lunedì, febbraio 26, 2007

Isabel Allende, La citta' delle Bestie

Questo mese ho letto "La citta' delle Bestie", primo volume di una trilogia, di Isabel Allende. Narra di un ragazzino californiano di 15 anni, Alexander Cold, che a causa del tumore della mamma viene affidato alla nonna giornalista. Con lei, partecipante alla spedizione dell' "International Geographic", intraprende un viaggio nella foresta amazzonica per cercare la mostruosa Bestia, che con il suo odore paralizza chi la incontra. Alex si trova così ad affrontare eventi e situazioni eccezionali: dalle banali punture degli insetti, all’incontro con animali feroci e creature magnetiche come il giaguaro, suo animale totemico.
Nel gruppo della spedizione c’è anche Nadia, la figlia tredicenne della guida. La madre è inglese ma lei è nata nella foresta e si muove in perfetta armonia nella natura selvaggia. Sa tante cose e Alex con lei si sente più sicuro. I due ragazzi sono inseparabili e le loro avventure diventano incalzanti: incontrano spiriti e sciamani, scoprono che alcuni membri della spedizione vogliono sterminare gli indios, cadono in balia del Popolo della Nebbia, assumono strani poteri e sensibilità... Alla fine riescono a scoprire il mistero della Bestia e a salvare gli indigeni, ma anche a conoscersi meglio e si lasciano tranquilli, sapendo che potranno continuare a vedersi "con il cuore".

 

 

venerdì, febbraio 16, 2007

Il gene X e i mutanti

Nel ormai vasto universo delle storie Marvel vi sono tre gruppi fondamentali, Fantastici Quattro, Vendicatori e X men.Vorrei parlare di questi ultimi in quanto sono usciti recentemente tre film, che semplificano notevolmente la storia rendendola più facilmtente accessibile a tutti.Questo lo dico perchè chiunque apra una testata qualsiasi degli Xmen è improbabile che ne compri altri, data l'intreccio confusissimo delle storie.Chi sono gli X men?Gli X men sono mutanti, ovvero esseri umani nati con un gene in più, chiamato gene X. Questo si sviluppa nell'adolescenza e rende chi lo porta "non umano"; può quindi donare la capacità di leggere nel pensiero, come può dare soltanto un aspetto terribile o doni spaventosi. I mutanti sono nell'universo Marvel ciò su cui si riversa il razzismo, in quanto i comuni esseri umani, spaventati da questi, gli vedono come una minaccia. Il gruppo degli Xmen nasce quando un telepate, Charles Xavier, crea una scuola per "giovani dotati", ovvero per i mutanti che devono scoprire i loro poteri e imparare ad usarli.Gli insegnati di questa scuola, ovvero i primi allievi di Xavier, sono gli uomini x, e hanno il compito di aiutare gli uomini e i mutanti a cooperare e costruire un futuro insieme.
Fra i mutanti come fra le persone comuni vi sono dei fanatici che non contribuiscono all'unione delle due società; quindi da una parte vi sono dei politici che, terrorizzati dalle infite capacità di questi esseri, richiedono la registrazione dei mutanti, quindi vogliono che pubblicamente chi possiede il gene x si riveli,dall' altra vi è Eric Magnus, o Magneto, che intende creare un mondo dove vi siano solo mutanti eliminando la specie umana.Magneto è un sopravvissuto dei campi di sterminio, ed è convinto che l'essere umano dopo ciò che ha fatto non sia più degno di controllare il pianeta in quanto inferiore.
Nel mezzo vi sono gli Xmen, che, dopo aver salvato due mutanti(wolwerine, uomo dal passato oscuro in quanto governi vari si sono accaniti su di lui per farlo diventare un'arma umana e Rogue, giovane ragazza col tremendo potere di non poter toccar nessuno senza così ucciderlo) intuiscono che Magneto intende fare un attentato terroristico, e per fare ciò ha però bisogno del primo dei due mutanti; decidono quindi di proteggerlo facendolo entrare nel gruppo e di dare la caccia a Magneto e la confraternita dei mutanti (l'associazione a cui fa capo Eric Magnus).
Cosa avrà in mente Magnus e cosa effettivamente rischia il genere umano lo si scoprirà solo andanso avanti nel film.
Seppure molto semplificati, i film rendono ottimamente l'atmosfera del fumetto, con discussioni fra i personaggi(anche se poco soventi) sulla morale e sul razzismo.Per chi sia interessato ai fumetti consiglio nuovamente MARVEL di alex Ross, che fà capire cosa provino i comuni esseri umani nei confronti dell' "homo superior".
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FRa FoR FReedom

