martedì, gennaio 23, 2007

Arbeit macht frei


"Arbeit macht frei", la frase scritta sulla porta di Auschwitz, il lavoro rende liberi.
Il giorno della memoria è sempre più vicino, e serve a ricordarci ciò che è successo a milioni di ebrei, zingari, prigionieri politici e molti altri, per mano della Germania nazista nel periodo fra il trentanove e il millenovecentoquarantacinque.
A causa di alcuni uomini al governo moltissimi civili sono morti, uccisi dallo stato a cui si affidavano.
La seconda guerra mondiale è stata probabilmente la dimostrazione di quanto può scendere in basso l'essere umano, e anche per questo va ricordata; ricordarsi il massimo della tristezza dell'essere umano, quanto può essere terribile il cattivo uso della mente umana.
è già stato detto tutto su questa tremenda guerra;ma credo che non si possa totalmente capire, anche leggendo, documentandosi, o studiando, cosa VERAMENTE sia successo; come si può pensare senza temere, senza avere un brivido lungo la schiena, al fatto che questi uomini e queste donne siano stati uccisi soffocati, avvelenati, o fucilati? probabilmente,non si può.
Vi erano due di tipi di luoghi orribili dove un ebreo poteva rischiare di finire;o un campo di concentramento, o uno di sterminio.La differenza era che negli uni si veniva uccisi nei modi più terribili, mentre negli altri si moriva perchè sfruttati, lavorando tremendamente ventiquattr'ore al giorno.La crudeltà del governo nazista non stà però soltanto quindi nel numero dei morti fatti, ma anche nel modo in cui essi morivano; come essi riducessero la dignità umana a niiente, come le ossa degli ebrei erano usate per il sapone, come la vita fosse priva di valore.
L'uomo deve riuscire a non compiere più questi errori, queste tragedie non devono più avvenire, mai più milioni di persone devono morire impotenti per mano di un altro.
Le parole che adesso sono sul cancello di aushtwitz sono diverse; parole accusatrici, ma che fanno capire il senso di quest'evento:
Chi non ricorda la storia, la rivivrà