domenica, dicembre 10, 2006

Oliver Twist dal romanzo di Charles Dickens

In una notte di tempesta, una giovane donna muore dopo aver dato alla luce un bambino. Il piccolo viene messo a lavorare in una fabbrica di bare. Maltrattato e percosso, Oliver fugge a Londra dove conosce altri ragazzi: si tratta di piccoli ladruncoli che rispondono ad un vecchio ebreo. Durante un furto, Oliver viene arrestato, mentre i suoi giovani complici riescono a scappare.
Il film è ambientato nella Londra dell'ottocento, luogo che il regista Roman Polanski conosce molto bene. Nelle sue viuzze senza luce, nelle sue squallide soffitte si ritrova l'universo chiuso del ghetto polacco in cui il regista ha vissuto la sua infanzia e le tragiche esperienze della seconda guerra mondiale. Potremmo definirla una città nella città, un mondo separato dal resto del mondo con le sue ferree regole, ma anche con le sue tenaci e nascoste solidarietà. Fuori da questo ambiente brilla l'universo degli uomini ricchi e potenti a cui tutto è permesso. Penso che un adolescente dovrebbe provare a immedesimarsi nel protagonista che, come molti ragazzi e non solo, si trova ad affrontare le difficoltà di un mondo pieno di rivalità, ingiustizie e sfruttamenti. Oliver, essendo ancora un bambino, non sa come far fronte a questo tipo di situazione e, per questo, prende come esempio gli adulti, che approfittano della sua ingenuità. Oggi ci sono molte situazioni di questo tipo, ma poche sono le persone che difendono i più piccoli. Oliver, però, viene aiutato da un nobile che comprende gli ostacoli che il protagonista deve superare e lo sosterrà nel suo cammino verso l'adolescenza, anche se spesso l'astuzia e l'esperienza di Fagin, il vecchio ebreo capo della banda di Oliver, gli impediranno di difendere il ragazzo dalle insidie della vita. Oliver, però, si può considerare come un modello per tutti coloro che non hanno una personalità abbastanza forte. Il protagonista ha, infatti , una grande volontà di andare avanti e difficilmente si rassegna di fronte alle prime difficoltà, come molte persone fanno oggi. Il film mi ha colpito molto sin dalla prima scena e credo che meriti una particolare attenzione durante tutta la visione.

 

 

5 Comments:

At 12/12/06 16:53, Blogger giulia92 said...

Un bellissimo film, emozionantissimo, uno dei pochi che rappresenta la parte piu' povera della Londra dell'Ottocento.

 
At 15/12/06 22:40, Blogger alessandra24 said...

Gli occhi di Oliver nel film sono indimenticabili:c'è tutta la tristezza dell'abbandono.

 
At 19/12/06 16:46, Blogger fmx's_12 said...

"...ne voglio ancora...", il mitico orfanello di C.Dickens rivive ancora nei nostri cuori grazie ad uno splendido film di R.Polanski...

 
At 19/12/06 18:46, Blogger giulia92 said...

A fm: Mica tanto "mitico", poveretto....

 
At 19/12/06 21:18, Blogger fmx's_12 said...

certo, cmq il "mitico" nn era riferito alle sue economie.
In ogni caso hai ragione perchè ne passa di tutti i colori... Poveretto...

 

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