 

 

giovedì, febbraio 15, 2007

Fiera del libro

La fiera del libro è, a mio parere, una grande occasione culturale per la nostra città, ed è importante che anche i giovani si interessino. fra le varie occasioni culturali c'è l'incontro con vari scrittori, fra cui Bruno Gambarotta, scrittore umoristico, che sarebbe interessante vedere dal vivo perchè narrare usando l'umorismo è davvero un modo istruttivo per narrare la vita stessa

 

 

Fiera del libro 2007 - Adotta uno scrittore

Anche quest'anno avverrà di nuovo l'iniziativa della Fiera del Libro per la quale una scuola può accogliere uno scrittore. Quest'iniziativa interessante, quest'anno prevede i seguenti scrittori:
Io proporrei Stefania Bertola e Giuseppe Culicchia. Cosa ne pensate voi?

 

 

martedì, febbraio 13, 2007

Il calcio cerca di ripartire dopo le violenze negli stadi


E' uno scandalo! Dopo i fatti di Catania,con la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti,lo stato italiano ha cercato di limitare i danni negli stadi chiudendo questi per una settimana e facendo applicare i famosi tornelli all'entrata degli stadi.Naturalmente molti degli stati italiani non erano e restano non a norma.Ma il problema non è del tutto italiano.Recentemente,in Francia,durante un derby (disputato da Lione e St.Etienne) del campionato di calcio francese,i tifosi del St.Etienne hanno lanciato dei fumogeni nella curva della tifoseria avversaria.L'arbritro ha interrotto la partita per venti minuti,per poi farla terminare.Questo è tutto per quanto riguarda i tifosi;ma i calciatori non sono da meno!Proprio due giorni fa nell'incontro di Champions League tra Inter e Valencia i giocatori,a fine partita,se le sono date di santa ragione (un giocatore dell'Inter ci ha rimesso il naso).L'Uefa (maggior organo del calcio europeo) sta pensando di sanzionare cinque giocatori delle due squadre.Un giocatore italiano del Valencia ha detto: "Non so come si possa sconfiggere la violenza negli stadi se siamo noi i primi a fare i vandali!"Parole sagge!

 

 

Un'ottima annata

Max,un bambino orfano, trascorre tutte le sue estati in Francia, in una tenuta in Provenza, insieme all'adorato zio, grande intenditore di vini e di donne.............
Il tempo vola....e Max diventa il broker londinese più ambizioso e crudele, pur se abile. Dopo un' ultima speculazione portata a buon termine, Max viene sconvolto dalla morte di suo zio che non vede e non sente da quando era ragazzo: deve perciò recarsi in Provenza per risolvere le questioni legate all'eredità.
Un volta arrivato in Francia, i ricordi delle vacanze trascorse in gioventù si rifanno vivi, così come le persone conosciute in quei periodi insieme alla vita francese, così diversa da quella inglese.
Mentre Max sta decidendo cosa fare della vigna e della tenuta lasciata da suo zio, si fa viva una ventenne californiana, Christie Roberts, che dice di essere la figlia illegittima dello zio, e, se questo fosse vero, per la legge francese, anche l'unica erede..........
Nel paese provenzale di Luberon il protagonista incontra una donna che gestisce un bistrot: anche lei evoca un passato dimenticato, lontano dalla frenesia della city londinese. Nel frattempo la società per cui Max lavora lo richiama a Londra nel momento in cui egli sta vendendo la casa. Sospesa la vendita, proprio durante il colloquio che dovrebbe essere decisivo per la sua carriera, osserva una copia di un celebre quadro provenzale di Van Gogh e scopre che l'originale è custodito dal direttore generale della compagnia finanziaria nel buio caveau di una banca. Folgorato dalla scoperta della differenza tra apparenza e realtà, l'uomo in carriera rifiuta l'offerta della sua vita e sceglie il paesaggio francese al quale Van Gogh si è ispirato, un'esistenza fatta di ritmi legati al susseguirsi delle stagioni, al respiro dell'uomo immerso nei segreti della natura insieme alla donna che ama e alla cugina che diventa la sua preziosa alleata nella conduzione dell'azienda vinicola.
Anche se la conclusione del film può apparire scontata, è originale la scoperta intuitiva della scelta da compiere grazie all'aiuto dell'arte e di Van Gogh. All'interno della narrazione cinematografica, risultano rilevanti i flash-back in bianco e nero e la centralità del senso dell'olfatto.

