lunedì, giugno 05, 2006

CILE


BANINO - MUSCI - PENNA

Mi rendo conto ke sia incompresibile, ma cm redattrice non sono il massimo!!! Mi auguro di non aver rovinato il lavoro d Marta&Vicky...

IL CILE:
LA DITTATURA DI PINOCHET
Stato dell'America del Sud, lungo le coste del Pacifico; si estende dal 17º al 56º di latitudine. Il Cile confina con il Perù e la Bolivia a nord e a nord est; con l'Argentina ad est (il confine, nelle Ande, è stato difficile da tracciare, dato che la linea spartiacque è spesso ad est della linea di cresta); ad ovest è bagnato dall'Oceano Pacifico. Il Cile possiede infine isole e isolotti nel Pacifico (isole Juan Fernández, Sala y Gómez, di Pasqua) e rivendica la propria sovranità su una parte dell'Antartide (il settore compreso tra i meridiani 90º e 53º di longitudine ovest).
ECONOMIA
A partire dal 1930 si manifestò nell'economia cilena, in precedenza rivolta essenzialmente all'esportazione, un nuovo indirizzo tendente a sviluppare le industrie in sostituzione delle importazioni, rafforzando il ruolo dello Stato.
Molte grandi proprietà erano organizzate in forme che si possono definire feudali, con inquilinos (mezzadri tenuti a prestare servizi). I piccoli proprietari rappresentano il 62% della rendita totale, l'accesso alla terra e all'acqua era assai limitato.
La produzione restava fondata sul frumento, il mais, la vite, la barbabietola da zucchero e gli alberi da frutta associati a un allevamento sempre più intensivo su praterie irrigate.
La riforma agraria consentì, soprattutto sotto Allende, l'espropriazione dei latifondi di oltre 80 ettari di terre irrigabili o del loro equivalente e organizzò cooperative ma non fu in grado di ridurre le importazioni di derrate alimentari.
Si verificò anzi un calo della produttività e tuttora l'agricoltura cilena è poco sviluppata e assolutamente inadeguata al fabbisogno del paese e concorre in misura molto modesta alla formazione del prodotto nazionale lordo.
Notevole importanza ha la pesca.
La principale ricchezza del paese è costituita dalle sue straordinarie ricchezze minerarie: il Cile possiede infatti le più ampie riserve del mondo di rame circa un quarto delle riserve mondiali di molibdeno, oltre a considerevoli riserve di parecchi altri minerali, compresi oro, argento, minerale di ferro e carbone, ma anche manganese, mercurio, zolfo e sale.
Le miniere, sfruttate da società straniere, soprattutto statunitensi, sono state nazionalizzate nel 1971 dal presidente Allende.
Il rame, di cui il Cile è il primo produttore mondiale, rappresenta ancora circa il 30% delle esportazioni cilene.
Più a sud è stato installato il complesso petrolchimico di Talcahuano, alimentato dal petrolio estratto dai giacimenti della Terra del Fuoco, la cui produzione è tuttavia assolutamente insufficiente al fabbisogno del paese. Nella Terra del Fuoco si estrae anche gas naturale.
Nel settore dell'industria lo Stato, nei decenni precedenti alla dittatura di Pinochet, attraverso una politica protezionistica e la CORFO (Corporación de Fomento de la producción, istituita nel 1939) ha favorito la creazione di imprese private e pubbliche, queste ultime nei settori-chiave: energia elettrica e petrolio, siderurgia, petrolchimica, zucchero, sfruttamento del legname e della cellulosa.
Oltre la metà dell'energia elettrica prodotta è fornita da centrali termiche e il resto proviene da centrali idroelettriche e, in misura modesta, da impianti nucleari.
Data la particolare configurazione geografica, estremamente allungata, del paese, le vie di comunicazione rivestono fondamentale importanza per l'integrazione delle varie regioni.
La rete ferroviaria (8.500 km) è formata da una linea principale che corre lungo la costa e da linee trasversali, alcune delle quali assicurano i collegamenti con la Bolivia e l'Argentina.
Le difficoltà per le comunicazioni terrestri hanno favorito quelle marittime, sfruttate in particolare per l'esportazione di minerali, e quelle aerei.
Dopo il colpo di Stato del settembre 1973 la giunta militare cilena ha inaugurato un nuovo sistema economico basato sull'esportazione delle materie prime e delle derrate agricole e sulla massiccia importazione di prodotti industriali.
Si è proceduto allo smantellamento del settore pubblico (miniere escluse) con il ritorno ai loro precedenti proprietari delle aziende della CORFO o delle proprietà toccate dalla riforma agraria.
E’ succeduta quindi una fase di profonda crisi, facilitata dalla recessione mondiale, dalla contrazione del mercato del rame e della sua relativa diminuzione di prezzo e da un'eccessiva rivalutazione del peso. Gli squilibri sociali, inaspritesi negli anni della dittatura, solo negli anni più recenti hanno mostrato segni di un certo miglioramento.
La migliorata situazione sanitaria si rifletta nel forte calo dell'indice di mortalità infantile, che è oggi uno dei più bassi dell'America latina, e nell'allungamento della vita media; anche se gran parte della popolazione cilena vive ancora sotto la soglia di povertà . Il tasso di disoccupazione è in forte diminuzione. Il commercio estero del Cile rimane ancora fortemente condizionato dalla produzione mineraria e dalle oscillazioni di prezzo sul relativo mercato mondiale. Le importazioni, consistenti in beni di consumo e beni strumentali, sono inferiori alle esportazioni, il che determina un attivo della bilancia commerciale.
Il principale partern commerciale del Cile è il Giappone.
STORIA
La dominazione Spagnola
Si pensa che la prima popolazione che si insediò nel Cile provenisse dal nord-est e furono gli Araucani, popolo di cacciatori andini,nel I sec. d.C..
Più tardi si collocarono tribù autonome ed edificarono numerose cittadine; nel XV sec. la federazione degli Araucani era politicamente ed economicamente molto forte tanto che riuscì a fermare l'espansionismo Inca verso il sud. Nell’isola di Pasqua si sviluppò un’avanzata e misteriosa cultura polinesiana, praticamente estinta oggi.
Nel XVI secolo iniziò la conquista da parte della Spagna. Nel 1520 Magellano fu il primo europeo ad esplorare il Cile.
Nel 1723, la Spagna fu costretta a riconoscere di fatto l'indipendenza degli Araucani, ma solo nel 1773 costoro accettarono la pace e l'insediamento spagnolo. Nel frattempo, i coloni avevano iniziato lo sfruttamento delle risorse agricolo-pastorali delle regioni occupate.
Numerose missioni dei gesuiti iniziarono ben presto l'evangelizzazione del paese.
Il Cile, per quasi due secoli, restò la più arretrata fra le colonie spagnole: aveva infatti un'economia poverissima, dato che non venivano sfruttate le risorse minerarie; era solo una provincia del vicereame del Perù.
Le sue coste vennero sovente minacciate sia da incursioni di pirati insediati nelle isole vicine, sia dalle scorrerie di corsari olandesi e britannici.
La grave povertà in cui si trovava la maggior parte dei coloni, favorì la fusione dei vari gruppi etnici dando origine alla nuova popolazione cilena costituita in prevalenza da meticci, creoli e Indios.
La posizione geografica ed etnica dei Cileni contribuì a indebolire i loro legami con la Spagna tanto che il Cile ottenne la libertà di commercio (1778). Il nuovo governatore, di origine irlandese, Ambrosio O'Higgins, fece costruire nuove strade e monumenti, e favorì lo sviluppo della cultura .
Nonostante ciò, il malcontento dei Cileni aumentò nei confronti della Spagna, che veniva considerata non più la «madrepatria» ma uno Stato oppressore.


