sabato, aprile 29, 2006

Vanina Vanini

Recensione di Vanina Vanini di Andrea Sozzi (scritta però dal nullafacente Pianelli)

Uno dei primi libri composti da Henri Beyle, nel 1829 ci fu la stesura che rimane a noi fino ad oggi.Più che un romanzo è una novella,con le sue 59 pagine la sua lettura è molto piacevole e repentina. La vicenda narra la storia amorosa che intraprende una giovane dell' alta aristocrazia del 1800 a Roma: Vanina Vanini. Costei si innamora follemente di un ricercato carbonaro, Pietro Mitrilli, anche lui invaghito della giovane e formosa donna. Mitrilli è confuso:non sa se combattere gli insediatori delle terre italiche oppure rimanere lì, a Roma al cospetto di Vanina Vanini. Con un compromesso egli riesce a recarsi in Romagna, sua terra d'origine, per combattere gli stranieri. In seguito ad aver ucciso due carabinieri, Mitrilli è eletto come capitano della congregazione dei carbonari romagnoli.
Vanina decide di recarsi in Romagna e intanto il maggior interesse per la patria che verso lei dissuade Mitrilli dall'andare alla riunione (detta vendita) con 19 membri della Carboneria.
Quindi tradisce il silenzio, rivelando alla polizia dove si trovava la vendita e chi ne era il fautore. In questo modo Mitrilli sarebbe stato suo ...
Per sua sfortuna Pietro si costituisce perchè crede che i suoi possano pensare che sia stato lui a tradirli. La scena qindi ritorna a Roma dove dopo una serie di eventi, Vanina riesce a liberare Mitrilli dalla condanna a morte; purtroppo per lei decide di raccontare il suo tradimento alla patria per amore.
Mitrilli risponde che lei è un mostro.