 

 

Maus

Il libro di Art Spiegelman, Maus, è un fumetto tratto da una storia vera. Il racconto narra la difficile vita di una famiglia ebrea sopravvissuta all'olocausto. I protagonisti sono Vladek e Anja Spiegelman, due ebrei che durante il corso della loro storia cercano di fare di tutto per rimanere uniti. In una prima parte del libro la famiglia Spiegelman riuscirà a nascondersi presso alcuni Polacchi, ma poi, attraversando la frontiera per andare in Ungheria, verrà catturata e deportata nel campo di concentramento di Auschwitz. Qui, per la prima volta Vladek ed Anja verranno divisi. Nel campo Vladek trascorrerà un difficilissimo periodo dove lavorerà dapprima da stagnaio, poi da calzolaio ed infine sarà costretto ai lavori pesanti. Alla fine sia Vladek che Anja riusciranno a sopravvivere ritornando ad una vita simile a quella precedente all'olocausto. Nel libro gli ebrei erano rappresentati come topi, i tedeschi come gatti ed i polacchi come maiali. Ho trovato il libro molto interessante, tuttavia trovo che la rappresentazione grafica attraverso il fumetto non esprima la reale tragedia della Shoah.

 

 

giovedì, febbraio 08, 2007

Sequel of My Chemical Romance News



Non posso dire altro che LoNG LifE tO tHe BlaCK PAraDe!!!

Avevo sentito parlare di questo gruppo già tempo fa', ma l'ultimo uscito è un album che va assolutamente ascoltato...
Sono un gruppo a dir poco stravagante, le tematiche potrebbero sembrare (anzi sono) alquanto MaCAbrE...
The Black Parade rimane comunque un album molto bello, caraterrizzato da brani singolari (date 1 occhiata ai testi) vedasi "Mama".
Forse un po' ardito definire MeTAl il genere, ma effettivamente alcuni brani potrebbero assomigliarvi; rimangono tuttavia principali gli influssi Punk e, come già detto, in particolare, quello Emo.
Non c'è altro da dire sui MCR, se non ricordare i 2 milioni di copie in All the World già vendute...

 

 

Long Life To The Black Parade

Per chi mi conosce sa che il titolo di questo post è uno dei miei slogan preferiti, comunque per chi non sa di cosa sto parlando "The Black Parade" è il titolo dell'album dei My Chemical Romance uscito ufficialmente il 23 ottobre 2006. I My Chemical Romance si formarono a Newark nei primi mesi del 2000 su iniziativa del cantante Gerard Way e dell'ex batterista Matt Pellissier e da allora hanno composto tre album prima della Black Parade: "I Brought You My Bullets, You Brought Me Your Love" (2002), "Three Cheers for Sweet Revenge" (2004) e "Life on the Murder Scene" (2005). Il genere musicale di questa band, per quanto riguarda i primi album è l'emo-punk, ma per il quarto è senza dubbio un genere rock tendente anche al metal in alcune canzoni. La "Black Parade" è un album di concetto, infatti parla di un malato terminale che sembra intraprendere un viaggio posteriore alla sua vita. Questo nuovo album ha già venduto 240.000 copie in Europa, ricevendo buone recensioni da parte dei critici americani e britannici.
Vi consiglio, se vi piace il genere, di ascoltare i due singoli estratti dalla Black Parade "Welcome To The Black Parade" e "Famous Last Words", ma anche "Helena", estratto da "Three Cheers for Sweet Revenge".

