sabato, dicembre 30, 2006

Il Cavaliere Inesistente

Con questo libro Calvino si avventura nell'eterno dilemma dell'essere. Quando un uomo esiste? Cosa vuol dire esistere? Che differenza c'è tra essere ed esistere? E quando qualcuno può dire di essere, di esistere? Questi sono gli eterni interrogativi che l'umanità si pone da secoli. E non fate finta di nulla, perché tutti, almeno una volta, si sono chiesti: "ma perché esisto?" Questo libro ci propone di riflettere sull'argomento, facendolo però raccontandoci una storia fantastica che comincia sotto le mura di Parigi, nell'esercito Carolingio...
Agilulfo è il Cavaliere Inesistente del titolo. A prima vista sembra essere solamente un'armatura vuota, ma in realtà è lui, che esiste solo a causa della sua volontà di esistere. Egli non possiede tutti i difetti soliti degli umani, anzi, è praticamente perfetto. Ma un giorno il suo onore di cavaliere viene messo in dubbio ed egli intraprende un viaggio per trovare la prova che ciò non è vero. Anche perché se così non fosse, Agilulfo perderebbe il titolo e quindi anche il nome. Cesserebbe di esistere, quindi. Alle sue vicende si intrecciano quelle di Bradamante, una donna cavaliere innamorata di lui e della sua perfezione; quelle di Rambaldo, giovane cavaliere pieno di dubbi ed innamorato di Bradamante, ma non ricambiato; quelle di Torrismondo, un altro giovane cavaliere alla ricerca delle proprie origini. E non bisogna dimenticare Gurdulù, lo sconclusionato scudiero di Agilulfo che esiste ma non sa di esistere.
Tutti i personaggi di questo libro hanno un dilemma legato all'esistenza. Cercano di venire a capo dell'eterno dubbio dell'esistere. Troveranno una risposta?
Con la maestria che gli è propria Calvino intesse una trama intensa e avvincente, pur sfruttando un esiguo numero di pagine. Ma in queste pagine c'è spazio anche per alcune riflessioni interessanti ed adatte a fare da spunti per alcune riflessioni.
Il tono del libro è fiaesco ma il suo argomento centrale è senza tempo. Senza nulla togliere all'intreccio che sorprende ed appassiona, essendo all'inizio tutto ravvolto come un gomitolo. Svolgendolo e leggendolo, capiremo...
I siparietti comici (anche se alla fine non lo sono) mi hanno particolarmente divertito, soprattutto quelli con Gurdulù.