che produsse i suoi primi album "inglesi": Lou Reed (1972), Transformer (1972) e la crepuscolare Berlin (1973).Nel 1974 con il live Rock N Roll Animal, Lou Reed riuscì nell'intento di sposare il glam con il rock dei Velvet Underground.Continuò nella stessa strada con l'album, Sally can dance, sempre del 1974; l'anno dopo Lou Reed incise uno dei dischi più controversi del rock americano degli anni '70: Metal Machine Music.Questo disco triplo per taluni è stato un grande bluff, altri invece hanno gridato al capolavoro sicuramente fu un'opera singolare nella quale il cantante abbandonò completamente il glam per tornare al rock metropolitano scardinandone però, in maniera estrema melodie e struttura, ma affiancandosi allo sperimentalismo alla ribalta della East coast di artisti come Philip Glass e Steve Reich.Un altro "protetto" di David Bowie, oltre Lou Reed, fu il cantante degli Stooges: Iggy Pop.L'Iguana, come era stato soprannominato, si differenziava da Lou Reed per una continuità di stile musicale ancora legato alla musica dura metropolitana e poco glam, anche se David Bowie lo trattò sempre come uno degli eredi della sua musica.Trovatosi al centro della rivoluzione punk, in America rappresentata, più che altro, dal gruppo dei Ramones e, in seguito raffinata da altri gruppi come ad esempio i Television di Tom Verlaine, Iggy Pop cavalcò l'onda della nuova musica e, in un certo senso, riuscì ad uscirne indenne, così come non ne fu travolta Patti Smith che si adeguò alle nuove sonorità, aggiungendole alla propria, soprattutto nei primi due album, Horses e Radio Ethiopia e nel singolo Piss Factory che è di chiara impronta punk.
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Il rock della West Coast
Il rock californiano, dopo l'apparizione dei Doors e la cantante texana, ma californiana d'elezione, Janis Joplin che si rivolgevano ambedue al rock blues sviluppatosi più che altro nell'area di Los Angeles, si rivolse tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70 all'area di San Francisco dove subì, invece, l'influenza del folk e il country preesistenti in tutta la regione dell'Ovest fino alle coste del Pacifico.Questa commistione fra i generi dette vita ad un rock chiamato semplicemente West Coast.Fra i gruppi west coast più rappresentativi ci furono i Jefferson Airplane, i Grateful Dead, i Byrds e i Buffalo Springfield.Fra questi quattro gruppi ci fu molta collaborazione spesso facevano meeting e jam session e collaborarono anche in molti album.Questi gruppi si erano anche spartiti le influenze musicali; i Jefferson Airplane erano il gruppo più psichedelico e vicino alla cultura hippie californiana.I Grateful Dead si rivolgevano, invece, ad una musica più acida, anche se ambedue i gruppi avevano lo stesso ceppo culturale che andavano dalla cultura hippie alla rivolta dell'Università di Berkeley.I Buffalo Springfield e i Byrds si erano invece rivolti alla fusione tra country e rock.L'inizio degli anni '70 vede la nascita, in California, del supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young.David Crosby aveva già militato nei Byrds, Stephen Stills, invece proveniva dai Buffalo Springfield come Neil Young mentre l'altro era: l'inglese Graham Nash.Il gruppo era inizialmente formato da Crosby, Stills & Nash ma, durante il Festival di Woodstock il trio diventa un quartetto con la presentazione sul palco del Festival del nuovo membro della formazione Neil Young.Il gruppo era anche molto ben assortito in quanto, Crosby era l'anima musicale, il suo disco da solista If I could only remember my name rivela le sue grandi capacità tecniche, ed è un esempio di partecicpazione allargata sono ospiti Graham Nash, i Jefferson Airplane, Joni Mitchell (anche lei canadese approdata in California come Young) e molti altri protagonisti della west coast.Stephen Stills rappresentava, insieme a Neil Young, il rock più duro, arrabbiato e spesso politicizzato, ne sono un esempio brani come Ohio di Young (sugli studenti morti negli scontri all'università dello stato) o anche Chicago di Stills (sugli scontri tra i pacifisti e la polizia durante il Congresso del Partito Democratico), che fanno parte di una lista molto più lunga di altri pezzi di denuncia sociale come Southern Man o Alabama sempre di Neil Young.Graham Nash, al contrario, da buon inglese, era il poeta sognante del disimpegno, le sue canzoni leziose furono molto apprezzate da Crosby insieme al quale inciderà un disco intitolato semplicemente Crosby & Nash.Neil Young, menestrello delle pianure canadesi, con la sua grande personalità sarà l'unico del gruppo a continuare in una discreta carriera da solista, con nuovi album come Harvest, dopo lo scioglimento di Crosby, Stills, Nash & Young.Un buon esempio delle diverse anime del gruppo è l'album doppio Four Way Street un live diviso in due parti distinte una elettrica l'altra acustica.Il gruppo californiano più longevo che ha attraversato tutti gli anni '70 quasi integro è stato quello dei Jefferson Airplane.I Jefferson Airplane erano un gruppo aperto ai più svariati contributi, nei loro dischi ci sono ospiti come Crosby, Stills o Jerry Garcia il chitarrista dei Grateful Dead.Fecero proprie versioni di brani come Wooden Ships e Triad di Crosby.La formazione base rimase pressochè invariata, Grace Slick la cui voce calda rimase sempre una delle caratteristiche dei Jafferson Airplane (anche quando si trasformarono in Jefferson Starship), il chitarrista-cantante Paul Kantner nonchè marito di Grace Slick, che compose la maggiorparte dei brani suonati dal gruppo, Jorma Kaukonen alla chitarra solista e Jack Casady al basso.I componenti del gruppo avevano la libertà di intraprendere anche strade proprie infatti il chitarrista Jorma Kaukonen svela nell'album solista Quah tutte le sue doti di virtuoso della chitarra.In seguito lo stesso Kaukonen, insieme al bassista Jack Casady, formarono un gruppo parallelo ai Jefferson, gli Hot Tuna che cercava di portare avanti la fusione tra west coast e country blues.