L’Indipendenza
L'idea nazionale cilena cominciò a formarsi verso la fine del XVIII sec. favorita dalla proclamazione dell'indipendenza degli Stati Uniti (1776), dalla penetrazione delle idee innovatrici della Rivoluzione francese e anche da abili interventi economici e politici degli Inglesi.
La situazione precipitò all'inizio del XIX sec Bernardo O'Higgins, figlio dello stesso governatore, durante un'assemblea ristretta proclamò l'indipendenza del paese (18 settembre 1810).
Un nuovo colpo di Stato militare portò al potere José Miguel Carrera (novembre 1811), che si adoperò per organizzare il paese secondo una struttura costituzionale repubblicana, fatto che determinò l'intervento della Spagna che batté le truppe cilene nel 1814 e procedettero a una terribile repressione; ma gli indipendentisti si riorganizzarono e, forti dell'alleanza dell'Argentina, passarono al contrattacco.
La vittoria di Maipo (aprile 1818), concluse la liberazione del Cile.
Verso la Democrazia
Dopo la vittoria, la nuova repubblica cilena ebbe una rapida ripresa economica: l'agricoltura e l'allevamento furono incrementati, le risorse minerarie cominciarono a essere sfruttate (soprattutto il rame e i nitrati), il commercio ebbe un notevole sviluppo grazie agli scambi con le nuove repubbliche sudamericane, con gli Stati Uniti e l'Inghilterra.
Tra il 1823 e il 1826 il Cile conobbe alcuni progressi culturali e politici.
Durante la presidenza del generale Joaquín Prieto (1831- 1841) fu promulgata la prima costituzione (1833) che era di carattere conservatore.
Durante la presidenza di Manuel Montt (1851-1861) venne promulgato il primo codice civile cileno.
Nel 1891 dal Congresso della rivoluzione fu instaurato, senza modificare la costituzione, un nuovo regime, di tipo parlamentare.
Durante la prima guerra mondiale il Cile, pur favorevole alla Germania, rimase neutrale, ma la crisi economica seguita al conflitto, l'instabilità dei governi, dominati a volta a volta da differenti interessi finanziari, favorirono un crescente predominio della casta militare la quale impose, nel 1925, una nuova costituzione che sanciva un regime presidenziale.
SALVADOR ALLENDE