 

 

Step up


Sabato scorso, poichè i compiti non erano tanti,insieme a una mia amica patita per la danza,siamo andate a vedere il nuovo film sull'argomento.I protagonisti sono Tyler e Nora.Tyler è un ragazzo dei quartieri poveri,in affidamento insieme ad altri due bambini,che passa la giornata a combinare guai insieme ai suoi amici.Proprio a causa di un'irruzione nella scuola d'arte,di cui ha distrutto alcune attrezzature,è condannato a molte ore di servizi sociali in questa scuola.Qui incontra Nora,ballerina all'ultimo anno,che sta preparando il saggio finale su cui sarà valutata.Una serie di circostanze portano Tyler ad essere partner di Nora nella preparazione del suo pezzo:i dui ragazzi cominciano a conoscersi,diventano amici e alla fine si innamorano.Benchè il tema della danza sia stato ormai trattato fino alla nausea e il finale sia un pò scontato,è un film che mi è piaciuto molto,perchè adoro i film romantici ma che sono anche un pò drammatici...

 

 

Batman begins, le origini drammatiche di un supereroe


Come è nato il mitico protettore di Gotham City? E' sempre stato il provvidenziale e coraggioso "pipistrello notturno" che tutti noi conosciamo? Ma soprattutto, da dove nasce il suo stemma che rappresenta il tenebroso animale della notte? Per capire a fondo il suo carattere e comprendere la sua azione protettrice, bisogna conoscere la sua infanzia. Quando è ancora un bambino, infatti, avvengono due fatti che segneranno per sempre la sua vita: il primo è la caduta nel pozzo che si trova nel giardino dell'immensa tenuta dei genitori, dove si imbatte in uno stormo di pipistrelli. Lui ne rimane traumatizzato, perchè questi animali sono la sua più grande paura. Il secondo avvenimento è la morte dei genitori, uccisi da un pazzo che voleva che loro gli consegnassero tutti i soldi che possedevano davanti all'uscita posteriore di un teatro; siccome l'uscita prima della fine dello spettacolo era dovuta al fatto che il piccolo Bruce aveva visto in alcune figure scure presenti sulla scena dei pipistrelli, questi crederà sempre che la colpa della morte dei genitori sia attribuibile a lui. Per espiare questa colpa, impartirà a se stesso una serie di tremende punizioni, tra le quali l'imprigionamento, fino a che non arriverà una singolare persona che lo tirerà fuori con la promessa di aiutarlo a curarsi da questa perenne colpa. Questi lo sottopone ad un duro addestramento che comprende anche le arti marziali e che mira soprattutto a superare la sua paura dei pipistrelli e il suo senso di colpa. Alla fine del suo percorso come allievo, però, scopre che la setta comandata da colui che lo aveva tirato fuori di prigione usa come metodo di giustizia la vendetta con omicidio e la abbandona. Ritorna allora a Gotham, dove decide di difendere la legalità diventando il leggendario Batman: sceglie come suo simbolo il pipistrello per infondere quella che era la sua maggior paura ai suoi avversari. Dopo poco tempo, però, la setta di cui aveva fatto parte torna per distruggere Gotham perchè ritiene che la città sia troppo carica d'ingiustizia e di illegalità. Il celeberrimo paladino della giustizia riuscirà a dimostrare il contrario, salvando la sua città dal progetto catastrofico della setta.
Il bravissimo regista Christopher Nolan è riuscito a produrre un film che delinea più che altro i caratteri psicologici del supereroe Batman senza renderlo eccessivamente pesante.
Il film è inoltre un'amara critica della società contemporanea e della sua illegalità: il mondo infatti non deve essere rifatto su nuove leggi che creino un altro stile di vita diverso da quello di adesso, ma bisognerebbe che esistessero delle persone in grado di far rispettare le regolamentazioni tuttora esistenti; la stessa Gotham City della storia, se si osserva con attenzione, è un ritratto estremo dei problemi delle città dei giorni nostri.