Harry S. Truman
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Harry Spencer Truman (8 maggio 1884 - 26 dicembre 1972) è stato il trentatreesimo Presidente degli Stati Uniti d'America.
Nacque l'8 maggio 1884 nel Missouri, da degli agricoltori, e fin da giovane lavorò nella fattoria paterna.
Studiò ad Indipendence, una località nei pressi della quale si era trasferita la sua famiglia, fino ai 17 anni. Avrebbe voluto continuare gli studi in un'accademia militare, ma non fu accettato per insufficienza di vista, tornò così alla fattoria.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale partì volontario, col grado di tenente. Partecipò alle operazioni di Saint Mihiel e combattè sul fronte delle Argonne diventando capitano.
Al termine del conflitto fu congedato e tornato a casa, il 26 giugno 1919 sposò un'amica d'infanzia, Bess Wallace, dalla quale ebbe una figlia, Margaret. Non volendo riprendere l'attività di contadino si unì in società con un commilitone e aprì un negozio di abbigliamento maschile a Kansas City, ma non ebbe successo, a causa anche della crisi del dopoguerra.
Un altro amico che aveva combattuto con lui lo presentò a Tom Pendergast,un potente politico locale, che gli trovò un posto come ispettore delle autostrade nella Contea di Jackson e in seguito lo fece concorrere come candidato per un posto di magistrato. Vinse il concorso, ma non sapendo nulla di giurisprudenza frequentò, sempre a Kansas City, una scuola serale.
Nel 1934 fu eletto senatore nelle fila del partito democratico. Nel 1941 con la sua fama di uomo onesto fu rieletto. A questo punto Truman era convinto di aver chiuso la sua carriera politica, ma a sorpresa i dirigenti del Partito Democratico decisero di affiancarlo come vicepresidente a Franklin Delano Roosevelt, preferendolo a Henry A. Wallace, giudicato troppo radicale, in un momento tanto critico per le sorti del mondo. Nel 1944, con il quarto mandato di Roosevelt divenne vicepresidente e salì alla massima carica alla morte di questi, il 12 aprile 1945.
Truman aveva allora 65 anni e rimase completamente scioccato nell'apprendere la notizia; in seguito scrisse "Mi sentii come se il cielo mi fosse caduto addosso". Salì al potere in un momento critico, nelle ultime fasi della Seconda guerra mondiale. La Germania era ormai quasi vinta ma rimaneva ancora aperto il conflitto nel Pacifico. E' vero che il Giappone si stava avviando verso la sconfitta, ma si riteneva che non avrebbe mai chiesto la resa e la guerra avrebbe rischiato di prolungarsi, con gravi danni per i soldati statunitensi. E Truman si trovò così ad affrontare subito il grave problema della bomba atomica. I preparativi per quest'arma, a Los Alamos, erano stati estremamente segreti e lo stesso Truman li ignorava completamente finchè non salì al potere. Spettò a lui quindi la grave decisione di sganciare la prima bomba atomica su Hiroshima, il 6 agosto 1945, e il 9 la seconda su Nagasaki.
Questa azione provocò la resa del Giappone e mise fine al secondo conflitto mondiale. Il possesso dell'arma atomica fece si che sotto la presidenza Truman iniziò la cosiddetta "Guerra Fredda" che negli anni successivi avrebbe contrapposto gli USA all'URSS.
Nel dopoguerra un'importante azione di Truman fu l'approvazione del "Piano Marshall", proposto dal suo Segretario di Stato George Marshall, che consisteva in ingenti aiuti economici per la ricostruzione dell'Europa.
Sotto la sua presidenza il clima di diffidenza con l'URSS si accentuò con una vera e propria "caccia alle streghe", ovvero alle persone sospettate di essere comuniste, che fu portata al culmine dal senatore Joseph McCarthy.
Nel 1946 diede impulso allo sviluppo delle armi nucleari approvando gli esperimenti atomici sull'atollo di Bikini nel Pacifico.
Nel 1948 Truman fu riconfermato alla presidenza e nel 1950 si trovò ad affrontare una grave crisi in Corea. Il 25 giugno 1950 l'esercito comunista della Corea del Nord invase il territorio della Corea del Sud. Si scatenò dunque la Guerra di Corea che vide gli USA in primo piano. Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si oppose all'invasione e Truman pose l'esercito americano sotto la sua egida. La guerra fu molto dura ma alla fine le truppe americane guidate dal generale MacArthur ebbero la meglio. In questo caso Truman si dimostrò molto risoluto, in quanto arrivò a sostituire MacArthur quando egli minacciò di attacare anche la Cina, rischiando così un'allargamento del conflitto.
Su iniziativa del governo Truman inoltre fu stipulata l'Alleanza Atlantica e fu quindi creata la NATO.
Scaduto il mandato, nel 1952, Truman rinunciò ad un'altra candidatura e dopo che fu eletto Dwight D. Eisenhower, compì un viaggio in Europa e in seguito si ritirò a vita privata. Pubblicò due libri di memorie e rimase molto popolare.
Morì all'età di 88 anni, il 26 dicembre 1972.

Curiosità
Truman non aveva un "middle-name", ma soltanto una iniziale fra il nome e il cognome,la "S." appunto,che di fatto non significava niente,anche se si pensò che stesse per "Spencer". Truman comunque si firmava sempre in questo modo: Harry S. Truman.







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John Fitzgerald Kennedy
John Fitzgerald Kennedy, o semplicemente Jack Kennedy o JFK (Brookline, Massachusetts 29 maggio, 1917 - Dallas, Texas, 22 novembre, 1963), è stato il 35° presidente degli Stati Uniti. Fu eletto come candidato del Partito Democratico e succedette alla guida della Casa Bianca al generale Dwight D. Eisenhower. Assunse la carica il 20 gennaio del 1961 e la mantenne fino al giorno della sua morte, avvenuta per mano assassina, nelle strade di Dallas. Subito dopo la sua morte, gli subentrò il vicepresidente in carica, Lyndon B. Johnson.Kennedy fu anche il primo e, al momento, unico Presidente degli Stati Uniti di religione cattolica.
Fu anche il primo presidente USA ad essere nato nel XX secolo ed il più giovane a morire ricoprendo la carica.La sua uccisione - avvenuta in circostanze che non sono state mai del tutto chiarite - accadde mentre percorreva su un'auto scoperta, assieme alla moglie - la first lady Jacqueline - le strade di Dallas (Texas).Tutto il mondo ne pianse la prematura scomparsa.
Per la sua energia, il suo carisma, il suo stile e la sua capacità di governo negli anni della guerra fredda, nonché per le circostanze della sua morte, Kennedy rimane uno dei presidenti statunitensi più amati ed una icona del ventesimo secolo.
L'infanzia e l'educazione
Kennedy è nato a Brookline, nel Massachusetts, da Joseph P. Kennedy e Rose Fitzgerald. Da ragazzo John, soprannominato da tutti "Jack" frequentò la "Dexter School" e in seguito al trasferimento della famiglia Kennedy da Boston a New York, seguì il trasferimento alla "Canterbory School" di New Milford, una scuola gestita da sacerdoti cattolici. Lì, John Kennedy ebbe una breve esperienza di scoutismo.Poi un ulteriore trasferimento al Choate Rosemary Hall, un collegio di Wallingford, nel Connecticut. Nell'autunno del 1935 si iscrisse all'università di Princeton ma fu costretto a lasciarla durante le vacanze di Natale, dopo aver contratto l'itterizia. L'autunno successivo iniziò a frequentare l'università di Harvard. Durante gli anni universitari, Kennedy visitò l'Europa due volte, recandosi nel Regno Unito, dove il padre esercitava la carica di ambasciatore. Nel 1938 Kennedy scrisse la sua tesi sul ruolo britannico nel patto di Monaco. Si laureò con lode nel giugno del 1940. Nel 1937 iniziò una cura a base di steroidi per controllare la colite; nel 1938 era affetto da osteoporosi della spina dorsale inferiore [1].


