martedì, gennaio 30, 2007

Maus, la lunga epopea di Vladek Spiegelman


"Maus" narra a fumetti la lunga e triste avventura di Vladek Spiegelman, una delle tante persone che hanno vissuto sulla loro pelle la tragedia dei campi di concentramento nazisti. Il romanzo infatti è incentrato sul racconto che egli fa al figlio Art Spiegelman riguardo alla sua terribile esperienza. La storia del padre comincia quando non era ancora sposato con la moglie Anja, quando il fatto di essere ebrei polacchi non era così importante all'interno della società della Polonia dell'epoca. Tutto cambia dopo che conosce la sua futura consorte, una donna la cui famiglia era della stessa religione di Vladek ed era inoltre molto ricca, a Sosnowiec, una cittadina vicino al confine con la Germania. Poco dopo il loro matrimonio, la Germania di Hitler invade la Polonia e comincia ad imporre leggi fasciste che, con il tempo portano Vladek, Anja e le rispettive famiglie all'interno dei campi di concentramento, dopo essere passati all'interno dei ghetti, dove il protagonista della storia costruiva bunker nascosti dai quali comunque prima o poi usciva e veniva scoperto. Finisce in diversi lagher, tra cui Auschwitz e Dachau, da cui esce incolume grazie alla sua forza fisica ma soprattutto grazie alla sua abilità nel fare qualsiasi lavoro che gli viene proposto sia dai polacchi diventati kapò sia dagli stessi tedeschi. Lo sfortunato uomo deve però fare i conti durante il suo periodo di internamento con altri fatti molto tristi, come ad esempio la morte del figlio avuto dal rapporto con Anja, Richieu, e l'uccisione dei suoi familiari e di quelli della moglie. Dopo la fine della guerra e la liberazione da parte degli Alleati e dopo la nascita del secondo figlio, Art, la consorte di Vladek non regge agli orrori patiti durante la guerra e si suicida. Il marito allora si risposa con Mala, ma nella sua mente rimarrà per sempre il ricordo della moglie con la quale aveva vissuto gli orrori della guerra.
Uno dei tanti pregi di questo libro è la struttura narrativa: l'autore ha infatti saputo abilmente intrecciare il suo racconto a cavallo tra il presente e il passato, riuscendo così ad attirare l'attenzione del lettore, che si trova prima a vedere la conversazione tra Vladek ed Art, seduti tranquillamente all'interno di una casa come tante altre al giorno d'oggi, e che poi viene catapultato in una realtà che sembra impossibile da credere, la cui crudezza sembra irreale: quella dei campi di concentramento, dove la vita stessa sembra non aver senso di essere vissuta.
Un'altra particolarità del romanzo a fumetti "Maus" è la caratterizzazione dei personaggi: Art è infatti il simbolo della gioventù contemporanea, sempre di fretta, impaziente nei confronti dell'anziano padre; Vladek, invece, rappresenta gli anziani, che credono che i giovani non siano capaci di essere alla loro altezza perchè hanno meno esperienza e che il loro interesse principale sia il consumo. Il personaggio che fa da intermediario tra i due è Mala, che simboleggia le personalità più aperte, che comprendono le esigenze e le necessità degli altri.
Un'altra idea infine dell'autore è degna di nota: per ogni popolazione ha infatti scelto un animale. Perciò i diversi popoli sono diventati: topi e gatti (rispettivamente ebrei e tedeschi; la metafora si spiega con la famosa rivalità tra gli animali sopra citati), maiali (ossia polacchi, che hanno commesso un'azione infame passando dalla parte dei nazisti), pesci (britannici; la metafora è dovuta forse al fatto che avevano abboccato in precedenza ai buoni propositi di Hitler), rane (francesi, che, dopo l'invasione della Germania, avevano instaurato un governo collaborazionista), cani (rappresentano gli Americani, acerrimi nemici dei nazisti), renne (simboleggiano gli svedesi, forse unico caso nel libro in cui si usa una metafora per riferirsi all'ambiente in cui ci si trova), farfalle (la speranza).
Questo è uno dei libri che spiega molto bene l'Olocausto attraverso dei disegni che lo rappresentano in modo vivido: è uno dei modi più efficaci per ricordare a tutti uno dei periodi più bui della storia del Novecento, e per aiutare a non commettere gli stessi errori.

 

 

3 Comments:

At 3/2/07 21:55, Blogger fra'06 said...

Ho letto anch'io questo fumetto negli ultimi tempi e devo dire che mi è molto piaciuto.
Ho molto apprezzato l'inredibile umanità che infonde l'autore nei personaggi, come renda bene attraverso il disegno il suo stato d'animo e la diversità di idee fra Vladek e lui; o come cambi il punto di vista da un personaggio all'altro.
La descrizione dei lager, così incredibilmente accurata e particolareggiata fanno capire che una tragedia umana come quella che passo Vladek Spiegellman non si può dimenticare se vissuta in prima persona.
Sono rimasto molto colpito dalla caratteristica del protagonista di essere molto avaro; se in tempi più recenti può sembrare stupido, o inutile, nel periodo nazista lo ha salvato, dimostrandosi non un difetto ma un vantaggio, e da allora lui l'ha accentuata in quanto da questa è ,in qualche modo, "protetto".
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FRa FoR FReedom

 
At 6/2/07 13:46, Blogger matteo06 said...

Anch' io ho letto Maus di Art Spiegelmann e mi ha fatto una fantastica impressione. Nonostante sia un fumetto, esprime l' idea dell' Olocausto in maniera incredibilmente realista e senza sottovalutare l' importanza dell' argomento. Secondo me l' idea di disegnare i personaggi sotto forma di animali è un' ottima intuizione, perchè colpisce subito al primo colpo d' occhio. Ad esempio, gli ebrei sono topi, i polacchi non ebrei maiali, i tedeschi gatti, i francesi rane e gli svedesi renne.
Anche l' alternamento di racconti legati ad esperienze della Seconda Guerra Mondiale di Vladek e di fatti di vita quotidiana è un modo per far risaltare la differenza tra i due modi di vivere; inoltre si nota chiaramente che la guerra e le precarie condizioni di vita hanno influito enormemente sul carattere di Vladek, come notano Art, Mala e Françoise.
Questo fumetto è anche pieno di dettagli che aiutano ancora meglio a stupire il lettore che, come nel mio caso, dopo un po' non riesce a staccarsi dal libro ed è tristissimo quando esso finisce.
Un' ultima cosa: ho trovato molto triste e avvilente la storia di Anja, che si suicidò nel '68. Era molto espressivo al riguardo il "fumetto nel fumetto" scritto sempre da Art, che mostrava ciò che era veramente successo in quel momento.

 
At 8/2/07 12:56, Blogger ilaria said...

Ciao,siamo Ilaria e Roberta e anche noi abbiamo letto questo libro che ci è piaciuto parecchio,nonostante questo genere non sia uno dei nostri preferiti.
Secondo noi,l'autore è riuscito a far percepire al lettore ciò che avveniva e si viveva nei campi di concentramento ed inoltre non ha reso particolarmente pesante la lettura,nonostante il tema trattato.
Abbiamo anche apprezzato il confronto del protagonista nel passato e nel presente,notando così una straordinaria somiglianza del suo carattere anche se in tempi completamente diversi.Infatti,nel corso degli anni,è rimasta la sua avarizia,utile in tempo di guerra ma criticabile ai nostri giorni.
Particolare l'aver assegnato alle varie persone di nazionalità diversa,altrettanti animali.
Per tutti questi motivi,lo consigliamo a chi voglia affrontare un tema così discusso ed atroce,attraveso il fumetto.

 

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