 

 

Maus - Mio padre sanguina Storia

La vicenda narrata è realmente avvenuta, ed è incentrata sulla figura del padre dell'autore, Vladek Spiegelman, ebreo polacco vissuto durante l'occupazione tedesca degli anni '30 della Polonia. Figura di una certa rilevanza è quella della moglie di Vladek, Anja, dal carattere tuttavia piuttosto debole. Durante le persecuzioni antisemite, verrà poco a poco sterminata tutta la loro famiglia, e perfino il primo figlio della giovane coppia, ucciso dalla zia per evitare che finisse in un lager.
Il narratore è interno, ed è il secondo figlio di Vladek, Art, che traspone anche se stesso nel fumetto, rappresentandosi sotto forma di topo, con l'obiettivo di comunicare al lettore come l'orrore nazista abbia ridotto milioni di persone allo stato di animali che lottano per la sopravvivenza come unico fine. Dopo una travagliata odissea, fatta di paure e rischi, entrambi i coniugi finiranno in un campo di sterminio, da cui, però usciranno alla fine della guerra.
Ho apprezzato molto questo fumetto, poichè lo ritengo la prima opera di sensibilizzazione all'argomento per le giovani generazioni, che un giorno rappresenteranno le nazioni del mondo, e far sì che ciò che molti dei nostri anziani hanno vissuto non si ripeta.

 

 

mercoledì, febbraio 07, 2007

MAUS,racconto di un sopravvissuto

Maus è stato scritto da Art Spiegelman pochi anni dopo il suicidio di sua madre,racconta la storia del padre,Vladeck Spiegelman,un sopravvissuto all'olocausto degli ebrei.
Questa storia è un fumetto,quindi è molto piacevole da leggere e descrive bene la situazione di quegli anni e la vita che conducevano gli ebrei.
Vladeck Spiegelman era un ebreo polacco che,prima della Seconda Guerra Mondiale,sposò Anja Zylberberg,ed ebbero un figlio,Richieu.
Prima delle persecuzioni,iniziate dal '38,si arricchì con una fabbrica tessile,ma poi i nazisti la sequestrarono e lui dovette lavorare per loro in un campo di prigionieri ebrei e polacchi e,dopo poco tempo lo portarono insieme alla sua famiglia in un campo di concentramento e viene raccontato cosa accadeva nei campi.
Dopo Vladeck e Anja riuscirono a fuggire alla fine della guerra e iniziarono una nuova vita anche se tutti i familiari,compreso loro figlio Richieu,erano morti,e dopo qualche anno nacque il loro secondo figlio,Art Spiegelman,l'autore di questo libro.

 

 

martedì, febbraio 06, 2007

"Maus"

"Maus" è un libro tutto a fumetti in bianco e nero che racconta la storia di una famiglia ebrea durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Vladek, il protagonista, è intervistato dal figlio Art che voleva pubblicare un articolo raccontando questa storia. Vladek viene deportato nel campo di concentramento ad Auschwitz dove lavora duramente e alla fine, dopo una lunga storia riesce a tornare a casa con sua moglie Anja.
Secondo me l'autore, Art Spiegelmann, è stato molto originale a trattare un argomento così importante interpretandolo con i fumetti e dando ad ogni "ruolo" un'importanza diversa; infatti gli Ebrei sono interpretati da topi, i Polacchi dai maiali e i Tedeschi fascisti dai gatti. Per me, che sono un'amante proprio di questo genere (i fumetti) l'ho trovato molto interessante e mi è piaciuto molto.

 

 

Achtung!