Servizio militare
Nella primavera del 1941, Kennedy si arruola volontario nell'esercito, ma viene riformato, principalmente per via della sua spina dorsale. Tuttavia, con l'aiuto degli agganci del padre, la marina degli Stati Uniti lo accetta nel settembre dello stesso anno. Partecipa a diverse missioni nel teatro del Pacifico e consegue il grado di luogotenente in comando ad un cacciatorpediniere.
Il 2 agosto, 1943, la nave di Kennedy, la PT-109, fu colpita dai giapponesi ad ovest di New Georgia (vicino alle Isole Salomone). Kennedy fu scagliato attraverso il ponte riportando danni alla già malandata schiena. Riuscì tuttavia a trascinare con sé per tre miglia nell'oceano un uomo ferito, giungendo su un'isola dove il suo equipaggio trovò soccorso.
Le altre decorazioni della Seconda Guerra Mondiale di Kennedy includono la Purple Heart, l'Asiatic-Pacific Campaign Medal, e la World War II Victory Medal. Venne congedato con onore all'inizio del 1945, solo qualche mese prima della resa giapponese.
Nel Maggio 2002 una spedizione National Geographic trova ciò che si crede essere il relitto del PT-109 al largo delle Isole Salomone .

Gli inizi della carriera politica
Dopo la seconda guerra mondiale fece il suo ingresso in politica, in parte anche per compensare il vuoto lasciato dal popolare fratello Joseph Jr., su cui la famiglia Kennedy puntò molte delle sue speranze, ma che venne ucciso in guerra. Nel 1946 il deputato James M. Curley lasciò il suo seggio, corrispondente ad un distretto elettorale a grande maggioranza democratica, per diventare sindaco di Boston; Kennedy corse per quel seggio e batté il rivale repubblicano con un ampio margine. Fu rieletto due volte, con risultati spesso contrastanti rispetto a quelli del presidente Harry S. Truman e del resto del Partito Democratico.
Nel 1952 Kennedy si candidò per il Senato con lo slogan "Kennedy farà di più per il Massachusetts". Con una vittoria a sorpresa, sconfisse il favorito candidato Repubblicano Henry Cabot Lodge, Jr. con un margine di soli 70.000 voti. Kennedy si oppose all'aggressiva campagna del senatore Joseph McCarthy per epurare le sospette spie sovietiche e comuniste infiltrate nel governo statunitense. McCarty era un amico del padre di Kennedy ed il suo fratello più giovane, Robert, aveva lavorato per un breve tempo per McCarty. Benché Kennedy fosse malato e non poté votare, il senato censurò McCarty con 65 voti contro 22.
Kennedy sposò Jacqueline Bouvier il 12 settembre 1953. Nei due anni successivi subì diverse operazioni alla spina dorsale e fu spesso assente dal senato. Durante questo periodo pubblicò il libro Profiles in Courage, in cui venivano raccontati otto casi in cui senatori statunitensi rischiarono le loro carriere pur di non rinnegare i loro ideali personali. Il libro vinse il premio Pulitzer del 1957 per le biografie.
Nel 1956 Kennedy propose la sua nomination per candidarsi alla vice-presidenza per il Partito Democratico, ma il partito gli preferì il delegato del Tennessee Estes Kefauver. Tuttavia gli sforzi di Kennedy fecero crescere la reputazione del giovane senatore nel partito.

Elezioni presidenziali del 1960


Il discorso d'inaugurazione di Kennedy
Nel 1960 Kennedy dichiarò il suo intento di correre per la presidenza degli Stati Uniti. Nelle elezioni primarie del Partito Democratico si contrappose al senatore Hubert H. Humphrey del Minnesota, al senatore Lyndon B. Johnson del Texas e ad Adlai Stevenson II, candidato democratico nel 1952 e nel 1956, che pur non correndo ufficialmente era uno dei favoriti. Kennedy vinse le elezioni primarie in stati chiave come il Wisconsin e la West Virginia e giunse alla Convention Democratica nel 1960.
Il 13 luglio, 1960 il partito Democratico nominò Kennedy candidato alla presidenza. Kennedy chiese a Lyndon Johnson di essere il suo candidato alla vice presidenza, nonstante gli scontri tra i due durante le elezioni primarie. Johnson accettò, stupendo lo staff di Kennedy.
In settembre e in ottobre, Kennedy si confrontò con il candidato Repubblicano alla presidenza Richard Nixon nel primo dibattito presidenziale mai trasmesso in televisione. Durante il dibattito, Nixon apparve teso e mal rasato, mentre Kennedy era composto e di bella presenza, portando molti a considerare Kennedy il vincitore del confronto, nonostante gli storici considerino i due sostanzialmente alla pari in termini di oratoria. Il dibattito televisivo è considerato un punto di svolta nella politica: il punto in cui il medium televisione inizia ad avere un ruolo decisivo in politica ed il modo di presentarsi davanti alle telecamere diventa di capitale importanza per un candidato alle elezioni presidenziali.
Nelle elezioni generali dell'8 novembre 1960, Kennedy batté Nixon in una competizione molto serrata. All'età di 43 anni divenne il più giovane presidente eletto (Theodore Roosevelt fu più giovane, ma divenne presidente subentrando a William McKinley quando questi fu assassinato) ed il primo presidente cattolico.