SALVADOR ALLENDE (Santiago1902-ivi1973) . Laureatosi in medicina fu tra i fondatori del Partito socialista cileno nel 1933, deputato al parlamento1938, ministro della sanità durante il governo di fronte popolare1945, leader del Fronte di liberazione popolare1952,1958 viene battuto alle elezioni,come nel1964.
Il piano di «rivoluzione nella libertà», di Eduardo Frei, si proponeva l'abbandono della linea conservatrice dei precedenti governi e una politica favorevole alle grandi masse.
Su questa base Frei riuscì a fare approvare dal Congresso, nel 1966, tre provvedimenti di fondamentale importanza: la riforma agraria, che prevedeva l'eliminazione del latifondo, la riforma scolastica, che rese obbligatoria e gratuita l'istruzione per i primi otto corsi, e la cosiddetta «cilenizzazione» delle miniere di rame e dell'industria a esse collegata, consistente nell'acquisto da parte dello Stato della maggioranza (fino al 51%) delle azioni delle compagnie straniere.
La situazione economica del paese si andava nel frattempo deteriorando a causa di un'inflazione che, nel 1970, determinò un deprezzamento della moneta del 34%.
Le elezioni presidenziali del settembre 1970, portarono alla vittoria il candidato del fronte della sinistra (Unidad Popular), il socialista Salvador Allende.
Allende intraprese decisamente la socializzazione del paese. Nazionalizzò le miniere di rame e di ferro, le banche, le compagnie di assicurazione e altri settori economici e promosse l'intervento statale in molte industrie.
La riforma agraria fu completata.
1971-1972 promuove importanti riforme come la nazionalizzazione delle miniere di rame e la riforma agraria,ma borghesia non lo appoggia perché non era compresa nel piano di <> (perdita privilegi e inefficienza gestione statale); estrema sinistra (non solo guerriglieri del MIR) volevano che scavalcasse il parlamento.
Per placare il malcontento inserì nel governo alcuni esponenti delle forze armate…parve funzionare…
1973 UP riconfermato, ma ormai era troppo tardi perché la crisi economica era già iniziata, come la lotta della borghesia contro il governo; non si decise a scegliere il colpo di stato nonostante i continui scioperi e la crescente inflazione.
Per contenere l'inflazione fu stabilito il blocco dei prezzi dei generi di prima necessità e per stimolare il processo produttivo furono aumentati i salari in una percentuale variante fra il 35 e il 60%. Inflazione, fuga di capitali, deficit industriale, imboscamento di prodotti, pressioni economiche esercitate dall’estero, condussero il paese alla crisi economica e, di riflesso, sociale e politica
Nel giugno 1973 venne sventato un tentativo di colpo di Stato promosso dal movimento di estrema destra «Patria e Libertò».
Nel luglio 1973 veniva assassinato il consigliere militare di Allende, Arturo Araya.
L'esperimento della «via cilena al socialismo», della «rivoluzione nella legalità» e nella democrazia di Salvador Allende stava avviandosi a un epilogo tragico.
IL GOLPE MILITARE
Vi poneva termine, l'11 settembre 1973, un sanguinoso golpe militare, al cui successo contribuì la CIA e ciò suscitò nel 1974 notevoli polemiche negli Stati Uniti.
Nel palazzo della Moneda, il presidente Allende con pochi fedeli tentò una disperata difesa; bombardato e poi attaccato dall'esercito, Allende venne ucciso nelle stanze del palazzo.
In questa circostanza pronunciò il suo ultimo discorso:
“…Posto in questa situazione storica, io pagherò con la vita la mia lealtà al popolo e posso assicurarvi che ho la certezza che al grano che noi abbiamo seminato non si potrà mai impedire di germogliare. Costoro hanno la forza, essi possono ridurci in schiavitù, ma non è con i crimini, né con la forza che si possono guidare dei processi sociali. La storia è nostra, sono i popoli che la fanno. ...... Il popolo deve difendersi, ma non sacrificarsi: il popolo non deve lasciarsi schiacciare e annientare, ma non deve lasciarsi umiliare. ....... ”
Seguì un vero e proprio regime di terrore, di epurazioni e di esecuzioni sommarie, che provocò migliaia di vittime.
AUGUSTO PINOCHET