Forse risulterò monotono... Forse non trasmetterò nel miglior modo le mie emozioni... Ma ci proverò comunque... Ho letto Maus di Art Spiegelman. Dico subito che è una lettura particolare, che può risultare pesante (per i contenuti molto profondi), e che può piacere e non. E' un fumetto, graffiante: colpisce molto l'animo del lettore, e risulta essere, tra quelle testimonianze scritte che raccontano il raccapriccio della Seconda Guerra Mondiale, una delle più originali. La storia è la medesima (non voglio sminuirla, ma tutti conosciamo già quest'orrore), quella tristezza dell'Olocausto vissuto da milioni di persone, visto dagli occhi di Vladek Spiegelman, padre reale di Art ed ebreo che ora vive in America. Durante gli anni di terrore perde tutta la famiglia: rimane solo la moglie con lui, da cui nasce proprio l'autore del fumetto. Quando dicevo che questo fumetto è graffiante non parlavo a vanvera: il disegno, oltre a rappresentare le varie "razze" (termine orribile, ma che ci fa capire veramente la sfortuna, o la fortuna, di essere per esempio ebreo che polacco in quel periodo) con animali diversi, ha dei contorni nella maggior parte dei casi (se non sempre) spessi, spigolosi, grezzi come se fatti con una matita spuntata, e ciò mette il lettore a disagio; i colori, anche se è in bianco e nero (i colori si intuiscono sempre), sono fortemente cupi e angosciosi, opprimono chi legge. Ciò che Maus cela a prima vista sotto una forma che sembra così infantile (gli animali, sempre a prima vista, sembranno davvero fatti per una rivista per bambini) rivelano ben presto una sconvolgente psicologia umana: tutto Maus è una caricatura della mente umana, e ciò spaventa, perché tutto è pesantemente realistico. L'intera storia è raccontata dal padre Vladek ad Artie, ed è quindi un lungo flash back che si interrompe di tanto in tanto riportandoci ai giorni nostri; in queste vignette Art prende scrupolosamente appunti ascoltando il padre, appunti con cui scrive il fumetto che ora si trova nelle nostre mani; ed in questi momenti si trae un respiro di sollievo, perché il nostro cuore distoglie lo sguardo dagli orrori della guerra, ma inesorabilmente ne trova altri, problemi della nostra civiltà moderna. L'intera narrazione è costellata da moltissimi messaggi: un crocevia a forma di svastica in un momento in cui i personaggi non hanno un posto dove nascondersi (il nazismo era ovunque); un fumetto nel fumetto in cui viene raccontato il suicidio della madre dell'autore, dopo la guerra (in queste pagine a mio parere si raggiunge l'angoscia allo stato cronico); in alcune pagine Art è una persona (il corpo è umano, non antropomorfo come nelle altre pagine), ma il volto è nascosto da una maschera da topo, e va da uno psicologo perché è depresso per le colpe di una guerra che non ha vissuto (poi si riallaccia al racconto del padre, ascoltando il nastro che ha registrato durante i suoi incontri con Vladek); così si potrebbe continuare parecchio, tanti sono gli input inseriti qua e là. La depressione di Art dimostra quanto dobbiamo tenere a mente certi avvenimenti; lo stesso Vladek, reduce di tali orrori, non si fa scrupoli nel discriminare i neri verso la fine del libro. Ed è questo il punto... Ormai purtroppo la Guerra, l'Olocausto sono accaduti: il nostro dovere è ricordare (non solo con il Giorno della memoria, ma sempre), ma ciò più importante, è che sul ricordo noi dobbiamo costruire il futuro. E tali orrrori devono scomparire.

 

 

Maus !!!

Negli ultimi giorni ho letto il libro-fumetto Maus.
Questo libro narra la storia di un' uomo che per sua sfortuna ha vissuto un peroido della sua vita nell' orribile campo di concentramento di Auschwitz.
L' autore di questo libro è il figlio dell' uomo che in passato, è stato deportato in uno dei campi più conosciuti e rinomati per la perenne presenza di terrore e paura da parte dei detenuti.
L' autore di questo libro ha avuto , secondo me , un' idea molto originale perchè ha narrato questa orrapilante storia, usando la tecnica del fumetto che , secondo la mi aopinione , ha reso molto più leggera e in un certo senso più scorrevole.
L'autore ha deciso di raffigurare gli ebrei attraverso le povere figure dei topi, ha raffigurato i tedeschi attraverso i gatti ed i polacchi li ha raffigurati con i maiali.
E' stata una lettura interessante.