La presidenza
John F. Kennedy prestò giuramento come 35° presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 1961. Nel suo discorso inaugurale parlò del bisogno di tutti gli americani di essere cittadini attivi. Disse: « Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese ». Chiese anche alle nazioni del mondo di unirsi nella lotta contro ciò che chiamò "i comuni nemici dell'umanità... la tirannia, la povertà, le malattie e la guerra".

Politica estera

Kennedy e Eisenhower
Il 17 aprile 1961, l'amministrazione Kennedy implementò una versione modificata del piano di Dwight D. Eisenhower, (predecessore di Kennedy) per deporre Fidel Castro, leader socialista di Cuba. Con il supporto della CIA, in quella che fu poi definitiva Invasione della Baia dei porci, 1500 cubani esiliati poterono ritornare sull'isola per deporre Castro, ma l'amministrazione Kennedy sovrastimò la resistenza anti-castrista e gli esiliati non furono in grado di trascinare il popolo cubano come previsto.
Dal 19 aprile, il governo di Fidel Castro, che guidò personalmente le operazioni, respinse l'attacco degli esiliati, uccise o catturò molti degli esiliati e Kennedy fu costretto a negoziare per il rilascio di 1189 di loro. Dopo 20 mesi, Cuba rilasciò gli esiliati in cambio di 53 milioni di dollari in cibo e medicine. L'incidente fu di grande imbarazzo per Kennedy, ma lui se ne assunse l'intera responsabilità.
Il 13 agosto 1961, il regime sovietico al controllo della Germania dell'est eresse un muro che divideva Berlino est dal settore ovest della città per fermare l'esodo delle persone in fuga dalla collettivizzazione forzata. Benché questa azione fosse in spregio agli accordi siglati dalle "quattro potenze", Kennedy non intraprese alcuna azione per fermarla e fece molto poco per impedire che il muro raggiungesse una lunghezza di 155 chilometri.
Questi eventi portarono alla crisi dei missili di Cuba, che iniziò il 14 ottobre 1962, quando gli aerei-spia U-2 americani fotografarono un sito cubano dove era in costruzione una base missilistica sovietica. Kennedy si trovò di fronte un pesante dilemma: se gli Stati Uniti avessero attaccato il sito, avrebbero dato inizio ad una guerra nucleare con l'Unione Sovietica. Se non avessero fatto nulla, avrebbero avuto una permanente minaccia nucleare nella propria regione, in una vicinanza tale da rendere quasi impossibile un contrattacco qualora i nemici avessero attaccato per primi. E ancora, la paura che gli Stati Uniti apparissero deboli agli occhi del mondo.


Kennedy e Khruščёv
Molti ufficiali militari e ministri del governo fecero pressione per un attacco aereo, ma Kennedy ordinò un blocco navale ed avviò negoziati con i russi. Una settimana dopo raggiunse un accordo con il Segretario Generale Nikita Khruščёv. Khrushchev si accordò segretamente a ritirare i missili in cambio dell'impegno degli Stati Uniti a non invadere Cuba e a ritirare i propri missili nucleari dalla Turchia.
A seguito di questo incidente, che portò il mondo più vicino ad un conflitto nucleare di quanto fosse mai stato prima, Kennedy divenne più cauto nel confrontarsi col totalitarismo sovietico. Il 26 giugno 1963 visitò Berlino Ovest e tenne un pubblico discorso di critica contro la costruzione del muro. Il discorso è famoso per la sua famosa frase, pronunciata in tedesco, "Ich bin ein Berliner", che fu salutata dai berlinesi con una grande ovazione.
Kennedy cercò di contenere il diffondersi del comunismo. Percepì la minaccia che cresceva contro il governo del Vietnam del Sud ed inviò prima dei consiglieri militari e poi delle truppe nell'area, dando inizio alla guerra del Vietnam. Come mostrato dalla documentazione storica Kennedy si oppose strenuamente ad ogni soluzione alternativa alla vittoria nello scenario vietnamita, linea che seguì anche Jonhson fino all'escalation finale. Successivamente gli esponenti del Partito Democratico si operano in ogni modo per preservare l'immagine di Kennedy indenne dalle disastrose conseguenze del sud-est asiatico che lui stesso aveva pianificato.
Politica interna
Uno dei problemi interni agli Stati Uniti più pressanti durante l'era Kennedy fu la turbolenta fine della discriminazione razziale. La Corte Suprema statunitense si era pronunciata nel 1954 contro la segregazione razziale nelle scuole pubbliche, vietandola, tuttavia c'erano molte scuole, soprattutto negli stati meridionali, che non rispettavano questa decisione. Rimanevano inoltre in vigore le pratiche di segregazione razziale sugli autobus, nei ristoranti, nei cinema e negli altri spazi pubblici.
Migliaia di statunitensi di tutte le razze ed estrazioni sociali si unirono per protestare contro questa discriminazione. Kennedy sostenne l'integrazione razziale ed i diritti civili, chiamò inoltre a sé durante la campagna elettorale del 1960 la moglie dell'imprigionato reverendo Martin Luther King Jr., guadagnadosi il consenso della popolazione nera alla sua candidatura. Tuttavia, da presidente, temette che il grassroots movement avrebbe potuto irritare troppo i bianchi del sud ed inizialmente tese ad ostacolare il passaggio delle leggi sui diritti civili attraverso il Congresso, dominato da Democratici meridionali, allontandandosi dalle posizioni del movimento. Il risultato fu quello di venire accusato da molti leader dei movimenti per i diritti civili di non dar loro il sostegno promesso, qualcuno lo accusò di aver strumentalizzato i movimenti per i diritti civili in chiave meramente elettorale. Il 4 giugno 1963, il presidente JFK firmò l'ordine esecutivo numero 11110 che ridava al governo USA il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve, che è una banca privata.