✰1972 AUGUSTO PINOCHET UGARTE divenne generale di divisione, giurò fiducia al governo nell’agosto 1973, a settembre con l’ammiraglio Merino, i generali Mandoza e Leigh si fece promotore del colpo di stato e divenne presidente.
Instaurò legge marziale, processi ai dissidenti, soppressione dei partiti politici; in economia riprivatizzazione
La giunta militare al governo, composta da quattro membri e presieduta dal comandante dell'esercito, generale Augusto Pinochet Ugarte, vietò ogni forma di attività politica, sciolse la camera e il Senato, attuò un dura repressione verso gli esponenti della sinistra, impose il blocco dei salari, la svalutazione dell'escudo, la proibizione degli scioperi, l'aumento delle ore di lavoro, la snazionalizzazione accelerata e una larga apertura del paese ai capitali stranieri.
Il tratto predominante nella storia cilena dopo il 1973 è il terrore di Stato. Migliaia di persone scomparvero senza che se ne sapesse più nulla; vennero assassinate in carcere o dalle squadre della morte, ma la loro fine fu tenuta nascosta per creare clima di terrore. Anche la tortura venne usata oltre che per estorcere confessioni anche per distruggere ogni capacità di resistenza.
1974 ottenne dalla giunta militare il titolo di presidente e divenne unico detentore del potere politico.
Inizialmente il regime di Pinochet potè godere dell'appoggio della Chiesa e della democrazia cristiana, in particolare dell'ex presidente Frei, ma a partire dal 1976, dopo l'assassinio a Washington di Orlando Letelier, ex ministro del governo Allende, che provocò il risentimento degli Stati Uniti, il regime iniziò a sentire il peso dell'isolamento internazionale, accompagnato dal distacco delle forze moderate.
L'amnistia permise solo una modifica della pena per alcuni condannati che passarono dalla prigione all'esilio; la repressione venne attuata mediante nuovi decreti-legge; i partiti marxisti furono messi fuori legge e sciolti gli altri; i rappresentanti sindacali vennero assassinati o mandati al confino e le organizzazioni vennero frazionate per legge; le università, per lo più incontrollabili, furono praticamente chiuse; la stampa fu sottoposta a censura preventiva.
I servizi segreti cileni crearono, assieme alla CIA, “l’Operazione Condor”. Questa consisteva in una stretta collaborazione fra i servizi segreti, paramilitari e gli squadroni della morte dei Paesi confinanti, affinché i militari potessero spostarsi liberamente oltre i confini per cercare ed eliminare i propri oppositori politici.
Nel settembre 1980 un referendum-farsa approvava la costituzione. 1980 si crea il malcontento della borghesia e nonostante l’opposizione di questa, della Chiesa e le proteste operaie, fece approvare una costituzione con cui si legittimava il potere fino al 1989…
1988 incaricò dei giuristi fi preparare le vie legali per la campagna elettorale di sua moglie Licia Hiriart o addirittura la sua come successore di se stesso,praticando l’illegalità anche nei confronti delle sue leggi.
1989 ALYWIN diventa presidente dal fronte repubblicano contro il regime e nel 1990 la dittatura militare ha fine.
La costituzione ammetteva fra l'altro la possibilità di rinnovare ogni sei mesi lo stato d'eccezione o d'emergenza e per conseguenza consentiva arresti indiscriminati, incarcerazioni preventive e cautelative, confino, espulsione, cioè in pratica l'esilio.


