martedì, marzo 27, 2007

Chi di voi non ha mai sentito parlare di Dorian Gray, l'unico romanzo scritto dal Maestro Oscar Wilde (si capisce, credo, che ho una particolare simpatia per lui)? Nessuno, credo.
L'incipit della vicenda è più o meno questo: un giovine di straordinaria bellezza viene ritratto da un pittore, e, suggestionato dalle teorie di Lord Henry, desidera che il quadro invecchi al posto suo. Ma non sa che il suo desiderio verrà esaudito. Da qui parte una spirale senza uscita che lo porterà all'autodistruzione.
Il tema dell'apparenza e della sostanza è ben evidente in questo scritto. Dorian è affascinato da ciò che vede accadere sulla superficie del quadro, dopo un momento di iniziale sgomento e paura. Egli appare giovane e bello, incapace di peccato, ma in realtà la sua anima è corrotta.
La bruttezza interiore si riflette su quella esteriore, nell'universo del romanzo. Credo sia il caso di menzionare l'introduzione al libro di Wilde, che è una delle parti più interessanti del libro.
L'anima e il corpo sono due entità collegate, e l'una si riflette sull'altra. Questo in Dorian non succede e provoca un conflitto interiore, un dilemma che lo porterà a perdere sé stesso.
Quando Dorian decide di distruggere il quadro, non capisce che allo stesso modo distruggerà sé stesso. Lui e la sua anima, per quanto ormai divergenti sono irrimediabilmente collegate.
Dorian compie azioni orribile e non ne porta traccia sul viso, ma il quadro segna ogni suo piccolo errore e diventa la sua ossessione.
Un classico, forse non comprensibile interamente ad una prima lettura. Ha bisogno di essere ragionato e capito.

 

 

1 Comments:

At 31/3/07 12:45, Blogger ilaria said...

Ciao Dani!Ho letto anch'io questo libro ed anche a me è piaciuto molto.
Concordo nel dire che per capirne bene la vicenda lo si dovrebbe leggere più di una volta.Comunque,ho trovato davvero affascinante la figura di Dorian Gray e la storia è molto originale.Per me,Oscar Wilde ha saputo trattare molto bene un tema importante soprattutto per noi ragazzi,cioè sapersi accettare per come si è.

 

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