Supporto al programma spaziale
Kennedy voleva intensamente che fossero gli Stati Uniti a guidare l'esplorazione dello spazio. L'Unione Sovietica era più avanti degli Stati Uniti nella conoscenza dei viaggi spaziali e Kennedy era convinto che gli Stati Uniti avrebbero potuto colmare il divario. Disse che "nessuna nazione che aspiri ad essere alla guida della altre può attendersi di rimanere indietro nella corsa per lo spazio". Kennedy chiese al Congresso di finanziare il Programma Apollo per oltre 22 miliardi di dollari, con lo scopo di portare un uomo statunitense sulla Luna entro la fine della decade. "Abbiamo scelto di andare sulla Luna e di fare altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili", disse Kennedy. Sei anni dopo la sua morte questo obiettivo fu infine raggiunto.


L'assassinio e gli sviluppi successivi
Il presidente Kennedy fu assassinato a Dallas, in Texas, il 22 novembre 1963 alle 12:30, ora locale, mentre era in visita ufficiale alla città. Fu un evento straordinario e devastante per la vita di molti americani.
Nel novembre del 2002 venne tolto il segreto alle cartelle cliniche di Kennedy, rivelando che i suoi problemi fisici erano più seri di quanto si pensasse in precedenza. Olte a soffrire un dolore costante per la frattura di alcune vertebre, soffriva di disturbi digestivi della malattia di Addison. Kennedy veniva sottoposto ad iniezioni di procaina prima di ogni evento pubblico per poter apparire in salute. La spina dorsale di Kennedy era affetta da un'osteoporosi aggravata dalle iniezioni di corticosteroidi; questo lo constringeva ad usare un busto per alleviare il peso del corpo sulle vertebre inferiori. È stato ipotizzato che lo indossasse anche il giorno in cui venne ucciso - dopo essere stato colpito una prima volta il suo corpo avrebbe dovuto scivolare in una posizione in cui l'automobile gli avrebbe offerto una maggiore protezione, ma il busto mantenne il suo corpo in posizione eretta dando all'assassino il tempo di sparare il colpo fatale alla testa.
Il ritratto di Kennedy compare sulle monete da mezzo dollaro statunitense.
Il 14 marzo 1967 il suo corpo è stato portato al cimitero nazionale di Arlington.
Kennedy è il presidente che ha vissuto meno a lungo di tutti. 46 anni e 177 giorni



38º Gerald Rudolph Ford: 1974-1977 - Repubblicano
Gerald Rudolph Ford, Jr. (nato il 14 luglio 1913 ad Omaha, Nebraska, USA col nome di Leslie Lynch King, Jr., cambiato dopo l'adozione) è stato il 38esimo presidente degli Stati Uniti d'America. È stato l'unico presidente a non essere eletto: nominato vicepresidente dopo le dimissioni di Spiro Agnew, diventò presidente il 9 agosto1974 quando Richard Nixon dovette dimettersi a causa dello scandalo Watergate. Circa un mese dopo la sua entrata in carica, concesse il Perdono presidenziale a Nixon: utilizzando un potere previsto dalla costituzione degli Stati Uniti d'America, cancellò ogni addebito penale per quanto l'ex presidente poteva aver commesso di illegale. Fu un provvedimento molto discusso, tanto che Ford è ricordato negli Stati Uniti d'America come "The man who pardoned Nixon", l'uomo che graziò Nixon. Fu presidente dal 1974 al 1977, e scelse quale vicepresidente Nelson Aldrich Rockefeller. Alle elezioni presidenziali del 2 novembre 1976, in cui ebbe come candidato vicepresidente Bob Dole, fu battuto da Jimmy Carter.
le conseguenze del WatergateNixon viene politicamente distrutto, ma non il partito repubblicano. Gerald Ford, repubblicano moderato, diviene presidente senza elezione perchè succede alle dimissioni di Nixon in qualità di vicepresidente. Sarà però la destra repubblicana a formulare gran parte del programma di governo, soprattutto in materia di politica estera. Ford “perdona” Nixon sottraendolo al giudice ordinario


39º James Earl Carter: 1977-1981 - Democratico
James Earl Carter, meglio noto come Jimmy Carter (1 ottobre 1924- vivente) è il 39° presidente degli Stati Uniti, che governò dal gennaio 1977 al gennaio 1981.
In precedenza era produttore di arachidi ([[1]]) e fu membro della Commissione Trilaterale.
Governatore della Georgia dal 1970, nel 1976 ottenne la nomination democratica e nelle successive elezioni sconfisse il repubblicano Gerald Ford (il vicepresidente di Richard Nixon, che gli era subentrato dopo che lo scandalo Watergate lo aveva costretto a dimettersi).
L'elezione di CarterL'elezione di Jimmy Carter è il risultato di un'intelligente interpretazione della situazione politica e degli umori prevalenti del paese. Il suo slogan «non mentirò mai al popolo americano» e la promessa di un governo «onesto come il popolo americano» vengono incontro alle attese di moralizzazione diffuse dopo lo scandalo del Watergate. La sua immagine di uomo nuovo e sconosciuto alla politica («Jimmy who?») gli dà un forte vantaggio rispetto al candidato repubblicano, il presidente in carica Gerald Ford, privo di carisma e accusato di aver favorito Nixon con un perdono che ha suscitato un forti reazioni negative nel paese.
La presidenza Carter fu segnata da numerosi insuccessi, fra cui il più importante fu probabilmente la rivoluzione iraniana del 1979 e la successiva cattura di 52 ostaggi statunitensi nell'ambasciata di Teheran.
Nonostante avesse ottenuto anche alcuni importanti successi (fra cui nel 1979 la firma degli accordi di pace di Camp David fra Egitto ed Israele), la crisi degli ostaggi, unita alla recessione economica attraversata dagli Stati Uniti in quegli anni, minò gravemente la sua popolarità, tanto che dovette lottare aspramente per ottenere la seconda nomination democratica (fatto alquanto raro per un presidente in carica). Dopo aver sconfitto di misura Ted Kennedy alla convention del partito democratico, fu poi largamente superato dal repubblicano Ronald Reagan nelle elezioni del novembre 1980.
Da Carter a ReaganJimmy Carter non è un liberal, anzi per i liberal il suo governo sarà il più conservatore di un presidente democratico, con un programma che mira al pareggio di bilancio e al ridimensionamento della burocrazia. La debolezza della sua azione di governo gli preclude un secondo mandato, riducendo la sua presidenza a una mera parentesi tra due fasi di governo repubblicano, a conferma che la spinta a destra dell'elettorato continua. L'umiliazione degli ostaggi americani trattenuti dal governo di Teheran, che solleva un'ondata di emozioni in tutta l'America, dà a Carter il colpo di grazia. A suo merito rimangono gli accordi di Camp David tra Egitto e Israele (sep78) che gli valgono il premio Nobel, ma non la rielezione.
Dopo la sua presidenza, Carter ha costituito una fondazione attraverso la quale ha messo a frutto il suo prestigio, partecipando attivamente a campagne per i diritti umani e per la promozione della democrazia e fungendo da mediatore in diversi conflitti. Per quest'opera nel 2002 è stato insignito del Premio Nobel per la pace.

