sabato, gennaio 20, 2007

Maus


La professoressa ci ha fatto leggere Maus, di Art Spiegelman. Devo dire che mi è piaciuto: il misto tra realtà e fantasia, cioè l'idea di dare un animale diverso ad ogni tipo di persona (gli ebrei sono topi, i polacchi maiali, i tedeschi gatti, gli americani cani, i francesi rane...)rende ancora più particolarmente interessante questo fumetto, che già di per sè è avvincente e prende il lettore. L'ho letto con molto piacere, spesso mi ha rattristata, mi ha fatto quasi piangere in alcuni punti dove descrive la tragicità di Aushwitz(di cui ho sentito dire tutto, ma non è mai abbastanza per non stupirmi e desolarmi più dell'inumanità degli uomini)e mi ha fatto ridere. I problemi dell'artista, descritti nella seconda parte, delineano il suo profilo psicologico, che incide ancora di più la mente del lettore con una tristezza che si espande sempre di più nel cuore. Ma il modo di parlare di Vladek, padre di Art, tutte le sue avventure (e i suoi colpi di fortuna, che gli hanno permesso di sopravvivere all'olocausto) ti prendono e non ti lasciano più. E quando il libro è finito avrei voluto saperne di più, conoscere altri dettagli, avrei voluto che il libro durasse all'infinito.

 

 

2 Comments:

At 23/1/07 10:37, Blogger gabry5g said...

Qusto fumetto spiega molto bene la vita degli ebrei nei campi di concentramento.Art Spiegelmann riesce a comunicarci questo tema e a farcelo comprendere anche sotto forma di fumetto.

 
At 23/1/07 10:37, Blogger ilaria said...

Sono d'accordo con te..anche a me è piaciuta molto l'idea di diversi animali a seconda della nazionalità dei personaggi.Lettura piacevole e scorrevole nonostante il libro tratti di un tema drammatico quale l'olocausto.

 

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