martedì, maggio 30, 2006

Decolonizzazione del Sud America

Buon divertimento...

La decolonizzazione in America Latina
Nel 1810, dopo la conquista napoleonica della Spagna, il Venezuela, la Nuova Granada, i paesi della Plata e il Messico si proclamano indipendenti. Quando però Ferdinando VII viene restaurato, il governo di Madrid riesce a riconquistare tutti i territori ribelli, a eccezione dell’Argentina. Per le colonie dilaga allora una nuova ondata del movimento di liberazione, guidata dai grandi libertadores, come Simón Bolívar e José de San Martín.
Inghilterra e Stati Uniti, i cui commerci con il Sud America sono in pieno sviluppo, sostengono i rivoltosi e, anzi, il quinto presidente degli Stati Uniti, James Monroe (1758-1831) dichiara nel 1823 che il suo paese intende opporsi a ogni tentativo esterno di interferire negli affari del continente americano (“dottrina di Monroe”).
Nel 1824 gli Spagnoli subiscono la disfatta decisiva ad Ayacucho, dopo di che la guerra si spenge gradatamente con la dissoluzione del grande impero creato, tre secoli prima, dai conquistadores.

Simon Bolivar, generale e uomo politico sudamericano (Caracas 1783 - Santa Marta, Colombia, 1830). Discendente di una ricca famiglia basca stabilitasi nel Venezuela, fu seguace delle dottrine di Rousseau. Nel 1799 si trasferì in Spagna, per completare la sua formazione. Assistette all’incoronazione di Napoleone e a Roma fece voto sull’Aventino di dedicarsi tutto alla liberazione del suo paese. Rientrato in Venezuela nel 1807, prese parte alla cospirazione che sfociò nella insurrezione del 1810 contro la Spagna, e chiese a Londra l’appoggio dell’Inghilterra. Colonnello, poi generale in capo, dichiarò guerra a oltranza al regime coloniale.
Scatenatasi la controffensiva spagnola (1812), Bolívar invece fuggì a Cartagena. Frattanto però la vittoria di Taguanes (1813) gli aprì le porte di Caracas, dove, dopo un ingresso trionfale, gli fu attribuito il soprannome di Liberatador (Liberatore) e fu investito della dittatura. Ma gli Spagnoli ricevettero rinforzi, sicché egli dovette fuggire nella Giamaica e quindi ad Haiti (1815). Organizzato un nuovo esercito, nel dicembre 1816 sbarcò in Venezuela, a Barcelona. Unendo i suoi sforzi a quelli del generale Páez, aiutato da volontari francesi e inglesi, sconfisse le truppe spagnole una dopo l’altra e proclamò per la seconda volta l’indipendenza della Repubblica venezuelana, di cui si fece eleggere presidente. Passò allora audacemente le Ande, annientò gli Spagnoli a Boyacá e tre giorni dopo entrò a Bogotá (capitale della Colombia). Il Panama resta legato a Bogotà dopo l’indipendenza. Egli poté così riunire in una confederazione, sotto il nome di Gran Colombia, i territori della Nuova Granata e del Venezuela, ai quali poi nel 1822, grazie alle vittorie del suo luogotenente Sucre, si sarebbe aggiunto l’Ecuador. Respinta la richiesta d’armistizio avanzata dallo spagnolo Morillo, Bolívar riprese la guerra e, dopo la vittoria di Carabobo, entrò a Caracas.Nel 1822 conquistò il Perù, che era stato in parte liberato dalla Spagna dal generale argentino José de San Martín nel luglio 1821. Sucre distrusse il resto delle forze spagnole ad Ayacucho. Bolívar pensò allora di riunire in una confederazione, la Repubblica degli Stati Uniti del Sud, i tre Stati che aveva liberato, la Grande Colombia, il Perù, la Bolivia. Accusato di aspirare all’impero, fu costretto ad abbandonare il potere (1830). Sette mesi più tardi moriva, ancora giovane, estenuato e disperato per l’anarchia in cui lasciava la sua patria.


Diversa è la storia del Brasile. Dopo la caduta di Napoleone, l’erede al trono di Portogallo, Pietro IV (1798-1834), non torna in patria, ma preferisce restare in Brasile proclamandolo impero indipendente (1821) e assumendo il nome di Pietro I. Dopo aver perduto la guerra contro l’Argentina, la quale non accetta l’occupazione brasiliana dell’Uruguay (1817-1828), Pietro I abdica in favore del figlio, Pietro II , sovrano intelligente e liberale, che favorisce la colonizzazione dell’entroterra per la coltivazione ed esportazione di caffè e gomma. Ma il suo proclama per la liberazione degli schiavi (1888) determina la sollevazione dei piantatori, che proclamano la Repubblica degli Stati Uniti del Brasile (1889).
Si autoproclama imperatore anche Jean Jacques Dessalines (1804), che rende Haiti indipendente dalla Francia e la governa fino alla proclamazione della repubblica (1806) e alla riconquista spagnola della parte orientale dell’isola. La Repubblica Dominicana si rende poi indipendente (1821), ma è occupata dagli Haitiani per lungo tempo (1822-1844), fino a ottenere nuovamente l’autonomia con l’appoggio della Spagna (1844) e a cadere sempre più sotto l’influsso degli USA.

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