L’OPPOSIZIONE POPOLARE

Nell'agosto 1983 le forze dell'opposizione moderata fondavano il raggruppamento di alleanza democratica, proponendosi di avviare il dialogo con le forze moderate del regime al fine di pervenire all'allontanamento del dittatore e al mutamento non rivoluzionario del regime stesso.
Nel gennaio 1984 il regime subiva un'altra sconfitta: il potente sindacato dei minatori eleggeva, nonostante l'esplicita volontà contraria di Pinochet, il «duro» Rodolfo Seguel come proprio presidente.
L'estrema sinistra riprendeva a far sentire la sua voce con le azioni di guerriglia del MIR e di una nuova organizzazione, il gruppo Manuel Rodriguez, culminate in un attentato allo stesso dittatore, che veniva ferito, mentre diversi uomini della sua scorta restavano uccisi (settembre 1986).
Nel 1988 un referendum popolare indetto da Pinochet poco più di un anno prima della scadenza costituzionale del suo mandato diede la vittoria ai «no» al regime.
Pur non ritirandosi dall'incarico, Pinochet promise di non prolungarlo e nel dicembre 1989 si svolsero le elezioni presidenziali.
Il democristiano Patricio Aylwin, candidato unico del fronte di opposizione al regime, che includeva partiti dalla destra moderata all'estrema sinistra, fu eletto presidente della repubblica e pose ufficialmente fine al lungo periodo di dittatura militare.
La nuova democrazia rimaneva comunque in parte vincolata al dittatore uscente, infatti Pinochet diventava comandante in capo delle forze armate e a capo della marina era Martinez Busch, un suo uomo.
Anche al suo pensionamento, nel 1998, Pinochet è rimasto presente nella vita politica entrando in senato con carica a vita.


I TENTATIVI DI PROCESSARE PINOCHET

Nel dicembre 1999 si è svolto il primo turno delle presidenziali che ha portato al ballottaggio tra il candidato della Concertacièn, Ricardo Lagos, e quello conservatore, Joaquèn Lavón; il 16 gennaio 2000 il socialista Lagos, già assistente di Allende, è stato eletto presidente con il 51,3% dei voti (subentrando a E. Frei il marzo successivo).
Il primo presidente socialista dopo il golpe alla Moneda si trova ad affrontare, oltre ad una grave crisi economica, la questione Pinochet e il probabile processo all’ex dittatore.
Infatti nell'ottobre 1998 Pinochet, a Londra per cure mediche, è stato arrestato in ottemperanza a un mandato di comparizione per l'accusa di genocidio avanzata dalla magistratura spagnola che indagava sulla scomparsa e la morte di alcuni cittadini spagnoli durante la dittatura.
Ma alla richiesta di estradizione della Spagna, seguita da quelle di Svizzera, Francia e Belgio, si è opposto il governo cileno che ha dichiarato non possibile l'arresto in quanto Pinochet era protetto dall'immunità come senatore e in possesso di passaporto diplomatico.
Dopo una prima sentenza che dichiarava l'ex dittatore non immune e quindi estradabile, successivamente invalidata, nel marzo 1999, ha obbligato Pinochet agli arresti domiciliari rinviando al governo la concessione del nulla osta per l'estradizione, pur riducendo notevolmente i capi di imputazione.
E’ stata comunque avanzata da un giudice cileno la richiesta per far decadere l’immunità parlamentare e poter avviare un giusto processo. Nonostante un emendamento alla costituzione approvato dal congresso per accordare l’immunità assoluta e non revocabile agli ex presidenti, nel giugno successivo la Corte d’appello di Santiago ha ufficialmente approvato il procedimento di revoca dell’immunità a Pinochet.


