mercoledì, marzo 14, 2007

IL paradiso degli Orchi- pennac

IL paradiso degli orchi è il primo libro della saga della famiglia Malaussene, scritta da Pennac fra il 1991 e il 1999.
Il libro inizia con una presentazione della famiglia, o meglio, della "tribù" dei Malaussene; a narrare gli eventi in prima persona vi è Benjamin, il capofamiglia,è il primo figlio della madre di tutti i malaussene,la quale ha un figlio da ogni sua relazione amorosa, per poi scappare poco dop il parto lasciando il pargolo appena arrivato a Benjamin.
Vi è poi Louna, la sorella maggiore,innamorata follemente di un medico, Laurent,nonostante questo l'abbia lasciata, dal quale aspetta un figlio.La sorella successiva è Clara, che deve fare l'esame di maturità, con la mania di fotografare tutto ciò che vede, in particolare tutto ciò che le fà orrore; seguono poi Theresè, la sorella che "vede" il futuro, Jeremy, alle scuole medie, con un particolare dono che gli permette di battezzare a prima vista i neonati, e Il Piccolo (battezzato da Jeremy), famoso per i suoi disegni rappresentanti orchi natalizi e per i suoi occhiali rosa.
Altro particolare da non sottovalutare è il lavoro di Benjamin Malaussene, col quale tutta la famiglia vive; il signore in quesione è per lavoro caprio espiatorio, ovvero tutti problemi, le grane, qualsiasi lamentela, viene riversata su di lui; se, casualmente, prendesse fuoco un frigorifero, la colpa ricadrebbe su Malaussene,il quale è (ufficialmente) il responsabile tecnico.
Quando quindi si presenterà il cliente insoddisfatto in cerca di qualcuno con cui prendersela, e andrà all'ufficio reclami, qui verrà chiamato Benjamin, che subirà una tremenda piazzata e varie minacce di licenziamento dai suoi superiori, scoppierà a piangere e farà così pena al cliente che questo, il più delle volte, mosso da compassione, ritirerà la denuncia.
La storia inizia quando Malaussene, in un giorno precedente al natale, entrerà nel grande magazzino come tutti i giorni e lavorerà come sempre, fino a che non esploderà una bomba, al piano sottostante al suo.
Dopo di questa, in cui un anziano signore a perso la vita, Malaussene continuerà a vivere tranquillamente mentre la polizia apre un indagine.Il problema reale inizierà poi in seguito, quand esploderanno en altre tre bombe sempre nello stesso grande magazzino, e sempre in luoghi dove è presente Malaussene; questi diventa il maggior indiziato, e verrà trascinato in eventi che lo legheranno sempre di più alle vittime, così da farlo sembrare, sotto gli occhi di tutti, il colpevole.

La storia è presentata in prima persona, dove il narratorer non si limita a esporre i fatti, o a dire cosa prova o pensa il protagonista, ma modifica la realtà dei fatti secondo il suo punto di vista, porta avanti più discorsi contemporaneamente, facendo rendere conto al lettore di che confusione vi sia nella testa del signor Malussene.

Questo caratteristico stile con cui scrive Pennac mi è molto piaciuto, far partecipare il lettore non solo facendogli impersonare il protagonista ma anche facendogli capire cosa e come effettivamente pensi il personaggio aiuta molto nella lettura .
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FRa FoR FReedom

 

 

6 Comments:

At 15/3/07 15:39, Blogger simona said...

Se ti è piaciuto leggiti anche gli altri libri della serie; merita. Soprattutto "La fata carabina", il migliore secondo me.

Mi torna alla mente il nostro vano tentativo di introdurre Pennac in classe. Brillate esempio della ristrettezza mentale umana.

 
At 15/3/07 20:11, Blogger giulia92 said...

Io avevo cominciato a leggere questo libro, ma l'avevo lasciato perdere dopo solo una decina di pagine perche' l'ho trovato molto difficile da capire e la storia non mi sembrava interessante.

 
At 15/3/07 20:34, Blogger Paoletta said...

Invece a me leggendo questo post è piaciuto molto; secondo il mio parere deve essere una storia appassionante, coinvolgente e da quanto ho capito anche un po' intrigata. Poi no so se come dice Giulia abbia un linguaggio difficile...

 
At 15/3/07 21:36, Blogger fmx's_12 said...

Daniel Pennac, un nome una leggenda.
Anch'io ho letto questo libro, il quale risulta essere, come detto da Fra', il primo romanzo della serie di Malaussene. Senza ulteriormente ripetere la trama del libro, mi trovo in totale accordo con te, fra'.
Personalmente ho trovato questo libro interessante, ma soprattutto molto caratteristico; secondo me, la peculiarità che spinge il lettore ad apprezzarne la lettura risulta esser il libro stesso nel complesso; Pennac ha uno stile unico, sa affrontare temi molto complessi e vari con molta, relativa, semplicità.
"L'umorismo, irriducibile espressione dell'etica" per citare l'autore stesso è alla base di tutto e con esso, appunto, si riescono ad affrontare i discorsi più difficili.
Senza dubbio un libro consigliato, anche se, a tratti, non risulta molto scorrevole; appassionante e avvincente da un lato, di difficile comprensione dall'altro. Effettivamente, può sembrare, talvolta, più difficile di quanto sia in realtà, ma credo sia proprio questo l'intento dell'autore. Nel complesso una lettura piacevole che merita, almeno, di essere un minimo approfondità e non lasciata dinnanzi alla soglia della superficialità.

 
At 15/3/07 23:24, Blogger fra'06 said...

Grazie del consiglio simona, sono in ricerca del secondo capitolo della saga (la fata carabina o la prosivendola?), e sono contento di aver trovato altri apprezzatori del suo stile.Effettivamente (parlo a giulia) le prime pagine sono molte monotone, ma (a mio parere) anche questo caratterizza molto lo stile;è reale, non è ambientato il luoghi lontani, nè racconta favole, ma la vita di un uomo qualsiasi.
Il metodo che caratterizza il genere (privo di censure, fra il fantastico e il reale, in primissima persona) non l'ho trovato così terribile nella lettura, eccetto pochissime parti.
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FRa FoR FReedom

 
At 16/3/07 23:55, Blogger Bianca said...

Pennac è un dio!!! La fata carabina è il secondo ed è la sublimità. Come sarebbe non interessante? E' il più assurdo concentrato di pasticci possibile (il mio genere insomma...)! difficile è difficile... certi passaggi li devo rileggere... però è bellissimo.

 

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