40º Ronald Wilson Reagan: 1981-1984; 1984-1989 - Repubblicano
Ronald Wilson Reagan (11 febbraio 1911 - 5 giugno 2004), 40° presidente degli Stati Uniti d'America (dal gennaio 1981 al gennaio 1989) e 33° governatore della California.
Prima di entrare in politica fu un attore cinematografico. Visse più a lungo di ogni altro presidente degli USA (93 anni e 119 giorni) e fu il più vecchio ad essere eletto (69 anni e 349 giorni).
Punti centrali della sua politica furono l'applicazione di strategie economiche fortemente liberiste e la sfida tecnologica all'Unione Sovietica (Strategic Defense Initiative, spesso chiamata col termine dispregiativo di Guerre Stellari, in riferimento alla celebre saga cinematografica di fantascienza): due opzioni che a detta di molti contribuirono, in ultima analisi, al disfacimento del sistema comunista sovietico.
Completamente estraneo al mondo politico statunitense per i suoi primi cinquant'anni di vita, Reagan divenne un presidente amato ed energico, che segnò in modo indossolubile l'America degli anni '80, anche in campo economico ("Reaganomics").
Rivoluzionò le strategie di marketing politico, proponendosi come uomo nuovo, cittadino tra i cittadini, vicino alla gente. Grandissimo comunicatore, in pochi secondi di diretta tv, con una sola celebre battuta, schiacciò l'abile avversario democratico Walter Mondale e riuscì a farsi rieleggere (1984).
Fu un acceso conservatore, e non smise mai di scagliarsi contro l'Unione Sovietica, che definiva "L'impero del male". Con Margareth Thatcher è sicuramente il più grande politico conservatore degli Anni '80.
Età giovanile
Reagan è nato a Tampico nell'Illinois, secondogenito di John (Jack) Reagan e Nellie Wilson. Suo bisnonno era immigrato da Ballyporeen, Contea di Tipperary, in Irlanda negli anni '60 dell'Ottocento
Nel 1920, dopo essersi spostata ripetutamente per anni, la famiglia Reagan si stabilisce nella città di Dixon, in Illinois. All'età di 10 anni, nel 1921, Ronald viene battezzato nella chiesa, frequentata dalla madre, dei discepoli di Cristo di Dixon, e nel 1924 inizia a frequentare sempre a Dixon la Northside High School.
Nel 1928, Reagan entra all'Eureka College a Eureka nell'Illinois, diplomandosi in economia e sociologia e laureandosi nel 1932 con ottimi voti. Contemporaneamente sviluppa una notevole capacità di raccontare storie e di recitare. Diventa radiocronista delle partite dei Chicago Cubs, facendo leva sulla sua capacità di raccontare e sulla fantasia per descrivere le azioni delle partite.
Hollywood
Nel 1937, mentre era in California come cronista radiofonico per seguire l'allenamento primaverile dei Chicago Cubs, Reagan fece un provino che lo portò a firmare un contratto di sette anni con la Warner Bros.
La sua voce chiara e il fisico atletico lo resero popolare per una parte del pubblico; la maggior parte dei suoi ruoli cinematografici lo vedevano come il protagonista di film di serie B.
Il suo primo ruolo importante fu quello di protagonista nel film del 1937 Love is on the Air. Per la fine del 1939 era apparso in 19 film.
Da uomo del sindacato a Governatore della California
Dopo aver avuto un ruolo importante nel sindacato degli attori, Reagan inizia ad avere i suoi primi contatti con la politica intorno alla metà degli anni Cinquanta. In quegli anni le sue simpatie sono più per i democratici, ma egli decide di fare della politica la propria attività principale nel 1964, quando prende parte alla compagna presidenziale repubblicana a sostegno della candidatura del repubblicano Barry Goldwater.
Egli diventa una figura di livello nazionale due anni dopo, nel 1966, quando è candidato alla carica di Governatore della California. La vittoria che Reagan ottiene è tanto schiacciante quanto sorprendente, specie se si condidera l'attitude tradizionalmente democratica del maggiore stato degli Usa. Nel 1970 viene rieletto con ampia maggioranza, diventando in tal modo l'astro nascente del Partito Repubblicano Statunitense, al cui interno inizia la sua scalata politica.
Già nel 1968 tentò di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti tramite le elezioni primarie, ma venne sconfitto in maniera netta. Ci riprovò nel 1976, ma nella convention repubblicana arrivò secondo dietro Gerald Ford che, comunque, non lo scelse come vice-presidente preferendogli il più giovane Bob Dole.
La presidenza