IL CILE OGGI

Il Cile ha, dal gennaio 2006, una donna presidente, Micelle Bachelet; una vittoria che ha stupito tutta l’America latina, non solo perché è una donna, ma perché è una donna divorziata e socialista. È profonda, intelligente, realista. Rappresenta la transizione, il collegamento tra il prima e il dopo. Ha vissuto la tortura e la morte del padre, il carcere e l’esilio con la madre.
È stata Ministro della Salute e poi della Difesa sotto la presidenza di Lagos.
La Bachelet ha detto: ”io voglio preservare la famiglia e l’individuo, dare valore al tempo libero,appoggiare le fasce più deboli della società. Si possono migliorare le condizioni di vita dei cileni senza per questo rallentare lo sviluppo del nostro sistema produttivo”
Migliorerà la vita del paese se sarà capace di lavorare senza dimenticare ciò che è avvenuto in passato.
Negli ultimi anni si è cercato di ridurre il divario tra ricchi e poveri, riducendo la povertà dal 40% al 18%, tuttavia i salari degli operai sono ancora molto bassi


ISABEL ALLENDE

Nipote del Presidente cileno Salvador Allende, riporta nei suoi romanzi continue e appassionate testimonianze, di questo periodo storico.
Nata a Lima nel 1942, dove il padre, cileno, prestava servizio diplomatico è vissuta in Cile fino al 1973, lavorando come giornalista. Dopo il colpo di stato, come molte migliaia di cileni ha lasciato il proprio paese e si è trasferita in Venezuela.
Tra i numerosi romanzi da lei scritti troviamo le maggiori testimonianze sulla sua vita ed in particolare sul colpo di stato, in “Paula”.

PAULA
Paula, nata il 22 ottobre 1963, è una ragazza felice, innamorata di suo marito, appassionata del suo lavoro. La sua è una vita semplice, e non ha niente a che vedere con quella di sua madre Isabel. Due donne, due destini diversi. Improvvisamente, a ventott'anni, Paula si ammala di una malattia gravissima, la porfiria, che la trascina in un coma da cui non c'è ritorno. Isabel accorre al suo capezzale per cercare di trattenerla in vita o, forse, per accompagnarla dolcemente verso la fine. Grazie alla magia della scrittura, cerca di "distrarre la morte", cerca di trovare un senso a una tale tragedia evocando la sua esuberante e bizzarra famiglia perché circondi Paula e la aiuti a superare, senza perdersi, il confine della vita. Un'autobiografia, una storia esemplare di dolore e di speranza, una straordinaria confessione sulla genesi delle sue opere, i suoi viaggi, gli amori: Isabel Allende, mescolando con franchezza e umanità il riso al pianto, dice addio a Paula come donna per darle il benvenuto come 'spirito'. Perché non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.
Nel raccontare la sua vita, Isabel ricorda i giorni legati al golpe militare di Pinochet, con la morte dello zio e le sofferenze di tutti coloro che sostenevano le stesse idee politiche.
Nell’edizione pubblicata da “La Repubblica”, nell’anno 2002, a partire dalla pagina 204, troviamo una commovente testimonianza.
BIBLIOGRAFIA
La Stampa, 15 gennaio 2006
Isabel Allende, Paula, ed Feltrinelli
Isabel Allende, La Casa degli Spiriti, ed Feltrinelli
R. Neri, Nuovo progetto Storia, ed La Nuova Italia.










































LA DITTATURA

La dittatura è una forma di governo in cui il potere è in mano ad un solo organo, il dittatore, ed a un solo partito politico, quello favorevole alla dittatura.
Il potere delle dittature viene conquistato con la forza e la violenza, con sanguinosi golpe militari o colpi di Stato con l’obiettivo di rovesciare i governi democraticamente eletti per inserire nuove idee nella società.
Le dittature presentano solitamente molti lati negativi; spesso durante le dittature vengono uccise migliaia di persone con esecuzioni sommarie a cui, non è improprio, dare il nome di genocidio.
Le dittature non sono, quasi mai, ben accettate dalla popolazione ma nessuno può intervenire senza correre il rischio di essere ucciso.