 

 

La ricerca della felicità


Chris Gardner è un brillante venditore in serie difficoltà economiche cha ha una moglie e un figlio da mantenere.
Indietro con l'affitto per mancanza di lavoro, Chris viene lasciato dalla moglie che, non capace di sopportare questo periodo difficile, decide di andare a New York e gli affida il figlio Gardner, di appena cinque anni .
I due vengono sfrattati dall'appartamento di San Francisco e sono costretti a vivere in uno squallido motel che poi dovranno abbandonare per mancanza di denaro.
Inizia quindi una serie di peregrinazioni che li portano a vivere nei ricoveri per anziani, nei bagni della metro e sugli autobus.
Nonostante i suoi guai, Chris continua ad essere un padre affettuoso e presente usando l'amore e la fiducia che il figlio nutre per lui per superare tutti gli ostacoli presenti sulla sua strada.
Intanto, quasi per caso, l'uomo viene assunto come praticante presso una prestigiosa società di consulenza finanziaria e alla fine, dopo molti sacrifici, inizierà a lavorare con questa compagnia , realizzando il suo sogno di una vita migliore per entrambi e trovando una piccola porzione di felicità.
Questo è un film ispirato ad una storia vera che viene interpretato da Will Smith e Jaden Smith, padre e figlio anche nella realtà.
Mi è piaciuto molto e mi ha colpito soprattutto la dignità che Chris dimostra di avere in ogni momento.

 

 

Maus: racconto di un sopravvissuto


“Un’epopea narrata a disegni minuscoli” (New York Times)


Maus è un romanzo a fumetti di Art Spiegelman. Nelle sue quasi 300 tavole Spiegelman narra e rappresenta il triste racconto del padre Vladek, sopravvisuto della Seconda Guerra Mondiale.
Nello sviluppo della vicenda l'autore alterna il presente, contesto in cui lui stesso si inserisce, con il passato, ovvero i fatti della guerra che vengono man mano raccontati dal padre.
Il romanzo si articola in due libri: "Mio padre sanguina storia" e "E qui cominciano i miei guai”, entrambi sono collegati allo sviluppo della trama stessa; tuttavia nel primo libro sono raccontati i fatti precedenti la reclusione ad Auschwitz di Vladek, mentre nel secondo quelli successivi.
In Maus tutti
i personaggi sono rappresentati sotto sembianze animali, ad esempio gli Ebrei sono topi, i Tedeschi gatti, i Polacchi maiali, gli Americani cani, i Francesi rane.
"Maus è una storia fantastica" vale la pena d'esser letta. Data la vera essenza del libro, ovvero quella del fumetto, il testo risulta più scorrevole e il contenuto meno forte; ciònonostante il messaggio che l'autore intende comunicarci è più che chiaro.
Un libro consigliabile anche a coloro che non amassero particolarmente questo genere; in definitiva, un racconto unico che sa appassionare, commuovere e divertire, ma anche far riflettere su un argomento tanto drammatico quanto può essere quello della Seconda Guerra Mondiale.

 

 

Maus,il geniale fumetto nato dalla mente di Art Spieghelman

Questo libro-fumetto racconta la storia del padre di Art,Vladek Spieghelman, e dell'intera famiglia Spieghelman.La storia è ambientata durante la seconda guerra mondiale ed è incentrata sull'olocausto.Art ritrae se stesso e tutti gli ebrei come topi,mentre rappresenta i nazisti come gatti.Il padre di Art ,Vladek,è un ebreo polacco che durante gli anni '30 del '900 è impiegato in attività commerciali e per questo motivo è abbastanza ricco.Vladek poi si reca a Sosnowiec per fare visita alla sua famiglia e qui conosce Anja che in seguito sarà sua moglie.Nel 1939 Vladek viene mandato sul fronte di battaglia e da qui inizia la sua seconda vita fatta di bunker e nascondigli. Durante questi anni Vladek cerca di mantenere in vita tutta la famiglia di Anja comprando cibo al mercato nero e fingendosi imprenditore vendendo stoffe.Dopo avere vagato alla ricerca di nascondigli sempre nuovi e sicuri, Vladek e Anja decidono di tentare di attraversare la frontiera per andare in Ungheria ma sopratutto per scampare al pericolo nazista.Non ci riescono e vengono deportati ad Auschwitz dove Vladek trascorre un lungo periodo vari lavori ed infine i lavori pesanti, cercando sempre di aiutare il più possibile Anja.