Nel 1980 tuttavia vinse le primarie e sfidò il candidato democratico (nonchè presidente uscente) Jimmy Carter.
La “Reaganomics”La Reaganomics, un programma che sembra sfidare i principi dell'economia, diventa la dottrina ufficiale dell'amministrazione Regan. La proposta è di azzerare il deficit riducendo le spese sociali, aumentando quelle militari e tagliando le tasse. La riduzione delle tasse dovrebbe rilanciare la domanda e gli investimenti generando attività economiche in misura tale da accrescere le entrate fiscali e far quadrare i conti fino alla riduzione del deficit. La Reaganomics parte con una riduzione delle tasse del 5% nell'81, e del 10% nell'82 e '83 per un totale del 25% in tre anni. Vengono ridotte le spese per la ricerca, i sussidi allo studio, viene ridimensionato il programma dei sussidi a vantaggio delle categorie a più basso reddito e i conferimenti federali agli Stati. Ma nel complesso si tratta di tagli marginali che incidono poco sul totale della spesa pubblica.
La “Reaganomics” fallisce ma arriva il boomLo scenario rosa si tinge presto di grigio. Nessuna delle previsioni preannunciate si verifica. Gli sgravi fiscali non producono alcuna ripresa economica e non generano alcuna compensazione nelle entrate dello Stato. Il deficit della spesa pubblica si avvia la raddoppio. Tutti gli indici confermano l'esistenza di una vera e propria recessione e cala anche la domanda interna. Ma tra la fine dell'82 e l'inizio dell'83 improvvisamente la congiuntura si inverte. Le elezioni presidenziali del dell'84 coincidono con il punto più alto della ripresa, ma Reagan promette altri quattro anni di espansione e conduce la campagna elettorale per la rielezione all'insegna dello slogan «Non avete ancora visto nulla». La congiuntura favorevole durerà in effetti fino all'86. Grazie all'ottimismo reaganiano e all'abile sfruttamento della popolarità del presidente, la gente vedrà soltanto i fatti positivi e si rifiuterà di valutare in tutto il loro peso quelli negativi, soprattutto l'enorme deficit interno e quello altrettanto pesante con l'estero.
La società reaganianaNegli anni di Reagan la divaricazione tra gli alti e i bassi redditi si accentua e l'indice di povertà torna sui livelli del 1965, 15-20% della popolazione. Il numero di lavoratori temporanei e occasionali si raddoppia. Con i salari diminuiscono anche l'assistenza e le provvidenze sociali. Sono situazioni che rimangono nascoste nelle pieghe delle medie statistiche, ma con effetti avvertibili solo nel lungo periodo di cui la politica di Reagan non sembra preoccuparsi. Essa mira a creare le premesse per successi rapidi, incoraggia la tendenza ad approfittare dell'occasione favorevole e a impostare iniziative che assicurino profitti immediati secondo una filosofia che manca di progettualità, vive e si consuma nel presente e attende vantaggi rapidamente fruibili. Inevitabilmente questo clima incoraggerà la speculazione, diffonderà la febbre dell'arricchimento rapido e non mancherà di influire negativamente sul costume e sull'etica della classe manageriale e finanziaria dedita ad una finanza creativa che più che nuova ricchezza creerà nuovi ricchi.
La politica esteraIl mito attribuisce a Reagan il merito di aver dato un contributo decisivo al crollo dell'impero sovietico. Il riarmo americano avrebbe rivelato in modo clamoroso le insufficienze dell'apparato industriale americano, causando la crisi e la disintegrazione dell'impero e del regime. In realtà, l'aumento della spesa militare americana, pur imponente, non era tale da alterare decisamente l'equilibrio tra le superpotenze. Lo scudo spaziale era di così improbabile attuazione, come il suo sostanziale abbandono doveva confermare, che è irrealistico pensare che esso abbia avuto una decisiva influenza nella svolta epocale decisa da Gorbacev. Le ragioni del crollo sovietico sono da imputare soprattutto da cause interne, all'inadeguatezza del sistema economico che era ormai incapace di assicurare al popolo sovietico un tenore di vita accettabile nel momento in cui i processi di globalizzazione stavano proponendo nuovi modelli di crescita economica e di consumo. È in questi anni che nasce la certezza dell'America di poter agire sul piano internazionale contando esclusivamente sulle proprie forze, visto lo scarso contributo che può venire dai partner europei. Quando il sistema sovietico si disintegra, l'America rimasta sola e unica superpotenza, vede accentuarsi questa sua visione unilaterale dei rapporti internazionali.


41º George Herbert Walker Bush: 1989-1993 - Repubblicano
George Herbert Walker Bush, noto anche come George Bush senior, per distinguerlo dal figlio George W. Bush, attuale presidente degli Stati Uniti, è stato il 41esimo presidente degli USA.
Nato il 12 giugno 1924 da una delle più influenti famiglie dell'artistocrazia finanziaria dell'Est, studiò alla Philips Academy di Andover, nel Massachusetts, e partecipò alla seconda guerra mondiale come ufficiale di marina, ottenendo una decorazione. Nel 1945 sposò Barbara Pierce, e si laureò in economia all'università di Yale.
In seguito si trasferì a Houston, nel Texas, dove fondò una società petrolifera, la Bush-Overby Development Co. che lo rese milionario. Cominciò in seguito la carriera politica e fu eletto alla Camera dei Rappresentanti nel 1966. Fu direttore della C.I.A. dal 30 gennaio 1976 al 20 gennaio 1977. Dopo essere stato vicepresidente di Ronald Reagan, fu eletto presidente nel 1988. L'evento più importante del suo mandato e stato indubbiamente la Guerra del Golfo, che, fortemente voluta dall'amministrazione Bush, iniziò il 27 febbraio 1991.
Un moderato di destraLa propaganda elettorale di Bush riesce a rappresentare l'antagonista Dukakis come il classico liberal anni '60, fautore di un alto livello di spesa pubblica e di pressione fiscale, contrario alla pena di morte, sostenitore del controllo delle armi e favorevole all'aborto. Ma l'abilità di Bush e del suo campaign manager, Lee Atwater, non sarebbero stati sufficienti a decretare la vittoria se non fosse che i “valori” della destra - lotta al crimine, patriottismo, religiosità, ma anche bassa pressione fiscale e bassa spesa pubblica - sono ormai penetrati in profondità nella cultura politica e nello spirito degli americani. Ma Bush, che ha così abilmente interpretato i sentimenti dell'elettorato, cade quattro anni dopo proprio per aver trascurato le reazioni del pubblico a una sua mancata promessa. Bush è costretto dall'incalzare della crisi economica, i cui presupposti sono proprio nel crescente deficit creato dalla politica reaganiana, ad aumentare le tasse dopo aver preso l'impegno di non farlo.
I successi di politica esteraLa presidenza di Bush si identifica soprattutto con due successi di politica estera. Il più noto è quello della guerra del Golfo con Saddam Hussein dopo l'aggressione irachena del Kuwait. Più importanti anche se meno moti, i risultati della politica americana nei confronti di una Russia in fase di transizione tra il passato comunista e un futuro ancora incerto, ma orientato verso la democrazia e l'inserimento nel mondo occidentale. L'America di Bush si adopererà per assecondare la politica riformatrice di Gorbacev e creare un nuovo rapporto tra Washington e Mosca, che, pur tenendo conto dei nuovi equilibri prodotti dal crollo dell'impero sovietico, evita di umiliare la nazione russa e ne prepara l'ingresso nella famiglia delle nazioni occidentali.
George Bush si ripresentò alle elezioni del 1992 ma fu nettamente sconfitto dal Bill Clinton. Attualmente l'anziano ex-presidente ha fatto numerose apparizioni pubbliche, anche in Italia.


