domenica, dicembre 24, 2006

"La fattoria degli animali" e l'Animalismo

Gerge Orwell tra il 1937 e il 1943 scrisse un libro un po' particolare, "La fattoria degli animali". Quest'opera è infatti molto interessante per due motivi: uno è la storia, l'altro è il significato che essa cerca di mostrare ai suoi lettori. Partiamo dal primo punto preso in questione. Il romanzo narra la storia di una fattoria padronale situata in una contea, dove gli animali si ribellano al signor Jones, padrone del suddetto terreno, e diventano liberi. Il loro motto era l'aria di "Animali d'Inghilterra", che così recitava:

Animali d'Inghiltrra
d'ogni clima e d'ogni terra
ascoltate il lieto coro:
tornerà l'età dell'oro!

Tosto o tardi tornerà:
l'uom tiranno a terra andrà;
per le bestie sol cortese
sarà l'alma terra inglese.

Non più anelli alle narici,
non più gioghi alle cervici,
e per sempre in perdizione
andran frusta, morso e sprone

Sarem ricchi, sazi appieno:
orzo, grano, avena, fieno,
barbabietole e foraggio
saran sol nostro retaggio.

Più splendenti i campi e i clivi,
e più puri i fonti e i rivi
e più dolce l'aer sarà
quando avrem la libertà.

Per quel dì noi lotteremo,
per quel dì lieti morremo,
vacche, paperi, galline,
mille bestie, un sol fine.

Animali d'Inghilterra,
d'ogni clima e d'ogni terra,
ascoltate il lieto coro:
tornerà l'età dell'oro!

Cominciano a governarsi da soli e si impongono i seguenti sette comandamenti, principi della dottrina dell'Animalesimo:
  1. Tutto ciò che va su due gambe è nemico.
  2. Tutto ciò che va su quattro gambe o ha ali è amico.
  3. Nessun animale vestirà abiti.
  4. Nessun animale dormirà in un letto.
  5. Nessun animale berrà alcoolici.
  6. Nessun animale ucciderà un altro animale.
  7. Tutti gli animali sono eguali.
I maiali, che sono i più intelligenti, governano su tutti gli altri animali e piano piano acquisiscono sempre più privilegi rispetto agli altri esseri che viaggiavano su quattro zampe. Arrivano addirittura a farsi un colpo di Stato tra di loro davanti agli occhi attoniti dei loro compagni (come solevano chiamarsi vicendevolmente). Andando avanti nel tempo, i principi dell'Animalesimo sono modificati dagli stessi porci all'insaputa degli altri, che "ricordano, o sembrano ricordare" i valori originali della Rivoluzione avvenuta nella fattoria. A lungo andare avvengono processi sommari a coloro che avevano idee opposte a quelle del ceto dei suini dominanti; questi infatti ottengono il controllo dei pensieri degli altri abitanti della fattoria. Si arriva infine ad un unico comandamento:

TUTTI GLI ANIMALI SONO EGUALI
MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' EGUALI DEGLI ALTRI

I porci della fattoria diventano come gli uomini, tanto che l'ultima frase del libro recita: "Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due."
Il libro di Orwell è una chiara critica al governo dell'URSS, che era passato negli anni da governo di base comunista a dittatura, restringendo poco a poco le libertà dei suoi sudditi. Poichè era evidente il paragone che l'autore de La fattoria degli animali metteva in evidenza tra porci e persone che governavano l'Unione Sovitica, il suo libro non fu pubblicato subito nel 1943, quando la Gran Bretagna era ancora alleata con la grande nazione orintale. Come scrisse infatti lo stesso Eric Arthur Blair (vero nome dell'autore, da cui deriva George Orwell) nella riflessione La libertà di stampa, il suo capolavoro non potè essere pubblicato subito per la suscettibilità dei russi, mentre potevano essere ideati scritti come i suoi solo riguardanti lo stesso Regno Unito. Questo romanzo mi ha colpito molto anche per un altro messaggio che vuole mostrare: mostra infatti come alcune persone abili a parlare possano trascinare le persone ignoranti dalla loro parte ingannandole. Consiglio dunque questa libro perchè, durante la lettura del romanzo su cui si basa il mio post, potreste scoprire alcuni aspetti che coincidono con la realtà contemporanea.

 

 

3 Comments:

At 26/12/06 21:09, Blogger mariachiaragiorda said...

eccellente post. quali somiglianze ravvisi con la nostra realtà?

consiglio, per proseguire, 1984 dello stesso autore

 
At 30/12/06 13:36, Blogger Mademoiselle_Oscar said...

Ho letto questo libro durante la terza media, e ho trovato anch'io che l'ultima frase facesse molto effetto. Ovvio che in Russia non lo volessero pubblicare, era una parodia della rivoluzione russa... :D Devo dire che quando l'ho cominciato non me l'aspettavo. Non ci sono grandi spiegazioni esplicitate, ma le deduci, le senti. Ho letto anche 1984, e trovo che quello rispecchi ancor più il mondo attuale, e particolarmente la logica degli assetti mondiali. Però prima va digerito, perché non è affatto una lettura leggera... E' impegnativo, rivelatore, persino disturbante in alcuni punti. E' un libro che in qualche modo ti lascia addosso qualcosa. Mi è restata particolarmente impressa una parte del Libro, in cui dice che le Nazioni si fanno guerra fra loro a proprio vantaggio, in una spirale senza fine...

 
At 30/12/06 20:16, Blogger ste.91 said...

Leggendo questo libro ho notato tante somiglianze con la realtà, ma la più evidente è quella riferita al fatto che al giorno d'oggi, quando si vuole tranquillizzare la gente e magnetizzare l'attenzione generale si ricorre al confronto dei numeri: attingendo a questa tattica si cerca infatti di mostrare al povero popolo che crede molto ai numeri i "giganteschi" progressi compiuti rispetto al passato, non sempre veri se si vanno a confrontare con i dati delle agenzie specializzate nei diversi campi della società.
Un altro punto di uguaglianza l'ho trovato quando si parla di libertà di pensiero. Al giorno d'oggi il problema del divieto della libertà di pensiero e quindi anche di stampa(sul quale, come detto nel post, George Orwell scrisse alcune riflesioni) è tutt'altro che superato: in molti Paesi è ancora vietato esprimersi senza timori di censure. Per confermare questo dato, non bisogna andare molto lontano: l'Italia è infatti solo al quarantesimo posto nella classifica che registra il livello di libertà di stampa dei Paesi di tutto il mondo. Io sono tuttavia convinto che il futuro ci riservi sorprese confortanti riguardo questo argomento. Pensate che le mie speranze siano vane? Spero proprio di no, perchè "la speranza non muore mai".

 

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