sabato, gennaio 20, 2007

Inès dell'anima mia, alla conquista del Cile


Siamo agli inizi del 1500; l'America, il Nuovo Mondo, è stata scoperta da poco tempo e là, nel sud del continente americano, sono già attivi due celebri conquistadores spagnoli: Diego de Almagro e Francisco Pizarro. Molti spagnoli sono attratti dalle voci di immense ricchezze minerarie nascoste nel sottosuolo sudamericano e si convincono a partire verso quel misterioso territorio. In questo quadro storico si colloca la storia di Inès Suàrez, una donna spagnola risiedente in Spagna di modeste origini, forte e dal cuore indomito. Quando è ancora giovane, la sua vita comincia ad essere molto influenzata da rapporti d'amore con certi uomini: il primo di questi è Juan de Màlaga, che le rivela tutti i segreti su come comportarsi a letto con il proprio compagno; il suo primo approccio amoroso è pertanto molto carnale. Sul piano sentimentale, infatti, la loro convivenza dopo il matrimonio si rivela alquanto inesistente: la giovane ragazza spagnola si trova ben presto a fare i conti con un marito accanito giocatore d'azzardo, che prosciuga tutte le loro risorse. Inès cerca di guadagnare soldi facendo empanadas (uno dei piatti tipici spagnoli) e cucendo abiti, ma i suoi guadagni vengono sperperati da Juan. Questi allora, attirato anch'egli dalle notizie giunte dal Sudamerica, decide di partire. Inès, incuriosita anch'essa dalle voci provenienti dal continente sudamericano, dopo un po' di tempo rispetto al marito, riuscì ad ottenere il permesso di raggiungere il consorte, a costo che partisse con la nipote Constanza. Arrivata in America meridionale comincerà la lunga epopea che la condurrà alla fondazione del regno del Cile, anche se abbandonata da Constanza, che durante il viaggio aveva trovato l'amore della sua vita: la relazione amorosa con Pedro de Valdivia, giovane capitano che desiderava conquistare il Cile, la lunga amicizia con la fedele serva Catalina, nativa del luogo, la lunga traversata del deserto che si trova tra Perù e Cile, la lotta contro i feroci e selvaggi abitanti del luogo, i mapuche, e infine, la costruzione di Santiago (1541-1543), la prima città del Cile. Con la nascita di questa città non finiscono tuttavia i problemi, anzi ne fa sorgere di nuovi: una volta la città viene infatti attaccata da un'imponente offensiva mapuche in assenza del capitano ora governatore Pedro de Valdivia, ma la situazione viene salvata da Inès Suàrez, la prima governatrice del Cile. La feroce popolazione che abita il luogo non si dà tuttavia per vinta: arriva infatti come loro comandante il figlio "adottivo" di Valdivia, che era stato tale da quando lo avevano trovato solo nella boscaglia vicino alla città. Scegliendo lui come loro guida i mapuche cominciano dunque a lottare come gli Europei (o huincas, a detta della gente del luogo) in quanto Lautaro (capo dei mapuche) aveva deciso di vivere con Pedro de Valdivia soltanto per spiarlo. Questo fatto porterà ad una strenua e infinita lotta tra nativi del luogo e spagnoli, che non smette neanche con la morte dei capi delle due fazioni nemiche e che continua a perdurare anche dopo la morte della stessa Inès Suàrez che, per rimanere in Cile in seguito ad un processo rivolto contro il governatore che paradossalmente si era concluso con la sua condanna, si era sposata con Rodrigo de Quiroga che, dopo la morte dell'amico Valdivia (Rodrigo era infatti uno dei comandanti di Santiago), diventa secondo governatore del Cile. Neanche Quiroga può tuttavia vedere la sua nazione senza conflitti, morendo anch'egli, come il suo predecessore, prima di Inès Suàrez.
Il libro, che è il diario che la protagonista lascia alla figlia Isabel, è stato scritto in modo davvero magistrale da Isabel Allende: sembra di vivere le vicende in prima persona, di poter osservare i luoghi che i diversi personaggi hanno attraversato nel corso della loro splendida avventura. Ma la bravura della scrittrice non sta solo in questo; un'altra caratteristica che mi ha molto colpito durante la lettura di questo libro è stata infatti la scorrevolezza della narrazione: è riuscita a produrre una biografia la cui lettura non è affatto impegnativa.
Il risultato del suo lavoro è un romanzo eccellente, avventuroso e appassionante, che consiglio a tutti di leggere.

 

 

1 Comments:

At 23/1/07 10:53, Blogger Ali said...

Sembra un romanzo davvero interessante! Poi la bravura di Isabel Allende è risaputa...Sicuramente lo leggerò..

 

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