 

 

Atr Spiegelman: MAUS

ho letto maus di art spiegelman, un'opera molto autobiografica, infatti lo stesso autore è un personaggio del libro, che porta il suo stesso nome. spiegelman utilizza il fumetto allegorico per raccontare la storia: i personaggi sono rappresentati con aspetto animale, per esempio gli ebrei perseguitati sono dei topi, contrapposti ai tedeschi raffigurati come gatti. il libro parla di un giovane autore, art spiegelman, intenzionato a far conoscere la storia del padre, un ebreo polacco sopravvissuto ai campi di concentramento. vladek, padre di art, racconta al figlio che mentre si trovava a sosnowiec, in polonia, per visitare la sua famiglia incontra anja, un giovane ebrea del paese e se innamora. nel frattempo scoppia il secondo conflitto mondiale e nel 1939 vladek viene mandato al fronte e fatto prigioniero: da qui inizia una parte della sua vita in cui deve vivere in luoghi bui e nascosti, per non essere scoperto dai nazisti, cercare cibo al mercato nero e vendere stoffe senza tessera. dopo alcuni mesi passati a nascondersi in posti sempre nuovi e più sicuri, vladek e anja decidono di passare la frontiera per andare in ungheria, ma vengono presi e mandati nel campo di concentramento di auschwitz, dove vladek fa dapprima lo stagnaio, poi il calzolaio ed infine viene messo ai lavori forzati, ma cerca sempre di aiutare in tutti i modi la moglie.

 

 

Maus

Maus è un appassionante fumetto nel quale i personaggi sono rappresentati da diversi animali a seconda della loro nazionalità o religione: i nostri protagonisti ebrei sono topi, i nazisti sono i gatti, i cani sono gli americani e così via. Il racconto mette continuamente a confronto le durissime condizioni del campo di sterminio di Auschwitz con la tranquilla e vivace vita in un quartiere di New York. Queste due esperienze sono vissute dal vecchio Vladek, ormai malato e costretto a sopportare le domande di suo figlio Artie, che vuole sapere di tutto sul suo passato ad Auschwitz per scriverene un libro. Così il padre inizia il suo racconto e illustra ciò che ha dovuto passare durante la persecuzione dei nazisti e dell'impossibile che ha fatto per salvarsi. Nonostante sia sopravvissuto è stata una storia tragica, poiché ha perso quasi tittti i suoi familiari e i suoi più cari amici. Insomma queste sono le testimonianze di un superstite raccontate per mantenere vivo il ricordo di quella tragedia immane.

 

 

"Maus", di Art Spiegelmann


"Maus" è un romanzo a fumetti incentrato sulla tragedia dell'Olocausto. Il giornalista Art Spiegelmann intervista il padre Vladek sulla sua esperienza durante la Seconda Guerra Mondiale. La narrazione parte da un momento relativamente tranquillo della vita di Vladek, quando ancora giovane e spensierato si godeva i piaceri della vita, a Sosnowiec, in Polonia, dove era andato a trovare la sua famiglia. Qui incontra Anja, una giovane ragazza ebrea del paese, se ne innamora e la sposa. Ma nel settembre del 1939 scoppia la guerra; da questo momento inizia una vita difficilissima, fatta di giornate passate in bunker costruiti da Vladek stesso e cercando cibo al mercato nero, resa un po' meno dura solo dalla notevole ricchezza della sua famiglia. Dopo avere vagato alla ricerca di nuovi nascondigli, Vladek e Anja decidono di tentare di attraversare la frontiera per scampare al pericolo nazista rifugiandosi in Ungheria. Vengono, però, scoperti e mandati entrambi al campo di concentramento di Auschwitz, dove Vladek trascorre un lungo periodo facendo lo stagnaio, poi il calzolaio ed infine i lavori pesanti, cercando sempre di aiutare il più possibile Anja. Alla fine, sia Vladek che Anja riescono a sopravvivere e ritornano a vivere una vita quasi normale.
Trovo che la storia sia molto appassionante, ma non sia valorizzata al massimo con la tecnica del fumetto.