venerdì, maggio 11, 2007

Arancia Meccanica - Anthony Burgess


"There was me, that is Alex, and my three droogs, that is Pete, Georgie, and Dim, and we sat in the Korova Milkbar trying to make up our rassoodocks what to do with the evening. The Korova milkbar sold milk-plus, milk plus vellocet or synthemesc or drencrom, which is what we were drinking. This would sharpen you up and make you ready for a bit of the old ultra-violence."

- A Clockwork Orange, S. Kubrick, 1971

Alex è un quindicenne inglese i cui interessi, per citare la locandina del celebre film del 1971, sono lo stupro, l'ultraviolenza e Beethoven.
Il libro, di Anthony Burgess, è suddiviso in tre parti, ognuna in sette capitoli; in totale sono ventuno, cioè l'età della maturità dell'uomo, ed è scritto usando un gergo particolare, che probabilmente vuole ricalcare le parlate dei giovani. La storia, raccontata dallo stesso Alex, narra per prima cosa le violenze sue e dei suoi drughi nel giro di una notte. E' un giro allucinante di cattiverie e bestialità, che però saranno necessarie per comprendere il vero messaggio del libro.
Il Nostro Umile Narratore (alias Alex), essendo stato tradito dai suoi compari ed avendo compiuto, seppur involontariamente, un grave delitto, verrà preso dalla polizia e mandato in carcere; dopo due anni di permanenza alla vecchia Prista (la Prigione di Stato), che non hanno fatto altro che peggiorarlo, verrà provato su di lui il metodo Ludovico, un metodo innovativo che permetterebbe ai detenuti di non tornare mai più in prigione. Ma ad un prezzo molto alto... La propria libertà di scelta. E' proprio su questo tema che si imposta il libro.
E' meglio che un uomo compia il male per sua libera scelta, oppure che compia il bene poiché costretto? E' un tema della massima importanza, secondo me. Se un uomo non può più scegliere non è più un uomo. Per quanto Alex sia cattivo e diabolico, è giusto arrogarsi il diritto di mettere le mani nel suo cervello e togliergli il libero arbitrio? Lasciarlo indifeso e scoperto, incapace di reagire e difendersi con la violenza ad una provocazione e ributtarlo nel Vasto Mondo? Si può ritenere di averlo veramente "guarito", o è forse meglio dire che lo si ha solamente costretto a fare del bene? E' con queste domande che l'autore guida il romanzo.
Il libro si chiude in modo rassicurante e forse ottimistico.
Io l'ho trovato ottimo.
Si potrebbe paragonarlo a 1984 di George Orwell, o forse lo si potrebbe classificare anche come romanzo di formazione. E' un libro che merita un posto tra i classici e che possiede un tema veramente importante all'interno.
Il titolo, molto curioso per la verità, viene da un'espressione che Burgess nel 1945, tornando dal fronte, aveva sentito dire in un bar da un cockney inglese: "As queer as a clockwork orange", strano come un'Arancia ad Orologeria (o un'Arancia Meccanica). L'autore afferma che non abbia un particolare significato.
Il film di Kubrick è straordinariamente complementare al libro, anche se il finale è decisamente satirico (l'ultimo capitolo originale mancava nella prima edizione americana).

 

 

2 Comments:

At 12/5/07 20:45, Blogger NymphetamineGirl said...

sia il libro che il film sono meravigliosi, e il tuo post mi è decisamente piaciuto... adoro il tema di questa storia, il punto sulla libertà dell'uomo, e mi dispiace che molti dei truzzetti che girano per torino e non, dicono di amare questo film avendone capito solo l'ottusa ultraviolenza di alex, billy boy e i loro drughi...
comunque io pensavo che la spiegazione del titolo, arancia meccanica, si ritrovi proprio nel punto in cui alex e i suoi drughi vanno nella casa dello scrittore, e alex per deriderlo (o qualcun altro dei suoi drughi, non ricordo) leggono parte di ciò che stava scrivendo l'uomo, il quale parlava appunto della libertà dell'uomo, e diceva che lui si opponeva a questa "arancia meccanica"(o qualcosa di simile... purtroppo non riesco a trovare la citazione nel libro...) e io ho inteso che alex era diventato un'arancia meccanica; i mean, come fa un'arancia ad essere meccanica? allo stesso modo come fa l'uomo a non essere libero?...

ditemi se mi sbaglio...

 
At 15/5/07 10:57, Blogger ilaria said...

Io nè ho letto il libro nè ho visto il film,pur avendone sentito molto parlare.Anche a me è piaciuto questo post perchè è ben spiegata la trama e i vari interrogativi dell'autore,senza rivelarne la fine.
certo che è proprio un titolo curioso e condivido l'idea espressa da nymphetaminegirl(alias lucia XD)nelle ultime righe del suo commento..Penso proprio,quindi,che leggerò prima il libro per poi guardare il film.

 

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