42º William Jefferson Clinton: 1993-1997; 1997-2001 - Democratico
William Jefferson Clinton, detto Bill, è stato il 42esimo presidente degli Stati Uniti d'America.
Nato il 19 agosto 1946 a Hope (Arkansas), il suo nome originario era William Jefferson Blythe IV (Clinton è infatti il nome del secondo marito di sua madre). Si laureò in diritto presso l'Università di Yale nel 1973 e entrò in politica col Partito democratico. Sposò Hillary Rodham nel 1975 e da lei ebbe una figlia, Chelsea, nel 1980.
Dopo una sconfitta alle elezioni del Congresso degli Stati Uniti nel 1974, fu eletto Procuratore generale dell'Arkansas nel 1976, poi governatore dello stesso stato nel 1978 e 1986.
Fu eletto presidente nel novembre 1992, battendo il repubblicano George H. W. Bush al quale successe. Il suo mandato interrompeva una lunga serie di governi repubblicani. Tra i primi impegni ci furono dei provvedimenti che agevolavano il pagamento delle spese mediche per gli impiegati.
Un moderno MachiavelliClinton deve la sua elezione alla propria determinazione, alla fortuna e all'aiuto della moglie Hillary, intelligente consigliera e brillante avvocato. Clinton non è il favourite sons del proprio partito. Si autocandida in un momento in cui i maggiori esponenti democratici hanno scelto di rinunciare alla lotta per la presunta invincibilità di Bush, il cui livello di consensi appariva altissimo dopo la vittoria nella guerra del Golfo. A vantaggio di Clinton, oltre alla divisione del fronte conservatore, per la discesa in campo di Ross Perot, è la crisi economica, su cui Clinton imposta tutta la sua campagna, che si fa sentire non solo tra i ceti a più basso reddito ma anche a livello di quella classe media il cui voto è decisivo per ogni elezione. Dopo aver condotto la campagna elettorale su un programma che prometteva la lotta alla povertà e una riforma del welfare imperniata sulla creazione di un servizio sanitario nazionale, Clinton ripudia gran parte delle promesse già prima di assumere ufficialmente la carica. Come un moderno Machiavelli, Clinton si affretta a ridimensionare attese e speranze già all'inizio del mandato per non ingenerare attese eccessive. Nonostante i molti scheletri che la stampa denuncerà, la popolarità personale rimane quasi sempre alta nei momenti importanti del suo mandato e sarà uno dei fattori che gli assicurerà la rielezione dopo un quadriennio non molto brillante.
La rielezioneClinton, rieletto, si trova a governare un paese dove ormai la definizione di liberal è considerata un insulto dal 50% degli americani. Per garantirsi la rielezione, fa propria gran parte del programma dell'avversario politico e dà all'America ciò che l'America si aspetta. Qualsiasi tentativo di far passare un programma riformista sarebbe destinato al fallimento, come è dimostrato dal destino della progettata riforma sull'assistenza medica, che viene abbandonata perchè manca il necessario consenso del paese. A questo punto Clinton cambia politica e con grande spregiudicatezza dà vita a un'operazione trasformista a 180 gradi. Annuncia l'obiettivo di una drastica riduzione del deficit con cospicui tagli alle spese per la difesa giudicate non più necessarie dopo la fine della guerra fredda. La crescita dovuta alla New Economy e alla gigantesca bolla speculativa che l'accompagna permetterà al Tesoro americano di incassare enormi introiti e di realizzare non solo il pareggio di bilancio ma addirittura un consistente surplus già alla fine del secondo mandato di Clinton. Le due presidenze di Clinton resteranno identificate con il piu lungo boom dell'economia americana dalla fine della seconda guerra mondiale.
Negli anni successivi si interesserà di politica estera: notevole l'impegno per la risoluzione della questione irlandese, e mediorientale. Riguardo quest'ultima rimane nella storia la famosa stretta di mano tra il premier israeliano Yitzhak Rabin e il leader palestinese Yasser Arafat, avvenuta nel 1993.
La politica esteraL'unico successo di Clinton durante il primo mandato sono gli accordi tra israeliani e palestinesi, che dopo le trattative di Oslo portano ai preliminari di pace in un incontro storico tra Rabin e Arafat sul prato della Casa Bianca. La politica estera americana mira attraverso lo sviluppo del libero mercato ad allargare i confini della democrazia con l'obiettivo di trasformare e inglobare i paesi a regime autoritario. È il caso delle aperture commerciali nei confronti della Cina con l'impegno per il suo ingresso nel WTO e di un atteggiamento più conciliante con la Corea del Nord, a favore di una possibile riunificazione della penisola. La politica estera di Clinton segue insomma quella tradizionale dei governi democratici; interventismo misurato, attenzione prioritaria allo scacchiere europeo, preferenza per gli strumenti della politica e dell'economia piuttosto che per quelli della forza militare. Ma quella di Clinton apparirà alla nuova destra come una politica senza passione e senza idee, più adatta al mantenimento delle posizioni acquisite che la conquista di nuove. Una politica di rimessa e di risposta alle iniziative altrui, piuttosto che in esecuzione di iniziative proprie.
Nel 1994 il Partito democratico perse entrambe le camere del Congresso. Nello stesso anno il gruppo terroristico di Al Qaeda progettava di assassinare il presidente, ma abbandonò il progetto perché troppo difficile.
Nel 1996 Clinton fu rieletto diventando il primo democratico dopo Roosevelt a svolgere la carica per due mandati (1993-1997 e 1997-2001). Nella politica estera strinse forti rapporti col primo ministro inglese Tony Blair.
Nel 1998, il suo legame con Monica Lewinsky creò uno scandalo; nonostante fosse un fatto privato, il suo rifiuto iniziale di riconoscerlo fu utilizzato dai suoi avversari politici per la une procedura d'impeachment per aver mentito, intralcio alla giustizia e abuso di potere. Il Senato giudicò Clinton "non colpevole" rispetto ad alcuni capi d'accusa, mentre lo costrinse a delle sanzioni economiche per altri.
Terminò la presidenza nel 2001. Il suo vice-presidente Al Gore fu battuto da George W. Bush al termine di un'elezione controversa (i risultati dell'elezione avvenuta nel novembre 2000 furono proclamati solo un mese più tardi).
Negli anni successivi Clinton ha continuato ad occuparsi di politica estera.
Nel luglio 2004 ha pubblicato la propria autobiografia dal titolo "My life".