mercoledì, dicembre 27, 2006

La lunga notte del dottor Galvan,di Pennac


La storia parla di un dottore, il signor Galvan, il quale lavora come interno in un pronto soccorso di Parigi.
Questi è una persona molto particolare, lavora come dottore perchè la sua famiglia fa questo lavoro da generazioni, ed è ossessionato da un particolare: deve crearsi un biglietto da visita.
Secondo lui, un biglietto dice tutto sul medico,infatti quando descrive un collega per prima cosa rappresenta il suo biglietto da visita,e lui, non avendone uno, non può ritenersi un medico a tutti gli effetti.Questa sua mania, che pare insensata, ha un ruolo molto importante allla fine del libro.
La vicenda si svolge in una sola notte, quando un paziente entra e afferma di non stare tanto bene (testuali parole), per poi svenire ed essere preso da continui attacchi epilettici.
Galvan dà una diagnosi sbagliata,e viene aiutato da una serie di medici, i quali però sembrano errare tutti,in una vicenda che ha dell'incredibile,spesso con particolari rivoltanti.
Nessuno riesce a capire ciò che ha quest'uomo, ma riescono comunque a stabilizzarlo.Dopo di ciò il paziente viene nuovamente affidato a Galvan,il quale però si addormenta e fa fuggire il paziente.
Il finale è molto curioso: comico e tragico, dai punti di vista, e assolutamente inaspettato.
Pennac, l'autore,è famoso per molti altri suoi libri,come il paradiso degli orchi,la fata carabina,il signor malaussene, i quali fanno parte della stessa saga.Una caratteristica interessante e il suo modo di scrivere, spesso senza censure, diretto.Usa la prima persona,e scrive esattamente ciò che pensa il personaggio,a volte portando avanti più discorsi insieme.Ho molto apprezzato questo stile e il suo metodo, con cui è molto semplice paragonarsi col personaggio principale. Da questo libro,molto leggero e veloce da leggere, è stata tratta una commedia teatrale con Neri Marcorè.

 

 

2 Comments:

At 27/12/06 23:31, Blogger Bianca said...

Pennac è un dio... poco altro da dire! La fata carabina il suo capolavoro assoluto.. negli altri si lascia un po' andare.

 
At 6/1/07 18:17, Blogger SimonaViviani said...

Si, ma resta comunque un dio.

 

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